16 maggio 2022

Il debito pubblico italiano continua a crescere. A marzo l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 18,9 miliardi di euro rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.755 miliardi e aggiornando così il record di febbraio pari a 2.736 miliardi.

“L’aumento è dovuto al fabbisogno (22,8 miliardi), che ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,4 miliardi, a 95,6); l’effetto complessivo di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha incrementato il debito per 2,4 miliardi”, spiega Bankitalia. 

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 18,9 miliardi; quello delle amministrazioni locali e quello degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato.
Alla fine di marzo la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia era pari al 25,5 per cento (invariata rispetto al mese precedente); la vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,6 anni.

Positivo l’andamento delle entrate tributarie che a marzo hanno raggiunto i 33,2 miliardi, in aumento del 10,2% (+3,1 miliardi) rispetto allo stesso mese del 2021. Anche allargando lo sguardo a tutto il primo trimestre del 2022, si riscontra una crescita del 13,5% (pari a 13 miliardi) rispetto allo stesso intervallo del 2021.

 

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