Ci sono fattori che si stanno sommando e sono causa di tassi di crescita globale sempre più bassi e tassi di povertà sempre più alti. È questa la preoccupazione, specie per i Paesi in via di sviluppo, espressa da David Malpass, presidente della Banca Mondiale nel suo discorso di apertura agli “Incontri di Primavera”. Questi fattori sono il COVID-19, l’inflazione e l’invasione russa dell’Ucraina. Questa situazione ha indotto The World Bank a tagliare le sue stime di crescita globale.

La Banca Centrale Europea, nelle attuali condizioni caratterizzate da elevata incertezza, manterrà gradualità, flessibilità e apertura alle opzioni nella conduzione della politica monetaria. Nel commentare queste decisioni, Christine Lagarde, presidente della BCE, ha parlato delle gravi ripercussioni economiche che la guerra in Ucraina sta avendo in Europa. L’incertezza, dice, pesa sulla fiducia di imprese e consumatori mentre l’aggravarsi dei costi energetici e la carenza di materie prime, riduce la domanda e frena l’offerta. In questo contesto l’inflazione, aumentata in maniera significativa, è destinata a rimanere alta.

Ed è la parola incertezza che ritorna in quasi tutti i commenti economici di questi giorni.

In audizione al DEF, Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica della Banca d’Italia, ha sostenuto che la guerra in Ucraina è un fattore di eccezionale incertezza in un quadro macroeconomico internazionale già offuscato da diffuse strozzature settoriali, forti tensioni inflazionistiche e, più di recente, dal riacutizzarsi della pandemia in Cina. Il questa congiuntura le stime del Pil sono riviste al ribasso.

Secondo la Presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), Lilia Cavallari, lo scenario macroeconomico dell’economia italiana appare soggetto a rischi, soprattutto di matrice internazionale e prevalentemente orientati al ribasso sulla crescita.

Nella sua consueta Congiuntura Confcommercio, Pil Mensile ICC e Prezzi, l’Associazione di categoria scrive che il secondo trimestre del 2022 si è aperto all’insegna degli interrogativi sulla profondità e sulla durata che potrà assumere l’attuale fase di rallentamento dell’economia, atteso che nessuno dubita più sul fatto che il primo trimestre dell’anno in corso sarà archiviato con il segno negativo della variazione congiunturale del PIL. Il conflitto in Ucraina ha esacerbato e reso più estesi nel tempo una serie di impulsi negativi preesistenti. Le tensioni inflazionistiche non sono più definite transitorie.

Alla crisi sanitaria in attenuazione si è sovrapposto il conflitto tra Russia e Ucraina che ha aumentato l’incertezza e accentuato fortemente le tensioni nei mercati delle materie prime. … È di difficile misurazione, scrive Istat nella sua Nota mensile sull’Economia italiana, l’impatto della guerra sulla nostra economia e si innesta all’interno di una fase del ciclo caratterizzata da una crescita di alcuni settori economici, degli investimenti e del mercato del lavoro. Nonostante l’accelerazione dell’inflazione, l’attuale tasso di investimento, tornato ai livelli del 2008, e l’ancora elevata propensione al risparmio potrebbero rappresentare punti di forza per lo sviluppo dell’economia nei prossimi mesi.

Sono i numeri diffusi nel fine settimana da Unioncamere e Infocamere sulla chiusura dei bar, che danno un segno preciso e senza incertezze di quanto abbia pesato la crisi economica causata dal Covid, specie su alcuni settori, e per la quale ci stiamo ancora leccando le ferite. I dati ci dicono che dei 169.839 bar esistenti a fine 2019, ne sono rimasti 162.964 a fine 2021. In sostanza, in due anni si sono persi quasi 7000 locali. Il Lazio è la regione più colpita seguita dalla Valle d’Aosta. (Vedi QUI).

Presentata la terza edizione dell’indagine di Cesvot sullo stato di salute della società toscana. Il 90,5% delle persone intervistate dichiara aumentata la diffidenza fra le persone. L’indagine realizzata da Sociometrica (su dati Format Research) per il Cesvot ci restituisce un quadro sociale complicato, deformato da processi di crescita della solitudine e della frammentazione sociale in Toscana.

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