Il Commissario all’Economia dell’Unione Europea Paolo Gentiloni, in visita istituzionale in Romania, si è espresso sulla situazione economica sostenendo che l’Europa si sta riprendendo con vigore dall’ultima crisi e ci si aspetta una crescita nell’Ue del 4%. L’impatto della guerra in Ucraina si fa certamente sentire e ciò si vede soprattutto nei rincari dei costi energetici e nell’inflazione che è volata a +6,2% e certo crescerà ancora. Gentiloni ha aggiunto che questa è una situazione che genera incertezza con effetti negativi su consumatori e investitori. Ciò che occorre fare, secondo il Commissario europeo, è “mantenere la ripresa sul cammino già indirizzato grazie ai piani di crescita e resilienza. Ovviamente questi piani sono stati disegnati prima della guerra ma sono di una straordinaria importanza ora, perché sono capaci di produrre crescita in una situazione difficile”. (Vedi QUI)

Christine Lagarde, Presidente della BCE, in un’intervista pubblicata il 27 marzo ha sottolineato che l’inevitabile impatto della guerra sull’economia europea, ora in ripresa dopo la pandemia, dipenderà essenzialmente dalla sua durata. Attualmente gli esperti della Banca Centrale non prevedono una recessione, dato il forte mercato del lavoro della Zona euro e l’affievolirsi della pandemia. Le proiezioni vedono l’economia crescere al 3,7% quest’anno e al 2,8% nel 2023. Tuttavia, data la notevole incertezza, lo staff della Bce ha preparato due scenari alternativi: uno avverso e uno grave. Nello scenario severo, la crescita potrebbe arrivare al 2,3% nel 2022. Ma c’è molta incertezza intorno a queste stime.

L’Istat ha diffuso le stime sulla fiducia di imprese e consumatori italiani in questo mese. A marzo 2022 si stima una decisa diminuzione dell’indice del clima di fiducia dei consumatori che passa da 112,4 a 100,8. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese registra una flessione più contenuta, passando da 107,9 a 105,4. Il deterioramento del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese nel mese di marzo era prevedibile, sostiene l’Ufficio Studi di Confcommercio, ma non con l’intensità con cui si è manifestato. Per i consumatori, si tratta di un’erosione totale del miglioramento del sentiment faticosamente conquistato dopo la fase peggiore della pandemia.

Presentato il Rapporto ristorazione 2021 della Fipe. Per 6 imprese su 10 il ritorno ai fatturati pre-Covid non arriverà prima del 2023. Prosegue l’emergenza occupazionale, con 194mila professionisti di bar e ristoranti persi nel periodo della pandemia. Nonostante il quadro attuale sia abbastanza fosco, le speranze per il resto dell’anno sono generalmente positive. Il 57,5% dei pubblici esercizi, secondo un’indagine Fipe Format Research, prevede un aumento dei ricavi rispetto al 2021 ma non mancano valutazioni negative tra chi, al contrario, prevede un calo del fatturato.

Un’indagine della Confcommercio provinciale di Brescia, in collaborazione con Format Research, svela che più di 1.600 imprese del commercio hanno cessato l’attività tra il 2010 e il 2021: è il peggior risultato fra i capoluoghi lombardi. “Il dato – ha detto il presidente di Confcommercio Brescia Carlo Massoletti – è certamente drammatico, anche perché tutti gli altri capoluoghi lombardi hanno sofferto in misura minore e, anzi, alcuni dal 2010 hanno addirittura incrementato il numero delle imprese del commercio.

Presso la prestigiosa Sala del Tempio di Adriano della Camera di Commercio di Roma, in occasione dell’evento DONNE PER ROMA organizzato dal Gruppo Terziario Donna di Confcommercio Roma, è stata presentata l’indagine «Imprese femminili del terziario: Donne oltre ai limiti per Roma» svolta da Format Research per conto di Confcommercio Roma. Tra i dati emersi, presentati da Pierluigi Ascani, Presidente di Format Research, emerge che in Italia operano oltre 2,6 mln di imprese del commercio, del turismo e dei servizi (imprese del terziario), di cui il 28,9% sono femminili. Nella provincia di Roma la quota delle imprese del terziario è di oltre 222 mila imprese, di cui il 27,5% sono imprese femminili: oltre 61.000 imprese.

(Immagine da Unsplash – rielaborazione F Ascani)

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