25 maggio 2022

Dopo la fase acuta della pandemia, le banche centrali della maggior parte delle economie avanzate hanno iniziato a ritirare gli stimoli mentre la ripresa è progredita e sono emerse pressioni inflazionistiche. Nel gergo dei banchieri centrali, questo processo è spesso descritto come una “normalizzazione” della politica monetaria.

Non siamo in tempi normali

A differenza di altre economie avanzate, l’area dell’euro non sta affrontando una situazione di eccesso di domanda interna. Come ha osservato di recente la presidente della BCE Christine Lagarde, “consumi e investimenti restano al di sotto dei livelli pre-crisi, e ancora più al di sotto delle tendenze pre-crisi”.

Al contrario, l’area dell’euro si trova di fronte a una guerra alle porte che si aggiunge a una serie di shock negativi dell’offerta generati all’estero. Questi shock – soprattutto l’aumento dei prezzi dell’energia – stanno creando forti e persistenti pressioni al rialzo sull’inflazione di breve termine. Ma colpendo i redditi reali, la fiducia e, in definitiva, la domanda interna, questi shock potrebbero far deragliare la ripresa post-pandemia.

In altre parole, gli stessi shock che hanno portato a un’impennata dell’inflazione stanno anche deprimendo la produzione. Di conseguenza, il percorso dell’inflazione parte da un punto molto più alto, ma le prospettive di inflazione a medio termine sono caratterizzate da un’elevata incertezza.

In questa situazione, la normalizzazione delle politiche deve essere chiaramente definita e il modo in cui viene attuata deve essere attentamente valutato e calibrato. Nelle mie osservazioni di oggi, delineerò cosa significa normalizzare la politica monetaria, quali implicazioni ha questa normalizzazione per i nostri strumenti politici e fino a che punto dovrebbe spingersi.

Eccezionale livello di incertezza

Per ora, dato l’eccezionale livello di incertezza che dobbiamo affrontare, dovremmo normalizzare gradualmente la nostra politica monetaria, in linea con il progressivo aggiustamento che ha ispirato la nostra azione negli ultimi mesi.

La BCE sta attualmente affrontando gli effetti economici di una sequenza senza precedenti di shock generati all’estero. Come altre grandi banche centrali, ci troviamo di fronte al compito di normalizzare la politica monetaria in un momento tutt’altro che normale.

In questa difficile situazione garantiremo la stabilità dei prezzi a medio termine, così come abbiamo protetto l’economia dell’area dell’euro dalla deflazione durante la pandemia.

Normalizzazione non significa rimuovere lo stimolo a titolo definitivo. Si tratta piuttosto di un processo di graduale riduzione di tale stimolo in modo da ancorare saldamente il percorso dell’inflazione al 2% nel medio termine. Questo processo è già stato avviato nell’area dell’euro.

Ottenere una corretta normalizzazione non è un compito facile, poiché l’economia dell’area dell’euro deve fare i conti con una prospettiva caratterizzata da un’incertezza eccezionale. Ciò significa che dovremmo normalizzare gradualmente la nostra politica monetaria e scegliere un mix di strumenti che sia robusto all’ampia gamma di scenari plausibili che potremmo affrontare.

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