Kristalina Georgieva, direttrice operativa del Fondo Monetario Internazionale, in una riunione del 4 marzo a  Washington DC, ha parlato dell’impatto economico della guerra in Ucraina dove, oltre al tragico e incommensurabile prezzo in vite umane, sostiene, le conseguenze economiche degli eventi in corso sono già molto gravi e i  prezzi dell’energia e delle materie prime, inclusi grano e altri cereali, sono aumentati, incidendo sulle pressioni inflazionistiche dovute alle interruzioni della catena di approvvigionamento e al rimbalzo della pandemia di Covid-19.

La produzione industriale italiana, secondo i dati del Centro studi di Confindustria, è attesa in diminuzione dello 0,3% a febbraio, pur scontando solo in minima parte gli effetti del conflitto fra Russia ed Ucraina, e ciò dopo la già marcata flessione registrata a gennaio (-0,8%). Le indagini sulla fiducia delle imprese manifatturiere rilevano un rallentamento nei primi due mesi dell’anno, trainato prevalentemente da attese pessimistiche sulle prospettive economiche, già prima dello scoppio del conflitto bellico. Gli economisti del Centro Studi prevedono che gli effetti del conflitto esploso il 24 marzo, contribuiranno a generare ulteriori squilibri nell’attività industriale dei prossimi mesi peggiorando la scarsità di alcune commodity, rendendo più duraturi gli aumenti dei loro prezzi, oltre ad accrescere l’incertezza, rischiando di compromettere così l’evoluzione del PIL nel 2022.

Pil che in Italia, nell’ultimo trimestre del 2021, l’Istat, ha misurato in aumento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e del 6,2% nei confronti del quarto trimestre del 2020. La stima della crescita congiunturale del Pil diffusa il 31 gennaio 2022 era stata dello 0,6% mentre quella tendenziale del 6,4%.

Gli effetti della guerra, ma anche delle sanzioni verso la Russia, complicano la situazione già difficile determinata dagli effetti della pandemia di cui interi settori economici stanno gravemente soffrendo e, ha ragione il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli che in un’intervista a Corriere della Sera ha detto che sarebbero necessarie misure straordinarie quali “Una sterilizzazione dell’Iva sui carburanti, viste le tensioni sui prezzi del petrolio. Che divengono un problema dirompente per le imprese dell’autotrasporto”. Ha anche aggiunto che “sarebbe importante un metodo di confronto strutturato tra governo e parti sociali per affrontare un nuovo e difficilissimo frangente economico e sociale”.

Contribuisce a chiarire ancora meglio la gravità della situazione lo studio di Confcommercio, in collaborazione con Nomisma Energia (vedi QUI), secondo il quale per le imprese del commercio, della ricettività e della ristorazione un aggravamento del conflitto, con l’eventuale interruzione delle forniture di gas dalla Russia, potrebbe comportare una spesa energetica di quasi 30 miliardi di euro nel 2022, oltre il 160% in più rispetto al 2021. Nel contempo, la corsa del prezzo del petrolio, e quindi quello del gasolio, rischia di costare all’autotrasporto un incremento della spesa annua pari a 21 miliardi. Diventano quindi sempre più urgenti, secondo la Confederazione, “misure strutturali per risolvere i nodi del nostro sistema energetico, a cominciare dalla riduzione della dipendenza dalle forniture estere, dalla revisione della fiscalità energetica e dall’abbattimento degli oneri generali di sistema”.

Intanto l’inflazione in Europa, fonte Eurostat, è al 5,8%, in Italia, fonte Istat, è al 5,7%. Commentando il dato, l’Istituto di statistica scrive che a febbraio, per l’ottavo mese consecutivo, l’inflazione accelera, raggiungendo un livello (+5,7%) che non si registrava da novembre 1995. Sono i prezzi dei Beni energetici non regolamentati a spingere in alto la crescita, seguendo la fiammata di gennaio degli energetici… Intanto, le tensioni inflazionistiche si propagano, in particolare ai Beni alimentari, i cui prezzi accelerano di oltre un punto, trascinando oltre il 4% anche la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”. L’inflazione della componente di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) sale, portandosi a +1,7%.

(Cielo e grano immagine da Pixabay)

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