“Ucraina” e “incertezza” sono le due parole che più ha usato il Governatore della Banca d’Italia Visco nelle Conclusioni Finali del 31 maggio. A ricordarlo è lui stesso durante la lunga intervista con il direttore de La Stampa Massimo Giannini, in occasione del Festival dell’Economia di Torino, il 4 giugno scorso: “La situazione è molto incerta anche nelle Conclusioni Finali i due termini che più ho utilizzato sono Ucraina e incertezza. E’ sempre difficile fare previsioni e valutazioni. Non è questa la sede in cui farle”. … “La situazione è sicuramente più sfavorevole di quello che avevamo anticipato anche a gennaio scorso. Sulla guerra abbiamo sbagliato e non siamo grandi esperti di geopolitica però molti non hanno capito. Le valutazioni che c’erano allora si basavano sulla forza del Pnrr”. (Vedi QUI)

L’alto grado di incertezza, però,  non è qualcosa che riguarda solo l’Italia ma appare molto più globale. Nei giorni scorsi, prima l’avviso di Jamie Dimon, di JP Morgan, che ha parlato di un “uragano finaziario” in arrivo e, subito dopo, quello del presidente di Goldman Sachs, John Waldron, secondo cui la confluenza di shock che si stanno concentrando sul sistema non ha precedenti: “arriveranno tempi difficili, più difficili di quelli attuali”. Ha poi spiegato che “i rischi di un’inflazione alta e persistente, il cambio di passo della politica monetaria con le banche centrali che si stanno muovendo in tandem per rialzare il costo del denaro avviando nel contempo una riduzione dei bilanci e l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia sono tre fattori che, messi assieme, possono piegare le ginocchia alla crescita economica mondiale”. (vedi QUI)

Nell’Indagine rapida sulla produzione industriale, Confindustria spiega che l’attività industriale italiana è stimata in flessione a maggio (-1,4%), dopo l’arretramento in aprile. Nel secondo trimestre 2022 si avrebbe così una contrazione già acquisita di -0,6% della produzione industriale, dovuta in particolare al rialzo dei costi dell’energia e alle difficoltà di approvvigionamento, acuiti dalle operazioni militari russe in Ucraina.

È positiva invece la stima Istat completa dei conti economici trimestrali che fa registrare una crescita del Pil dello 0,1% in termini congiunturali e del 6,2% in termini tendenziali. Si tratta di stime al rialzo rispetto alla stima preliminare dello scorso 29 aprile, quando il rilascio mostrava una diminuzione congiunturale dello 0,2% e un aumento tendenziale del 5,8%. La ripresa è stata determinata soprattutto alla domanda interna e in particolare agli investimenti a fronte di un contributo negativo della domanda estera.

I prezzi al consumo nell’area OCSE sono aumentati del 9,2% su base annua ad aprile 2022, rispetto all’8,8% di marzo 2022. Escludendo cibo ed energia, l’inflazione su base annua è aumentata al 6,3% ad aprile 2022, rispetto al 5,9% di marzo 2022. Nel periodo preso in considerazione dall’istituto internazionale l’Italia era in controtendenza con una lieve diminuzione dei prezzi, ma come spiega l’Istat nella sua ultima rilevazione, “a maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%).

In Friuli Venezia Giulia, cresce l’occupazione rispetto al periodo pandemico, ma l’incertezza economica, i rincari e la mancanza di manodopera rallentano la ripresa delle imprese del terziario. Il 35% delle imprese che hanno avviato ricerca di personale non è riuscito ad assumere nemmeno una risorsa e questo impatta negativamente sui ricavi. È la sintesi di quanto presentato nella sede dell’Ascom di Pordenone nel corso di un incontro con la stampa promosso dall’Ente Bilaterale del Terziario del Fvg. Sul tavolo le indagini sul mondo del lavoro di Format Research e Ires Fvg.

C’è un settore in Italia che non ha smesso di cresce, un settore d’eccellenza, quello della bicicletta, che è stato da poco analizzato nella seconda edizione della ricerca “Ecosistema della Bicicletta”, realizzato da Banca Ifis (in collaborazione con Format Reszearch), che quest’anno ha analizzato due trend: reshoring e cicloturismo. Tra i dati emersi, troviamo che, con una crescita di oltre 7% annuo l’Italia si conferma il primo produttore europeo di biciclette e Paese leader nella smart mobility. L’e-Bike fa da traino al settore con una crescita del 25% rispetto al 2020.

(bicicletta mercato foto da Unsplash)

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