14 aprile 2022

La Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, è intervenuta oggi in audizione davanti alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, riunite in seduta congiunta, nell’ambito dell’esame preliminare del Documento di economia e finanza (DEF) 2022.

Estratto dall’audizione

Rischi al ribasso per l’economia.

Lo scenario macroeconomico dell’economia italiana appare soggetto a rischi, soprattutto di matrice internazionale e prevalentemente orientati al ribasso sulla crescita.

Il conflitto tra Russia e Ucraina rappresenta certamente il rischio maggiore su tutti gli orizzonti di previsione per i suoi riflessi immediati in termini di bruschi aumenti dei prezzi e per quelli derivanti dal prolungarsi del conflitto e delle possibili restrizioni negli approvvigionamenti non solo dei prodotti energetici, ma anche per l’agricoltura e nella metallurgia. L’UPB ha al riguardo simulato quali sarebbero gli effetti del protrarsi del conflitto rispetto all’ipotesi di una sua risoluzione in tempi relativamente brevi: i risultati, che verranno dettagliati nella Nota sulla congiuntura di prossima pubblicazione, indicano che l’impatto per l’economia italiana sarebbe non trascurabile.

 

Tra gli altri rischi figurano: l’evoluzione della pandemia; eventuali effetti dei rincari e, in alcuni casi, la carenza di materie prime e beni intermedi su una integrale, tempestiva ed efficiente attuazione dei progetti di investimento del PNRR; nuovi assetti delle politiche economiche miranti a riassorbire gli squilibri finanziari accumulati per fare fronte alla crisi pandemica e al conflitto russo-ucraino. Per quanto riguarda l’andamento dell’inflazione si confermano i rischi al rialzo.

Andamenti e obiettivi di finanza pubblica.

Il percorso dei conti pubblici prefigurato dal DEF è più favorevoledi quello ipotizzato nella NADEF 2021 grazie al parziale trascinamento dei migliori risultati del 2021, in particolare di entrate maggiori delle attese. In assenza di ulteriori interventi, dopo il 7,2 per cento del PIL registrato nel 2021, il deficit pubblico calerebbe nell’anno in corso al 5,1 per cento, anche a causa del notevole ridimensionamento delle misure emergenziali di contrasto della crisi pandemica, per poi ridursi più gradualmente, al 3,7 per cento nel 2023, al 3,2 per cento nel 2024 e collocandosi al 2,7 per cento del prodotto nel 2025.

Nel periodo di previsione si ridurrebbe soprattutto la spesa primaria corrente; le misure aggiuntive relative al PNRR sosterrebbero la spesa in conto capitale, portando nel triennio 2023-25 gli investimenti a una percentuale sul PIL (3,5-3,6 per cento), di poco inferiore al picco registrato nel 2009 (3,7 per cento). La riduzione delle entrate sul prodotto (di 1,4 punti percentuali) sarebbe ascrivibile a un ridimensionamento della pressione fiscale dal 43,5 al 42,2 per cento e, in particolare, della componente relativa alle imposte dirette, dovuto in larga misura all’impatto delle modifiche dell’Irpef disposte con la legge di bilancio per il 2022.

Il miglior andamento dei conti pubblici tendenziali e la contestuale conferma degli obiettivi fissati nella NADEF (un disavanzo rispetto al PIL del 5,6 per cento quest’anno e che scenderebbe nei tre successivi rispettivamente al 3,9, 3,3 e 2,8 per cento) aprono spazi per finanziare un nuovo intervento annunciato entro aprile. Le misure espansive saranno pari allo 0,5 per cento del PIL nell’anno in corso, allo 0,2 per cento nel 2023 e allo 0,1 per cento sia nel 2024 che nel 2025. In valore assoluto si tratta di 10,5 miliardi nel 2022, 4,2 miliardi nel 2023, 3,2 miliardi nel 2024 e 2,2 miliardi nel 2025, come indicato nella Relazione presentata al Parlamento lo scorso 6 aprile per chiedere l’autorizzazione a rivedere il percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine (OMT).

In particolare, le risorse disponibili saranno dirette a: i) ripristinare i fondi di bilancio temporaneamente de-finanziati; ii) incrementare i fondi relativi alle garanzie sul credito; iii) aumentare le risorse necessarie a coprire l’incremento dei prezzi delle opere pubbliche; iv) contenere i prezzi dei carburanti e il costo dell’energia; v) assistere i profughi ucraini e alleviare l’impatto economico sulle aziende italiane del conflitto russo-ucraino; vi) continuare a sostenere la risposta del sistema sanitario alla pandemia e i settori maggiormente colpiti dall’emergenza pandemica.

(Parlamento Palazzo Montecitorio – Foto F Ascani Format Research)

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