La grave crisi energetica

Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo alla terza tappa a Genova di “Italia domani: dialoghi sul piano nazionale di ripresa e resilienza”, ha detto questa mattina che, “L’aumento del costo dell’energia rischia di avere un costo totale l’anno prossimo superiore all’intero pacchetto del Pnrr “. (vedi QUI)

La grave crisi energetica, che si somma a quella generata dalla pandemia, sta ora minando molto seriamente la crescita e la salute economica del Paese.

Come ormai si temeva, la produzione industriale italiana è stimata in forte caduta a gennaio, -1,3%, dopo -0,7% a dicembre. La contrazione, registrata dal Centro Studi di Confindustria, è dovuta al caro-energia (elettricità +450% a dicembre 2021 su gennaio 2021) e al rincaro delle altre commodity che comprimono i margini delle imprese e, in diversi casi, stanno rendendo non più conveniente produrre. A questo si sommano le persistenti strozzature lungo le catene globali del valore. Tale dinamica mette a serio rischio il percorso di risalita del PIL avviato lo scorso anno.

Inflazione

Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2022, scrive Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dell’1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua (da +3,9% del mese precedente). L’ulteriore e marcata accelerazione dell’inflazione su base tendenziale è dovuta prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici (la cui crescita passa da +29,1% di dicembre a +38,6%), in particolare a quelli della componente regolamentata (da +41,9% a +93,5%). E nell’area dell’OCSE l’inflazione è salita al 6,6% nei 12 mesi fino a dicembre 2021, rispetto al 5,9% di novembre e solo all’1,2% a dicembre 2020, raggiungendo il tasso più alto dal luglio 1991. I prezzi dell’energia sono aumentati del 25,6% nell’area OCSE nei 12 mesi fino a dicembre 2021.

L’inflazione e la sua continua crescita rappresentano ormai una variabile fissa della quale tenere sempre conto quando si analizzano dati che raccontano la realtà economica e sociale del Paese.    Come nel caso del Misery Index di Confcommercio di dicembre 2021 (MIC), l’indicatore del disagio sociale, che si è attestato su un valore stimato di 16,6, in aumento di due decimi di punto rispetto a novembre.
Confcommercio, inoltre, rivede al ribasso le proprie stime sul Pil per quest’anno: dal 4% stimato a dicembre al 3,5-3,7%. Il dato, in contro tendenza con quello del Governo che è del 4,7%, è stato anticipato dal direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, durante la presentazione del rapporto sul Sud e il Pnrr. (vedi QUI)

Conversione Green

Euler Hermes, società del Gruppo Allianz specializzata nell’assicurazione dei crediti, ha condotto uno studio realizzato in collaborazione con Format Research, su un campione rappresentativo dell’universo delle imprese italiane extra-agricole e non finanziarie, con un fatturato di almeno 2,5 milioni di euro. È emerso che per un’impresa su tre la conversione verde diventa anche un lasciapassare per accedere al credito. C’è la convinzione che investire nel green sia un vero e proprio acceleratore del business, oltre che un ottimo passe-partout per accedere ai finanziamenti degli istituti di credito. Inoltre, quasi 7 imprese su dieci (il 69,3%) si stanno adeguando alle normative italiane e internazionali perché ritengono che investire in sostenibilità migliori l’efficienza operativa, riduca i conti e contribuisca ad aumentare il fatturato.

Documento Proposta Ascom Parma

Ascom Parma ha presentato la settimana scorsa un Documento Proposta che l’Associazione ha realizzato per offrire il proprio contributo di conoscenza ai candidati sindaco nelle prossime elezioni amministrative, sintetizzando problematiche ed evidenziando gli interventi più urgenti da mettere in atto. Vittorio Dall’Aglio, Presidente Ascom Parma, ha spiegato nell’occasione che “particolare attenzione è stata poi dedicata al centro storico per il quale abbiamo voluto realizzare una specifica indagine, commissionata all’Istituto Nazionale di Ricerca Format Research, sulle imprese e sui consumatori i cui risultati sono a nostro avviso fondamentali per le scelte pubbliche che i futuri amministratori dovranno affrontare nell’ottica di salvaguardare un settore, quello del terziario, che rappresenta oltre il 60% dell’economia locale.

(Energia – elettricità foto di vietnguyenbui su Pixabay)

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