Secondo Istat il Pil italiano è atteso continuare a crescere sia nel 2022 (+2,8%) sia nel 2023 (+1,9%), seppur in rallentamento rispetto al 2021. Del resto, come scrive Banca d’Italia nelle Proiezioni macroeconomiche pubblicate il 10 giugno, il quadro è fortemente condizionato dall’evoluzione del conflitto in Ucraina, i cui sviluppi restano altamente incerti e possono determinare traiettorie molto differenti per l’economia italiana nei prossimi anni. Un fatto che però non riguarda solo in nostro Paese ma che si manifesta a livello globale. Fitch rivede al ribasso le stime di crescita mondiale in seguito alla corsa dell’inflazione. Secondo l’agenzia di rating, l’economia mondiale crescerà quest’anno del 2,9%, lo 0,6% in meno di quanto previsto in marzo. (Vedi QUI)
La Presidente della BCE Christine Lagarde ha detto in conferenza stampa, illustrando le decisioni di Politica Monetaria assunte, che l’ingiustificata aggressione della Russia all’Ucraina ha gravi ripercussioni sull’economia dell’area dell’euro e le prospettive sono ancora caratterizzate da elevata incertezza. L’inflazione a maggio ha ripreso ad aumentare in misura significativa, principalmente a causa dei rincari dei beni energetici e alimentari, anche per l’impatto della guerra. Di fronte a questi fatti la Bce ha deciso “di porre fine agli acquisti netti di titoli attraverso il programma App dal 1 luglio 2022”.  La Banca centrale europea ha lasciato, come previsto, i tassi d’interesse fermi: il tasso principale resta a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%. La Bce “intende alzare i tassi d’interesse di 25 punti base al meeting di luglio” e “si aspetta di alzare nuovamente i tassi a settembre”. Con le decisioni della Bce, che comportano lo stop all’acquisto di bond confermato dal prossimo luglio, c’è stata una reazione di fortissima tensione sui mercati azionari del Continente europeo, tutti immediatamente in ribasso, e sui titoli di Stato europei e soprattutto italiani. Lo spread con il Bund tedesco ha chiuso così a 216 punti base, dopo un massimo di seduta a quota 218, correggendo i livelli più alti dal maggio 2020. (Vedi QUI)
Risultano molto interessanti le considerazioni di Francesco Giavazzi, consigliere economico del presidente del Consiglio Mario Draghi, riportate dal Corriere della Sera: “La Bce ha non ha altri strumenti per rispettare il suo mandato, perciò per frenare l’inflazione la Banca centrale europea usa il rialzo dei tassi di interesse. Invece servirebbe un tetto al prezzo del gas, ma questo richiede un intervento dei governi”… e sullo spread:lo spread viene dal debito, per ridurre il debito, dobbiamo aumentare la crescita, quindi agire sul denominatore. Ecco perché bisogna accelerare al massimo con il Pnrr”. (vedi QUI)

Si è svolta l’8 giugno l’Assemblea annuale di Confcommercio durante la quale è stato presentato lo studio “Nota sulle economie regionali”, secondo il quale nel 2022 Pil e consumi aumenteranno entrambi del 2,5%. Si tratta di una revisione al rialzo di circa lo 0,4% rispetto alla valutazione precedente, che conferma quanto osservato nel 2021 e nella prima parte dell’anno in corso, ovvero che “il sistema Italia ha sorpreso per capacità di vitalissima reazione”. Certo, c’è il problema inflazione, vista in aumento del 6,3% quest’anno ma che nel 2023 dovrebbe tornare a un meno allarmante +2,9%. Ma soprattutto resta “la solita lunga lista di problemi strutturali che affliggono l’economia italiana e, in particolare, il Mezzogiorno”.

Una buona notizie la fornisce Istat che scrive nelle sue “Statistiche flash” Il Mercato del Lavoro, che nel primo trimestre 2022 si registrano 120 mila occupati in più rispetto al quarto trimestre 2021, per effetto della crescita dei dipendenti a termine e di quella, meno intensa, dei dipendenti a tempo indeterminato e degli indipendenti.

È stato presentato oggi (13 giugno) al Salone Margherita a Roma il Rapporto annuale della Banca d’Italia, “L’economia del Lazio”, un lavoro estremamente ricco di dati e spunti di riflessione. Vi leggiamo che nel 2021, secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) della Banca d’Italia, l’attività economica del Lazio è cresciuta del 6,3 per cento, poco meno del dato nazionale. … Le prospettive economiche per l’anno in corso risentono del forte rincaro dei prodotti energetici e delle materie prime, iniziato lo scorso anno e acuitosi con l’insorgere del conflitto in Ucraina.

Nei giorni scorsi sono stati presi in esame due punti molto importanti dell’Osservatorio congiunturale Ascom Confcommercio Bergamo realizzato con Format Research. Si tratta del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e della questione del credito per le imprese. Tra i dati emerge che solo il 17,8% conosce il Pnrr e per il 38,2% il suo impatto sarà irrilevante. Per quanto riguarda la questione del credito, risulta che la liquidità resta un problema per le imprese del terziario, nonostante i primi timidi segnali di ripresa. A essere in affanno sono le micro e piccole imprese, oltre a pubblici esercizi, alberghi e locali da ballo.

L’ultimo Market Watch PMI di Banca Ifis, realizzato con Format Research, e presentato il 3 giugno in occasione del terzo Innovation Days 2022, organizzato da Il Sole 24 Ore, è incentrato sulla regione Trentino Alto-Adige, territorio d’eccellenza per l’agroalimentare e il cicloturismo. Emerge, tra i moltissimi dati riportati, che il tessuto produttivo della regione è formato da 62 mila imprese che valgono 69 mld€ di ricavi annui, il 2% del fatturato annuo nazionale. Gli imprenditori riconoscono punti di forza nel territorio, su più fronti: infrastrutture, formazione specialistica e incentivi pubblici per la dotazione tecnologica.

(Cielo foto da Pixabay )

 

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