L’invasione russa dell’Ucraina segna uno spartiacque per l’Europa.” Parole del Direttivo della BCE a segnare l’importanza storica del momento, la gravità dei fatti che hanno riportato il vecchio Continente indietro di settant’anni.  E nella consueta conferenza stampa sulle decisioni di Politica monetaria, Christine Lagarde ha detto: “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia inciderà negativamente sull’economia dell’area dell’euro e ha accresciuto significativamente l’incertezza”.

Giovedì della settimana scorsa, durante una tavola rotonda del Fondo Monetario Internazionale sulle conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina, si è posto l’accento sulle ricadute economiche, a livello globale, che si stanno materializzando e che sono sintetizzabili in tre punti chiave: prezzi delle materie prime più elevati; impatto sulla riduzione del reddito reale dovuto anche all’inflazione e al modo in cui ciò si riflette nell’economia reale; impatto sulle condizioni finanziarie e sulla fiducia delle imprese. L’aumento dei prezzi dell’energia e di altre materie prime (grano, mais, metalli, fertilizzanti, semiconduttori), è stato detto, si stanno facendo sentire in molti paesi, sommandosi a un’inflazione già elevata e stanno causando grande preoccupazione in tutto il mondo. Ciò è particolarmente pericoloso per le famiglie che vivono in condizioni di povertà, per le quali cibo e carburante rappresentano la percentuale più alta delle loro spese. Guardando all’economia reale, si vede chiaramente una contrazione del commercio, ma anche della fiducia dei consumatori e del potere d’acquisto. Ciò conduce al terzo e anche significativo punto: le condizioni finanziarie e la fiducia delle imprese che stanno soffrendo la pressione dei prezzi delle materie energetiche e la carenza di materie prime. (Approfondisci QUI)

Si sono svolte in questi giorni le audizioni in Parlamento sui provvedimenti del Governo per contrastare gli aumenti delle bollette di elettricità e gas. Per Confcommercio si va nella direzione giusta ma bisogna fare molto di più e chiede “misure incisive, anche attraverso uno scostamento di bilancio, per adeguati ristori alle imprese e per la sterilizzazione degli oneri generali di sistema”. Confindustria apprezza particolarmente anche l’aver riproposto e migliorato lo strumento del credito di imposta sia con riferimento al settore elettrico, sia a quello del gas. Tuttavia, per quanto comprensibile il vincolo sulle risorse pubbliche, nello scenario corrente, si sostiene che non è pensabile continuare ad agire su base trimestrale, occorre invece dare maggiore stabilità alle misure di sostegno, con durate di almeno 1 o 2 anni.

Tra le imprese che maggiormente hanno sofferto la crisi dovuta alla pandemia ci sono certamente quelle dell’accoglienza e della ristorazione in particolare. Ci ricorda Fipe- Confcommercio che l’inattesa crisi pandemica del 2020, trascinatasi nel 2021, aveva già causato nel mondo della ristorazione 56 miliardi di perdite, determinando la chiusura di 45mila imprese, con le immaginabili conseguenze in termini di occupazione, dispersione delle competenze, fragilizzazione delle famiglie e impoverimento del tessuto sociale che proprio la rete dei Pubblici Esercizi italiani anima e caratterizza. Oggi le conseguenze della guerra portano anche per questo settore, già duramente provato, nuova aria di crisi: “gli operatori hanno ormai cominciato a soffrire palesemente le conseguenze del caro energia e di una pericolosa fiammata inflattiva”. … “la guerra vicinissima, aberrante nelle conseguenze umane, desolante per la fiducia dei mercati e i flussi internazionali, nefasta nelle conseguenze economiche anche di medio periodo, tra scarsità di materie prime, sanzioni commerciali moralmente doverose ma inevitabilmente dolorose anche per la parte che le commina”.

Proseguono le rilevazioni mensili del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, secondo il quale tiene, per ora, la domanda di lavoro, ma il conflitto in Ucraina e il rapido incremento dei costi mettono a rischio le prospettive di ripresa.

Nel caos derivante dagli eventi regna l’incertezza. Scrive Istat nella nota mensile sull’andamento dell’economia italiana:La stima dell’impatto della crisi sull’economia italiana è estremamente difficile. L’evoluzione del conflitto e gli effetti delle sanzioni finanziarie ed economiche decise dai paesi occidentali sono caratterizzati da elevata incertezza”.

(guerra e incertezza foto di Geralt su pixabay)

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi