16 giugno 2022

Il 2021 è stato un periodo di parziale ripresa

Per il turismo internazionale dell’Italia il 2021 è stato un periodo di parziale ripresa dopo il crollo registrato nell’anno precedente.

La spesa dei viaggiatori stranieri ieri è tornata a crescere

Sulla base dell’indagine condotta dalla Banca d’Italia, la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia è tornata a crescere (del 23 per cento, dopo la contrazione del 61 per cento nel 2020).

Anche la spesa dei viaggiatori italiani all’estero ha riassorbito parte della flessione registrata nel primo anno pandemico. Entrambi i flussi sono pari a circa la metà rispetto a quelli osservati nel 2019.

L’avanzo della bilancia dei pagamenti turistica si è mantenuto allo 0,5 per cento del PIL, pressoché invariato rispetto al 2020 (era l’1,0 per cento nel 2019).

In un contesto di debole ripresa del turismo internazionale a livello mondiale, la quota di mercato dell’Italia è cresciuta dal 3,6 al 4,2 per cento.

Le restrizioni alla mobilità internazionale hanno continuato a influenzare la composizione geografica della spesa dei viaggiatori stranieri in Italia, con un ulteriore aumento dell’incidenza di quelli provenienti dai paesi dell’Unione europea (UE).

Tra i paesi esterni alla UE sono tornate a crescere in modo marcato le entrate riconducibili agli Stati Uniti, che nel periodo pre-pandemico rappresentavano il secondo bacino d’utenza dei servizi turistici dall’Italia, dopo la Germania; per contro, le misure per prevenire la diffusione della variante Delta del coronavirus hanno penalizzato gli afflussi dal Regno Unito, ancora in diminuzione nel 2021.

L’aumento della spesa per vacanze, inferiore alla media, ha interessato in misura analoga le località balneari e le città d’arte; queste ultime avevano sofferto tuttavia di un calo decisamente più marcato (superiore all’80 per cento) nel 2020.

La ripresa delle entrate turistiche complessive è stata più debole nel Centro.

Nel primo trimestre del 2022 è continuato il progressivo recupero della spesa dei viaggiatori stranieri in Italia e di quella dei viaggiatori italiani all’estero, che però restano ancora inferiori di circa un quarto e di oltre un terzo, rispettivamente, nel confronto con i livelli pre-pandemici.

(Roma Piazza di Spagna Foto Fabio Ascani F Research)

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