24 marzo 2022

L’Osservatorio Congiunturale Format Research

Premessa

L’Osservatorio Congiunturale sulle imprese è un prodotto a carattere multiclient, svolto trimestralmente da Format Research a partire dal dicembre 2008.

Lo studio è basato su un’indagine continuativa effettuata presso un campione statisticamente rappresentativo dell’universo delle imprese italiane extra agricole operative nell’industria (manifattura, costruzioni) e nel terziario(commercio, turismo, servizi).

L’osservatorio monitora nel tempo le principali determinanti dell’economia reale, a partire dal clima di fiducia delle imprese ai più importanti indicatori congiunturali, quali l’andamento dei ricavi, il quadro occupazionale, la situazione della liquidità, la domanda e offerta di credito.

L’analisi è basata su un questionario strutturato (CATI, Computer AssistedTelephone Interview / CAWI, Computer Assisted Web Interview), sia con riferimento all’andamento dei fenomeni nel trimestre analizzato, sia con riferimento alla previsione per il trimestre successivo.

L’osservatorio è arricchito dall’inserimento di dati desk provenienti da fonti terze qualificate quali le banche dati Istat (I.Stat) e Infocamere (Movimprese).

TESSUTO IMPRENDITORIALE.

In Italia esistono circa 4,5 mln di imprese extra agricole: il 31% opera nell’industria (manifattura, costruzioni), il 69% opera nel terziario (commercio, turismo, servizi).

Torna a crescere il numero delle nuove imprese iscritte: nel 2021 si è registrato un incremento del +18% sull’anno precedente (che comunque non riportata il dato ai livelli precedenti lo scoppio del COVID). L’incremento del numero di iscrizioni è trasversale a tutti i territori. Allo stesso modo, si rileva un aumento del numero di cessazioni, con una crescita in doppia cifra in tutte le aree del paese. Le tendenze in termini di nuove iscrizioni e di cessazioni di impresa, seppur con intensità differenti, si rilevano presso tutti i settori di attività economica.

FIDUCIA.

Nell’ultima parte del 2021 si era assistito ad un incremento della fiducia delle imprese circa l’andamento dell’economia italiana. La previsione al 31 marzo 2022 mostra, tuttavia, una inversione di tendenza. Il conflitto Russia-Ucraina mette a rischio le possibilità di una piena ripresa dell’economia italiana nel 2022. L’indicatore congiunturale della fiducia delle imprese per il 2022 scende da 43 (previsione precedente lo scenario di guerra) a 22 (nell’attuale situazione). Il calo della fiducia è trasversale a tutti i settori di attività economica (ma è più forte presso le imprese dei trasporti). Nel complesso, il 48% delle imprese italiane giudica «rilevante» il potenziale impatto della guerra in Ucraina in termini di effetti indiretti sulla propria attività.

CONGIUNTURA ECONOMICA.

Nell’ultima parte del 2021 hanno tenuto i ricavi delle imprese italiane. Tuttavia, la previsione per i primi mesi del 2022 evidenzia un rallentamento dell’indicatore congiunturale (che scende da quota 44 a 42). Nello specifico, le imprese italiane si aspettano una possibile riduzione del -14% dei ricavi a seguito dell’impatto della crisi Ucraina. Anche in questo caso sono gli operatori dei trasporti e della logistica a temere le conseguenze più forti. Più nel dettaglio, tre imprese ogni quattro temono un ulteriore aumento del costo delle utenze. Il 61% degli operatori si aspetta un incremento del costo delle materie prime. L’82% delle imprese italiane lamenta, a partire dalla fine del 2021, un incremento dei prezzi dei servizi di energia elettrica e gas. A pesare sulle imprese, oltre all’aumento dei costi energetici e delle materie prime, sono anche i costi praticati dai fornitori della logistica (il 63% dichiara che sono aumentati).

In questo scenario non si rilevano tuttavia effetti sull’occupazione, che anzi è in miglioramento: la situazione è tornata sostanzialmente ai livelli precedenti lo scoppio della crisi. Si consolida inoltre l’indicatore relativo ai tempi di pagamento da parte dei clienti delle imprese italiane. La situazione è tuttavia ancora al di sotto rispetto ai livelli pre-COVID. La condizione della liquidità delle imprese italiane aveva cominciato a dare segni di instabilità già alla fine del 2021. La previsione al 31 marzo confermava tale trend ancora prima dei possibili effetti indiretti della crisi Ucraina.

Cala leggermente la quota di imprese che si recano in banca per chiedere credito e diminuisce anche la quota di risposte positive da parte delle banche. In questo quadro, i giudizi degli imprenditori circa i costi ai quali il credito viene concesso peggiorano leggermente.

(Impresa Foto Unsplash)

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