La guerra in Ucraina, tra dolore, distruzioni ed eccidi, sta continuando ormai da oltre due mesi con conseguenze ogni giorno più dure. L’UNHCR conta che il numero di rifugiati dall’inizio del conflitto abbia ormai superato i cinque milioni di persone (vedi QUI). Le pesanti sanzioni inflitte dall’Occidente alla Russia colpiscono inevitabilmente anche le nazioni che le applicano con gravi ripercussioni per queste ultime. I danni economici causati dal conflitto contribuiranno a un significativo rallentamento della crescita globale nel 2022, riporta il Fondo Monetario Internazionale, e si aggiungeranno all’inflazione. I prezzi di carburante e cibo sono aumentati rapidamente, colpendo più duramente le popolazioni vulnerabili nei paesi a basso reddito. Si prevede che la crescita globale rallenterà da una stima del 6,1% nel 2021 al 3,6% nel 2022 e nel 2023. Si tratta di 0,8 e 0,2 punti percentuali in meno per il 2022 e il 2023 rispetto alle proiezioni di gennaio. (Vedi QUI)

Nel suo intervento per gli Spring Meetings a Washington DC, Ignazio Visco, Governatore della Banca d’Italia, ha parlato dell’impatto economico del conflitto e ha sottolineato come la carenza di beni di prima necessità, gli straordinari aumenti dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari, l’aumento dei costi commerciali e le interruzioni nelle catene di approvvigionamento stanno già mettendo i paesi in via di sviluppo, soprattutto i più poveri, nella condizione di dover subire enormi pressioni economiche.

Uno studio della Banca Centrale Europea mostra come i recenti aumenti dei prezzi dell’energia siano un freno alla ripresa dei consumi e le famiglie hanno ridimensionato i propri piani di consumo. L’aumento dei prezzi dell’energia ha implicazioni distributive significative, che richiedono misure di politica fiscale mirate, è scritto nello studio. L’impatto che i prezzi dell’energia hanno sul reddito e sulla spesa delle famiglie dipende principalmente dal livello di esposizione della famiglia. Le famiglie a basso reddito con alti livelli di esposizione tendono a subire notevoli difficoltà finanziarie quando la spesa energetica aumenta in modo imprevisto e rispondono a tali shock riducendo i risparmi o ritardando i pagamenti.

La guerra frena l’Europa, scrive Confindustria, in particolare l’Italia. Lo scenario italiano è in peggioramento a causa del rincaro dell’energia e di altre materie prime. Gli interventi pubblici sono ancora insufficienti. Per l’industria peggiorano tutti gli indicatori, i servizi sono in stallo, l’export è atteso debole. Nell’Eurozona pesano incertezza e sfiducia e i tassi di interesse a lunga sono in rialzo.

Un giudizio positivo sull’Italia e sull’operato del Governo arriva da Standard and Poor’s che conferma il rating “BBB/A-2” dell’Italia. L’outlook rimane positivo. Nel commentare questa decisione scrivono: “Entro la fine di giugno, il governo italiano spera di finalizzare le riforme della giustizia, degli appalti pubblici e della concorrenza. Riteniamo che queste riforme sbloccheranno afflussi di Next Generation EU (NGEU) per un valore di oltre il 2% del PIL all’anno tra il 2022 e il 2026, compensando i rischi per la crescita derivanti dal conflitto Russia-Ucraina”.

In occasione della nona edizione della Giornata di Confcommercio “Legalità, ci piace“, svoltasi il 20 aprile, la Confederazione, in collaborazione con l’Istituto di Ricerca Format Research, ha svolto un’indagine riguardo al rischio usura e fenomeni illegali per le piccole e medie imprese italiane dsalla quale risulta che criminalità e percezione del fenomeno influenzano i comportamenti d’investimento da parte degli imprenditori e contribuiscono, quindi, a comprimere la crescita di lungo termine dell’economia. L’analisi evidenzia un peggioramento della percezione dei livelli di sicurezza tra le imprese del terziario di mercato. Quasi il 12% degli imprenditori, infatti, percepisce un peggioramento dei livelli di sicurezza nel 2021. Il dato è più accentuato nelle grandi città (16,2%), al Sud (16,6%), per le imprese del commercio al dettaglio alimentare (15,1%) e per gli alberghi (20%).

(valvola gas – Foro da Pixabay)

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi