27 settembre 2022

Il mercato complesso dei crediti deteriorati

“Un mercato complesso come quello dei crediti deteriorati necessita di conoscenze, analisi specifiche e capacità predittive che può vantare solo un player attivo nel settore da molti anni, come Banca Ifis. Per questo siamo stati i primi a occuparcene attraverso i nostri Market Watch NPL, che contribuiscono periodicamente a divulgare dati fondamentali per l’interpretazione del settore, dei suoi processi e del suo andamento”.

 

Npl meeting: l’incremento dei nuovi flussi di crediti deteriorati contenuto grazie alla solidità del sistema Italia. L’Industry Npl partner strategico per il settore bancario che riduce il Npe Ratio al 3,3% a fine 2024

  • Presentata la 16esima edizione del Market Watch NPL

  • Nel 2022-2024 nuovi flussi di deteriorato per 82 miliardi di euro, con un incremento

    di 10 miliardi di euro rispetto alle previsioni di febbraio

  • Nel 2022 attesi 35 miliardi di euro di transazioni Npl, con il mercato secondario che

    ne rappresenta il 30%

  • Nel biennio 2023-2024 attesi rispettivamente 47 miliardi e 33 miliardi di euro di Npe

    ceduti

    Cernobbio (Como), 23 settembre 2022 – Nonostante lo scenario macroeconomico in peggioramento determinato dall’aumento dei prezzi di energia, materie prime e beni alimentari e dall’incremento dei tassi di interesse a seguito della politica monetaria più restrittiva della Bce, la solidità del sistema Italia permetterà di mitigare i nuovi flussi di credito deteriorato. È la fotografia che emerge dal Market Watch Npl di Banca Ifis, presentato durante i lavori di “Future Proof”, l’11esima edizione dell’Npl Meeting organizzato dall’istituto, svoltosi oggi a Villa Erba, Cernobbio.

    Secondo il Market Watch Npl, nel triennio 2022-2024, sono attesi 82 miliardi di euro di nuovi flussi di credito deteriorato, con un incremento di 10 miliardi, 6/9 mesi di ritardo rispetto alle previsioni dello scorso febbraio e un picco previsto nel 2023. Alcuni elementi di stabilità dell’economia italiana potranno giocare un ruolo di mitigant: la ricchezza e il modesto indebitamento delle famiglie, la resilienza delle imprese che continuano a investire, gli interventi pubblici e infine il miglioramento della solidità e redditività delle banche che già alla fine del 2021 avevano raggiunto un Npe ratio del 4,1%1 (al di sotto quindi del target EBA del 5%). Un dato che alla fine di quest’anno, secondo le stime del rapporto, scenderà al 3,2%.

    In questo contesto, il comparto italiano degli Npl ha visto crescere l’importanza del suo ruolo, consentendo alle banche di realizzare un importante de-risking sui propri bilanci, con una stima di 357 miliardi di euro di portafogli Npe ceduti tra il 2015 e il 2022. A conferma della vitalità dell’industria degli Npl anche una crescita continua dei ricavi dal 2013 al 2021 (+90% sull’intero periodo), che proseguirà con un +9% nel 2022 e +4% nel 2023, con volumi elevati di vendita previsti (47 miliardi di euro di Npe nel 2023 e 33 miliardi nel 2024).. Nei primi 9 mesi del 2022 sono stati transati 22 miliardi di euro di portafogli Npl e Utp (dato aggiornato al 15 settembre) mentre per l’intero 2022 sono attese transazioni Npl per 35 miliardi di euro, con il mercato secondario, ormai componente di rilievo, che rappresenta il 30%.

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