25 marzo 2022

L’impatto della guerra sarà rilevante su attività economica e inflazione

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia avrà un impatto rilevante sull’attività economica e sull’inflazione, attraverso il rincaro dell’energia e delle materie prime, le turbative del commercio internazionale e il peggioramento del clima di fiducia.

L’entità di tali effetti dipenderà dall’evoluzione del conflitto, dall’impatto delle sanzioni attuali e da eventuali ulteriori misure.

L’impatto della guerra va valutato alla luce delle solide condizioni di fondo dell’economia dell’area dell’euro, che beneficia dell’ingente sostegno delle politiche economiche. La ripresa dell’economia è agevolata dal graduale dissolversi dell’impatto della variante Omicron del coronavirus (COVID-19).

Le strozzature dal lato dell’offerta hanno mostrato segnali di attenuazione, mentre il mercato del lavoro è migliorato ulteriormente.

Nello scenario di base delle proiezioni macroeconomiche formulate a marzo 2022 dagli esperti della BCE, che incorporano una prima valutazione delle implicazioni della guerra in Ucraina, la crescita del PIL è stata rivista al ribasso per il breve termine a causa del conflitto.

Inflazione

L’inflazione ha continuato a rivelarsi superiore alle attese per via dei costi dell’energia inaspettatamente elevati.

I rincari sono inoltre divenuti più generalizzati. Lo scenario di base delineato per l’inflazione nelle nuove proiezioni degli esperti ha subito una significativa revisione al rialzo. Le aspettative di inflazione a più lungo termine desunte da una serie di misure si sono riancorate all’obiettivo di inflazione della BCE.

Il Consiglio direttivo considera sempre più probabile che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2 per cento nel medio periodo.

Negli scenari alternativi sull’impatto economico e finanziario della guerra, l’attività economica potrebbe essere rallentata in misura significativa da un maggiore incremento dei prezzi dell’energia e delle materie prime e da un più forte effetto frenante sugli scambi e sul clima di fiducia.

L’inflazione potrebbe essere considerevolmente più elevata nel breve termine.

Tuttavia, in tutti gli scenari, l’inflazione dovrebbe comunque diminuire progressivamente e collocarsi su livelli prossimi all’obiettivo di inflazione del 2 per cento nel 2024.

Sulla base della propria valutazione aggiornata delle prospettive di inflazione e tenuto conto del contesto di incertezza, il Consiglio direttivo ha rivisto il calendario del programma di acquisto di attività (PAA) per i prossimi mesi.

Gli acquisti netti mensili nel quadro del PAA saranno pari a 40 miliardi di euro ad aprile, 30 miliardi di euro a maggio e 20 miliardi di euro a giugno.

La calibrazione degli acquisti netti per il terzo trimestre sarà guidata dai dati e rifletterà l’evolversi della valutazione delle prospettive da parte del Consiglio direttivo.

Se i nuovi dati confermeranno l’aspettativa che le prospettive di inflazione a medio termine non si indeboliranno, neanche dopo la conclusione degli acquisti netti di attività, il Consiglio direttivo porrà termine agli acquisti netti nel quadro del PAA nel terzo trimestre.

Se invece le prospettive di inflazione a medio termine muteranno e le condizioni di finanziamento risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso il conseguimento dell’obiettivo di inflazione del 2 per cento, il Consiglio direttivo sarà pronto a rivedere il calendario degli acquisti netti di attività in termini di entità e/o durata.

Qualsiasi adeguamento dei tassi di interesse di riferimento della BCE avverrà in un momento successivo rispetto al termine degli acquisti netti nel quadro del PAA e sarà graduale.

Il profilo dei tassi di interesse di riferimento della BCE continuerà a essere determinato dalle indicazioni prospettiche (forward guidance) del Consiglio direttivo e dal suo impegno strategico a stabilizzare l’inflazione al 2 per cento nel medio periodo.

Il Consiglio direttivo si attende pertanto che i tassi di interesse di riferimento della BCE si mantengano su livelli pari a quelli attuali finché non vedrà l’inflazione raggiungere il 2 per cento ben prima della fine dell’orizzonte di proiezione e in maniera durevole per il resto dell’orizzonte di proiezione, e finché non riterrà che i progressi conseguiti dall’inflazione di fondo siano sufficientemente avanzati da essere coerenti con lo stabilizzarsi dell’inflazione al 2 per cento nel medio periodo.

Il Consiglio direttivo ha inoltre confermato le altre misure di politica monetaria.

 

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi