2 settembre 2022

Ci siamo lasciati all’inizio del mese di agosto ed ora, anche alla luce dei tanti avvenimenti che si sono succeduti, e in vista dell’evento decisivo per il Paese ma soprattutto per le nostre attività, ritengo sia giunto il momento di riprendere le fila dei nostri ragionamenti.

L’emanazione del decreto attuativo per il riconoscimento del credito d’imposta sul gasolio, avvenuta il 29 luglio, ha fatto sì che anche nel periodo ferragostano l’attività della federazione non si fermasse. Molte sono state le osservazioni e le richieste di chiarimento rispetto alle procedure che sono state sottoposte alla nostra struttura, la quale – credo di poter dire senza smentita alcuna – ha risposto al meglio delle possibilità. Ai nostri tecnici è pertanto dovuto un caloroso grazie.

Al di là delle importanti questioni legate agli adempimenti burocratici nazionali e comunitari, entriamo in un mese particolare in quanto tra una ventina di giorni i cittadini italiani saranno chiamati ad esprimersi attraverso le votazioni.

Fai/Conftrasporto ha elaborato e inviato alle forze politiche il proprio “Manifesto dell’autotrasporto”, in cui sono illustrati i temi ineludibili che dovranno essere oggetto delle prossime attività di Governo. Anche la Confcommercio ha fatto conoscere le proprie priorità per il rilancio dell’economia, inserendovi anche le questioni legate al mondo dei trasporti.

La settimana prossima, tra mercoledì e venerdì, la dirigenza confederale incontrerà i leader dei diversi partiti, facendo la propria opportuna opera di sensibilizzazione. Purtroppo, dobbiamo constatare che, a differenza di quanto avvenuto in altre tornate elettorali, non troviamo nelle liste presentate il nome di un candidato che possa dare il segno dell’attenzione nei confronti del mondo Confcommercio, come invece accade per altre confederazioni, certamente meno rappresentative.

È senz’altro vero che vi sono candidati vicini alla nostra realtà, ma manca, come invece nelle competizioni del passato, una candidatura di peso legata alla rappresentanza del mondo associativo Confcommercio (sto parlando in senso generale e non del solo settore del trasporto). Certamente abbiamo alcuni candidati validi nelle liste e per questo dobbiamo impegnarci in modo ancor più determinato.

Tornando a noi, nel mese di agosto, alcune forze politiche ed alcuni candidati, si sono espressi positivamente rispetto alle nostre proposte e si sono detti pronti a sostenere, se eletti, i punti contenuti nel Manifesto Fai/Conftrasporto. Trovate i loro comunicati sul sito, che vi prego in questi tempi di monitorare in modo ancor più assiduo. L’attività di una rappresentanza, oltre che di assistenza, è fatta anche di iniziative di natura politica. Questo è uno dei momenti in cui le nostre imprese debbono dimostrare di essere attive.

Non credo sia necessario – ma lo faccio ugualmente – richiamare alla memoria le vicissitudini della passata legislatura. Quanto impegno è stato necessario per trovare deputati o uomini di governo (voglio ricordare in particolare la senatrice Teresa Bellanova, l’onorevole Morelli, entrambi Viceministri dei trasporti, oltre alla presidente Paita della Commissione trasporti della Camera) che prendessero a cuore il nostro mondo? Mi sono limitato a nominare i rappresentanti nelle Istituzioni, senza con ciò dimenticare i tanti deputati – che non cito solo per non correre il rischio di ometterne qualcuno – che con grande disponibilità si sono rapportati con noi. Mi limito ad una deputata, Valentina Aprea e ad un deputato, Luca Squeri, per tutti. Assicuro a tutti gli altri che i nostri associati saranno, zona per zona, informati del loro impegno in modo da segnalare concretamente chi si è davvero adoperato per il settore.

Ora però tocca a noi! innanzitutto vorrei rammentare alcuni punti fermi che sono contenuti nel manifesto di Fai/Conftrasporto.

L’economia del Paese senza trasporti e logistica non è competitiva!

L’economia del Paese senza trasporti e logistica non è competitiva! Occorre pertanto potenziare le infrastrutture, le connessioni e la funzionalità dei porti, i collegamenti con i Paesi europei (i trafori innanzitutto) oltre a realizzare nuove opere strategiche come il Ponte sullo Stretto (molti non ricordano che era stato appaltato ma poi il cantiere venne bloccato, procurando probabilmente danni allo Stato). Non dimentichiamo chi in Europa difende l’attività delle imprese nazionali né tantomeno chi ha causato la scarsa funzionalità degli uffici del Ministero dei trasporti e delle sedi territoriali (un problema questo che non va imputato ai funzionari pubblici ma a chi ha compiuto la scelta politica di destrutturare il Dicastero), o chi ha introdotto l’inutile – per noi – Authority dei trasporti. Non dimentichiamo su chi è che ricade la responsabilità per la mancanza delle norme sulle regole per la sicurezza sociale e della circolazione e soprattutto chi ha evitato, in questi anni, il confronto a livello politico con le rappresentanze reali della categoria. Vi sarebbero altri temi ma credo siano questi più che sufficienti per far scattare quel senso di rivalsa in una categoria che, ripeto, è determinante per lo sviluppo dell’economia del Paese e che pertanto merita rispetto.

Per ora mi fermo qui! Continuerò fino alla data delle elezioni a rappresentare questa esigenza. Lo sento come un dovere imprescindibile dopo l’esperienza di questi ultimi anni. Non rinunciamo ad un nostro diritto! Evitiamo di cadere nella trappola del “tanto non cambia nulla” NON È COSÌ! Andiamo quindi a votare e sensibilizziamo gli altri affinché facciano altrettanto!

A presto!

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