“L’aggressione della Russia ha creato profonda incertezza, le persone sono preoccupate rispetto all’aumento del costo della vita. L’economia dell’Ue è stata colpita duramente ma il punto di partenza” dopo il Covid “era buono. L’economia sta dimostrando complessivamente resilienza e ci aspettiamo ancora una crescita nel 2022 e nel 2023. Ma sarà una crescita limitata rispetto alle aspettative”. Così si è espresso il vice-presidente della Commissione Europea Dombrovskis  in Conferenza stampa di presentazione del “Pacchetto di primavera del semestre europeo”. (vedi QUI) Nelle raccomandazioni specifiche per Paese che forniscono orientamenti su misura ai singoli Stati membri su come stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti, mantenendo nel contempo la solidità delle finanze pubbliche, in relazione all’Italia, è scritto che la nostra economia è in ripresa, ma permangono sfide di lunga data. Infatti, “la performance di crescita sotto la media dell’Italia dagli anni ’90 ha radici strutturali di lunga data”.

L’Fmi nel comunicato finale della missione in Italia dei suoi funzionari per l’Article IV 2022, conclusasi la settimana scorsa, ha affermato che “l’economia italiana si trova ad affrontare venti contrari dalla guerra e dall’aumento dell’inflazione. Nonostante i segnali di resilienza, la crescita è attesa rallentare e presenta rischi al ribasso”.

Alle incertezze sulla durata e sulle conseguenze del conflitto in Ucraina vanno sommati gli effetti di un’inflazione elevata che incide pesantemente su scelte e consumi di cittadini e imprese, anche se nella stima Istat definitiva di aprile si accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica è infatti imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo. Su base annua l’inflazione è stimata al 6%.

La chiara infografica Istat sul lavoro scatta una foto della situazione in Italia nel 2021: quanti occupati, disoccupati, inattivi, divisi per genere ed età, considerando anche nei casi del part time, delle donne con figli o senza figli. Molto interessante. Altrettanto interessanti i dati sul mercato del lavoro forniti nella nota a cura di Banca d’Italia, Ministero del Lavoro e Anpal con numeri aggiornati al 30 aprile e al 31 marzo. E il primo dato è che “nonostante l’incertezza derivante dalla guerra in Ucraina e dal connesso rialzo dei prezzi dei beni energetici, la variazione dell’occupazione si è mantenuta positiva, sebbene su livelli lievemente inferiori rispetto alla seconda metà del 2021”.
Secondo l’Inps, poi, complessivamente le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, nel corso dei primi due mesi dell’anno 2022 sono state 1.208.000, registrando una forte crescita rispetto alle 863.000 dello stesso periodo dell’anno precedente.

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