27 settembre 2022

Economic Outlook, Rapporto intermedio settembre 2022

L’economia mondiale sta pagando un prezzo alto per la guerra

L’economia mondiale sta pagando un prezzo alto per la guerra di aggressione non provocata, ingiustificabile e illegale della Russia contro l’Ucraina. Con gli impatti della pandemia di COVID-19 ancora persistenti, la guerra sta trascinando al ribasso la crescita e esercitando ulteriori pressioni al rialzo sui prezzi, soprattutto alimentari ed energetici. Il PIL mondiale ha ristagnato nel secondo trimestre del 2022 e la produzione è diminuita nelle economie del G20. L’inflazione elevata persiste più a lungo del previsto. In molte economie, l’inflazione nella prima metà del 2022 è stata al massimo dagli anni ’80. Con i recenti indicatori che stanno prendendo una brutta piega, le prospettive economiche globali si sono oscurate.

L’economia mondiale sta rallentando più del previsto

Nonostante l’aumento dell’attività con il calo delle infezioni da COVID-19 in tutto il mondo, si prevede che la crescita globale rimarrà contenuta nella seconda metà del 2022, prima di rallentare ulteriormente nel 2023 fino a una crescita annuale di appena il 2,2%. Rispetto alle previsioni dell’OCSE di dicembre 2021, prima dell’aggressione russa contro l’Ucraina, si prevede che il PIL globale sarà inferiore di almeno 2,8 trilioni di dollari nel 2023. La guerra russa ha molti costi, ma questo dà un’idea del prezzo mondiale della guerra in termini di produzione economica.

Un fattore chiave che rallenta la crescita globale è l’inasprimento generalizzato della politica monetaria, guidato dal superamento del previsto degli obiettivi di inflazione. I rigidi blocchi associati alla politica cinese zero COVID-19 hanno avuto un impatto anche sull’economia cinese e globale. Le chiusure e la debolezza del mercato immobiliare stanno rallentando la crescita della Cina a solo il 3,2% nel 2022.

Italia

L’Italia è avviata a chiudere il 2022 con una crescita del 3,4%, superiore alla Germania (1,2%) e alla Francia (2,6%) e seconda alla Spagna (4,4%). Per il 2023 la stima di crescita dell’Italia è allo 0,4% (-0,8% rispetto a giugno), ancora in territorio di crescita positiva a differenza della Germania (vedi il grafico sopra).

 

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