17 giugno 2022

Le principali variabili economiche della regione hanno registrato una forte ripresa

Nel corso del 2021 le principali variabili economiche della regione hanno registrato una forte ripresa, rispecchiando una tendenza comune all’Italia e all’economia mondiale. In Lombardia, come in Italia, l’espansione è stata favorita dai risultati della campagna vaccinale e dalla graduale rimozione delle restrizioni alle attività economiche, che nella prima parte dell’anno erano risultate tra le più severe a livello nazionale. La crescita è stata accompagnata da difficoltà di approvvigionamento e dall’aumento dei prezzi di molte materie prime.

Il conflitto in Ucraina, iniziato nel febbraio del 2022, ha acuito i rischi al ribasso del ciclo economico da un lato esacerbando le tensioni sugli approvvigionamenti, in particolare energetici, dall’altro per le ripercussioni sugli scambi internazionali, anche in considerazione delle sanzioni imposte da molti paesi avanzati a Russia e Bielorussia. I paesi coinvolti nel conflitto sono tra i principali produttori mondiali di materie prime energetiche, industriali e agricole; la Russia è un importante fornitore dell’Italia e della regione non soltanto di gas e petrolio, ma anche di metalli e prodotti chimici. Le esportazioni verso i paesi coinvolti nel conflitto costituiscono invece una quota limitata del totale delle vendite all’estero della regione.

Il quadro macroeconomico

L’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER) stima un incremento del prodotto del 6,8 per cento nella media del 2021, in linea con le previsioni di Prometeia; nel quarto trimestre il prodotto sarebbe tornato sui livelli pre-pandemici della fine del 2019, soprattutto grazie all’andamento dell’industria e delle costruzioni, mentre nei servizi il recupero sarebbe stato ancora parziale. Nel 2021 l’inflazione è progressivamente aumentata, sospinta dalle componenti legate all’abitazione e ai trasporti, su cui ha inciso il rialzo dei prezzi dei beni energetici. L’indicatore coincidente Regiocoin-Lombardia elaborato dalla Banca d’Italia conferma anch’esso per il 2021 un quadro di espansione dell’attività; l’indicatore evidenzia però che le componenti di fondo dell’economia, dopo l’accelerazione registrata in primavera, sono tornate a indebolirsi nella parte finale dell’anno, quando le difficoltà di approvvigionamento si sono intensificate.

La crescita è stata favorita dall’avvio di nuove iniziative imprenditoriali, specie nei comparti di attività caratterizzati da una maggiore intensità digitale. La tendenza ha accomunato anche il settore finanziario, che ha visto negli ultimi anni l’ingresso sul mercato di numerose imprese FinTech, localizzate in prevalenza nella piazza finanziaria milanese.

Le imprese

Nell’industria la produzione è cresciuta in misura marcata rispetto al 2020 e ha recuperato sul 2019; secondo l’Indagine della Banca d’Italia l’attività si indebolirebbe nel 2022, risentendo anche del conflitto in Ucraina. Nel 2021 i problemi di approvvigionamento di input produttivi e di semilavorati hanno però aumentato i costi delle imprese: secondo nostre stime, più della metà di tale incremento deriverebbe dagli effetti diretti e indiretti dei rincari energetici. La ripresa della domanda si è riflessa positivamente sugli investimenti delle imprese che, secondo l’Indagine della Banca d’Italia, sono cresciuti rispetto al 2020 a ritmi sostenuti; per il 2022 le previsioni sono di un rallentamento. Le esportazioni hanno contribuito a sostenere l’attività e il posizionamento delle imprese della regione sui mercati internazionali è migliorato. Nelle costruzioni si è intensificata la fase espansiva avviatasi nella seconda parte del 2020, con un aumento della produzione del comparto, che ha beneficiato anche degli incentivi statali. Secondo la nostra indagine, l’attività si indebolirebbe progressivamente nel corso del 2022, risentendo delle difficoltà legate alla disponibilità e al costo dell’energia e degli input produttivi, che si starebbero riverberando in ritardi nelle consegne da parte delle imprese. Nel mercato immobiliare le transazioni e i prezzi delle abitazioni sono aumentati in misura consistente e più della media del Paese. L’attività nei servizi privati non finanziari è tornata a crescere nel 2021. Il miglioramento, dopo il marcato calo dell’anno precedente, ha riguardato sia il commercio al dettaglio, in particolare quello specializzato non alimentare, sia gli altri servizi.

Le imprese industriali lombarde hanno aumentato nel tempo la quota di investimenti in tecnologie digitali avanzate per la realizzazione di forme di automazione e di interconnessione dei processi produttivi (cosiddetta Industria 4.0) e hanno iniziato a investire in impianti per l’autoproduzione di energia elettrica, nella maggior parte dei casi da fonti rinnovabili. Alla transizione verso una migliore sostenibilità ambientale degli impianti a maggiore assorbimento di energia ha contribuito il sistema per lo scambio delle quote di emissione della UE. Le aziende lombarde hanno anche saputo cogliere le opportunità offerte dai programmi a gestione diretta della UE, volti a favorire la competitività, la ricerca e innovazione e la transizione ecologica.

In risposta alla crisi pandemica le imprese hanno fatto ampio ricorso all’indebitamento bancario, favorito dagli interventi di sostegno alla liquidità; la dinamica dei prestiti si è progressivamente attenuata nel corso del 2021, riflettendo la minore domanda di finanziamenti a seguito delle significative disponibilità liquide accumulate dalla primavera del 2020. È cresciuto anche il ricorso ai mercati finanziari tramite l’emissione di titoli obbligazionari e la quotazione alla Borsa di Milano. Il peggioramento congiunturale potrebbe comportare un aumento della rischiosità dei crediti. I possibili effetti negativi sui bilanci delle imprese saranno in parte attenuati dal maggiore grado di patrimonializzazione delle imprese, conseguito sia tramite l’autofinanziamento, sia attraverso l’apporto di nuovo capitale, anche mediante operazioni di private equity; queste ultime hanno raggiunto nel 2021 il massimo storico per numero di interventi e per risorse investite.

Il mercato del lavoro

La fase espansiva ha stimolato l’occupazione, salita nel complesso dell’anno, seppure meno che nella media del Paese. Si è intensificata la ricerca attiva di lavoro, che ha comportato un aumento del tasso di disoccupazione. Il ricorso ai regimi di integrazione salariale è diminuito, pur rimanendo ampiamente superiore ai livelli raggiunti nell’ultimo decennio. I divari di genere in regione, in termini di partecipazione al mercato del lavoro, sono inferiori rispetto alla media italiana; permangono tuttavia differenze a svantaggio delle donne in termini di ore lavorate, stabilità della posizione occupazionale e retribuzioni, anche per le difficoltà di conciliare la vita lavorativa con quella privata. Le donne sono inoltre fortemente sottorappresentate nei percorsi di studio scientifici e tecnologici, le cui professionalità sono invece particolarmente richieste dalle imprese.

Le famiglie

Il reddito delle famiglie lombarde è tornato a salire, riportandosi su livelli prossimi a quelli pre-pandemici. I consumi, fortemente diminuiti nel 2020, hanno recuperato soltanto in parte e, in prospettiva, potrebbero risentire dell’aumento dei prezzi e del forte calo di fiducia seguito al conflitto in Ucraina.

L’indebitamento delle famiglie è cresciuto sia nella componente destinata a finanziare i consumi, sia in quella dei mutui per l’acquisto di abitazioni. Il ricorso alle moratorie si è ampiamente ridimensionato senza effetti significativi sulle insolvenze. Il flusso di nuovi mutui è tornato sui livelli pre-pandemici ed è stato sostenuto da politiche di offerta nel complesso distese. In alcuni casi le preferenze abitative delle famiglie hanno riflesso l’impatto della pandemia sugli stili di vita, come la maggiore diffusione del lavoro agile. Si sono infatti intensificate le ricerche di alloggi più grandi, dotati di spazi esterni e situati con maggiore frequenza rispetto al passato in aree a bassa densità abitativa. La ricomposizione della ricerca di alloggi tra il comune capoluogo e quelli periferici è stata particolarmente intensa nell’area milanese.

Il mercato del credito

La qualità del credito bancario non ha risentito in misura significativa degli effetti della pandemia sull’attività economica della regione. Il tasso di deterioramento del credito alle imprese lombarde è solo lievemente cresciuto nella seconda parte del 2021, mentre quello delle famiglie è risultato stabile. In entrambi i casi gli indicatori si sono mantenuti su livelli storicamente contenuti. In prospettiva il rallentamento dell’economia potrebbe riflettersi in un peggioramento della qualità dei prestiti alle imprese.

Nel 2021 si è ulteriormente intensificato l’utilizzo degli strumenti digitali per effettuare le operazioni bancarie. L’innovazione nel settore finanziario da alcuni anni è sospinta anche dalle imprese FinTech, che fanno leva su nuove tecnologie e nuovi modelli operativi. In Lombardia sono insediate oltre la metà delle imprese FinTech italiane e Milano, forte anche della propria specializzazione nel settore finanziario, si sta affermando come il fulcro dell’ecosistema FinTech nazionale.

La finanza pubblica locale

Gli enti territoriali lombardi hanno affrontato il 2021 partendo da condizioni di bilancio complessivamente migliori rispetto all’anno precedente, grazie anche al contributo delle politiche attuate dal Governo in risposta all’emergenza pandemica. La spesa per investimenti è cresciuta, trainata da quella dei Comuni. In prospettiva, gli investimenti dovrebbero ricevere sostegno dai finanziamenti connessi con il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e con il nuovo ciclo 2021-27 dei Programmi operativi regionali (POR). L’utilizzo dei fondi a disposizione richiederà capacità di progettazione e di gestione degli appalti: negli anni passati gli enti territoriali lombardi hanno mostrato tempi di completamento delle varie fasi dei bandi pubblici mediamente più brevi rispetto alla media italiana. Con il PNRR la Regione disporrà anche di risorse aggiuntive per investimenti nella sanità pubblica, che nel triennio pre-pandemia erano stati inferiori alla media italiana; altri fondi potranno essere utilizzati dagli enti territoriali lombardi, oltre che per interventi di riqualificazione urbana e di potenziamento del trasporto pubblico locale, anche per rafforzare l’offerta di servizi sociali. Per alcuni di questi servizi sono stati recentemente individuati degli standard di riferimento: la Lombardia non è distante dal conseguimento dei target per numero di assistenti sociali e di posti negli asili nido, mentre appare in ritardo nell’assistenza agli anziani non autosufficienti.

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