24 giugno 2022

L’attività di analisi

Nel 2021 le segnalazioni di operazioni sospette hanno superato le 139.000 unità

Nel 2021 le segnalazioni di operazioni sospette hanno superato le 139.000 unità, con un incremento di oltre 26.000 segnalazioni rispetto all’anno precedente (+23,3 per cento), il più alto in valore assoluto registrato dall’Unità. I primi cinque mesi di quest’anno hanno continuato a evidenziare una crescita, anche se più contenuta, del flusso segnaletico (61.412 segnalazioni, +4,9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

Il marcato aumento registrato nel 2021 è dovuto in larga parte al contributo degli istituti di moneta elettronica e degli istituti di pagamento; vi hanno concorso anche altri operatori, in particolare notai, prestatori di servizi di gioco e società di trasporto e custodia di valori. Risulta in ascesa anche il numero di segnalazioni prodotte dalle banche, segmento che più di altri e da più tempo partecipa in maniera attiva al sistema.

L’Unità è riuscita ad accrescere la propria capacità di analisi, mantenendoanche nel 2021 molto contenuto il livello delle giacenze in lavorazione, nonostante il notevole incremento dei volumi.

Per le segnalazioni inviate nel biennio 2020-21, i ritorni positivi rilevati fino all’inizio di marzo di quest’anno sono stati circa 45.000 da parte del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e 4.500 dalla Direzione Investigativa Antimafia; in entrambi i casi riguardavano, per circa il 90 per cento, segnalazioni già valutate dalla UIF come a rischio alto o medio-alto.

Nel 2021 sono state avviate 227 istruttorie per la sospensione di operazioni sospette, per un valore delle transazioni esaminate pari a 99 milioni di euro; in 67 casi l’istruttoria è stata avviata d’ufficio.

Le comunicazioni oggettive, che nell’anno hanno riguardato 43 milioni di operazioni in contante per un importo complessivo di 225 miliardi di euro, stanno confermando la loro particolare utilità per l’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette che, in oltre la metà dei casi, trovano raccordi e quindi possibilità di ampliamento del quadro di analisi nella base dati delle comunicazioni. È stata avviata la condivisione con gli Organi investigativi delle oggettive che presentano collegamenti con soggetti segnalati.

Gli illeciti fiscali si confermano una delle tipologie operative prevalenti nell’ambito della collaborazione attiva (16,8 per cento sul totale delle segnalazioni). Oltre a fattispecie ampiamente ricorrenti, come le frodi nelle fatturazioni che da sole incidono per oltre il 25 per cento di questa categoria di segnalazioni, si fanno spazio nuove operatività che confermano la versatilità delle condotte illecite nel campo fiscale, a cui la UIF ha dedicato appositi schemi di anomalia.

Le segnalazioni potenzialmente riconducibili a contesti di criminalità organizzata si sono mantenute intorno al 16 per cento di quelle complessive. Il ricorso a forme tecniche, strutture imprenditoriali e istituti giuridici comuni a qualsiasi tipo di attività illecita continua a rendere non agevole, sotto il profilo oggettivo, l’individuazione del riciclaggio realizzato per conto delle organizzazioni mafiose. Dall’analisi delle segnalazioni emerge come le consorterie abbiano calibrato le proprie modalità d’azione anche per sfruttare al meglio le opportunità di guadagno emerse con l’avvento della pandemia (commercio di dispositivi di protezione individuale, usura, acquisizione di società in crisi).

Sono risultate in notevole crescita le segnalazioni connesse all’utilizzo di valute virtuali che hanno formato oggetto di circa 3.500 segnalazioni, di cui 326 inoltrate da operatori specializzati del comparto.

In un significativo numero di segnalazioni (quasi 4.200) è emersa la presenza di persone politicamente esposte; in questi casi l’approccio basato sul rischio richiede una particolare attenzione nell’analisi e nello sviluppo di tutti gli elementi disponibili.

I sospetti di fenomeni corruttivi e di appropriazione di fondi pubblici continuano a rappresentare una componente di rilievo delle operazioni segnalate, ancor più in seguito all’attuazione delle misure emergenziali di contrasto alla pandemia. Nell’ambito dei lavori del Gruppo Egmont che riunisce le FIU a livello mondiale, la UIF ha concorso a coordinare i lavori per uno studio dedicato ai rischi correlati a condotte corruttive durante il primo anno dell’epidemia da Covid-19.

L’incremento degli illeciti particolarmente odiosi connessi alla pandemia e l’opportunità di consentire un rapido intervento dell’Autorità competente hanno indotto l’Unità ad adottare, d’intesa con gli Organi investigativi, modalità specifiche per la tempestiva intercettazione, tracciamento e censimento delle relative segnalazioni che, nell’anno, sono state 5.365 (contro le 2.197 dell’anno precedente). È emersa un’elevata capacità degli autori di questi illeciti di modificare i comportamenti per sfruttare le opportunità che nascevano dalle diverse misure governative di contrasto alla pandemia sul piano sanitario ed economico-finanziario. In modo graduale sono diminuite le anomalie nelle operatività in contanti e in quelle collegate con l’approvvigionamento di

dispositivi di protezione individuale, mentre sono aumentate le condotte di potenziale abuso degli interventi a sostegno dell’economia previsti dalla normativa emergenziale.

L’operatività anomala connessa ai finanziamenti garantiti dallo Stato e allealtre misure di sostegno alle imprese si è manifestata sia con condotte fraudolente in fase di richiesta sia con utilizzi impropri delle provvidenze, non rispettosi dei vincoli di destinazione previsti ovvero diversi dalle finalità di impiego dichiarate dai beneficiari.

Con riferimento alla cessione dei crediti fiscali collegati alle misure di rilancio, sono state individuate anomalie ricorrenti riguardanti soprattutto l’incoerenza del profilo soggettivo o economico-finanziario del cedente rispetto ai presupposti e all’importo del credito ceduto nonché alla destinazione dei fondi trasferiti, elementi cheavrebbero dovuto anche indurre a dubitare della stessa esistenza dei crediti. In diversi casi l’analisi delle segnalazioni ha portato a rilevare possibili regie unitarie dietro le richieste di un’apparente molteplicità di soggetti.

Le prime segnalazioni relative agli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno riguardato per lo più richieste di finanziamenti a tasso agevolato funzionali all’attuazione dei programmi. In alcuni casi, i segnalanti hanno evidenziato anomalie nel profilo economico-patrimoniale delle società richiedenti o variazioni rilevanti nella proprietà, nella governance o nel giro d’affari proprio in prossimità della richiesta dei finanziamenti, nonché eventi pregiudizievoli, anche di natura penale, in capo agli esponenti.

In un quadro europeo in cui la minaccia terroristica si mantiene immanente, le segnalazioni di sospetto finanziamento del terrorismo (580) sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2020 (513) e sono risultate, in quasi la metà dei casi, di interesse investigativo. Metodi e risultati delle analisi della UIF in materia di rapporto fra terrorismo e traffico di migranti hanno trovato riconoscimento e accoglimento nel rapporto dedicato a tale tema dal GAFI.

L’allentamento delle restrizioni imposte dalla pandemia ha consentito una graduale ripresa delle analisi ispettive, realizzate anche mediante un maggior ricorso ad attività a distanza. L’Unità ha orientato gli accertamenti su segmenti operativi ritenuti particolarmente a rischio, come recupero crediti, finanziamenti assistiti da garanzia pubblica collegati agli interventi di sostegno alla ripresa economica, cartolarizzazioni di crediti, dove la presenza di una pluralità di soggetti, anche non finanziari, che concorrono alla realizzazione delle operazioni, può determinare una deresponsabilizzazione a livello segnaletico.

Sul fronte dell’analisi dei flussi finanziari è proseguita l’attività di studio sulla diffusione del contante, al fine di individuarne l’incidenza rispetto alle dimensioni

dell’economia sommersa. È stata inoltre portata a termine una ricerca volta a identificare gli elementi caratteristici della gestione e dell’operatività delle imprese infiltrate dalla criminalità organizzata e a individuarne le possibili strategie di infiltrazione. A partire dai risultati raggiunti e avvalendosi di tecniche di machine learning, è stato sviluppato un indicatore, basato su modelli di apprendimento guidato, che fornisce una misura del rischio di potenziale infiltrazione e che potrà essere impiegato nell’analisi operativa delle segnalazioni e nella pianificazione ispettiva.

In linea con la ripresa economica che ha caratterizzato il 2021, l’ammontare dei bonifici esteri in entrata e in uscita si è attestato su livelli superiori al 2019. Il numero delle transazioni con i paesi considerati a rischio è tornato a espandersi, seppure in misura inferiore rispetto alla tendenza generale.

Documenti Allegati

Rapporto-UIF-anno-2021

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