19 ottobre 2022

Le difficoltà per l’economia italiana stanno aumentando su più fronti.

Secondo la Nota congiunturale di ottobre, il PIL potrebbe essere sceso in territorio leggermente negativo già nel terzo trimestre, mentre l’inflazione continua a salire e l’incertezza di famiglie e imprese ha ripreso a intensificarsi. Il tutto, in un contesto internazionale sempre più complicato, nel quale l’impatto della guerra in Ucraina si aggrava di mese in mese con il protrarsi delle ostilità e rischia di compromettere le prospettive di crescita dell’economia mondiale.

Guerra e inflazione pesano sull’economia globale e spingono l’Europa sull’orlo della recessione

Dallo scoppio del conflitto, l’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche ha subìto una drammatica accelerazione, spingendo l’inflazione dell’area euro fino a quasi il 10 per cento in settembre (dal 2 per cento di luglio 2021). Negli Stati Uniti, invece, l’inflazione ha iniziato a mostrare primi segnali di inversione di tendenza, pur mantenendosi ancora su valori molto elevati (8,2 per cento in settembre). Sul versante commerciale, nei primi sette mesi dell’anno gli scambi internazionali hanno avuto un andamento altalenante, facendo segnare quattro variazioni congiunturali negative e tre positive, con attese di indebolimento nella parte finale dell’anno.

Il Fondo monetario internazionale ha recentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell’economia mondiale per il prossimo anno, al 2,7 per cento (-0,2 punti percentuali rispetto a luglio scorso). Per l’area dell’euro il taglio della crescita sarebbe decisamente più forte: dall’1,2 per cento previsto a luglio a un modesto 0,5 per cento.

L’incertezza di famiglie e imprese continua a intensificarsi

Le opinioni di imprese e famiglie sull’attività economica e sull’inflazione stanno peggiorando rapidamente. Nella media dei mesi estivi, secondo l’indice elaborato dall’UPB, l’incertezza è nuovamente aumentata, attestandosi su valori prossimi a quelli registrati nel periodo della crisi del debito sovrano del 2012-2013. Gli indizi che testimoniano questo cambiamento del clima economico non mancano. Nel periodo luglio-settembre i consumi elettrici si sono ridotti in misura marcata, tornando vicini ai livelli di metà 2020. Il consumo di gas per usi industriali ha continuato a ridursi, riflettendo il minor livello di attività industriale indotto dall’inflazione. Inoltre, dopo i lievi segnali di ripresa mostrati in primavera, fra agosto e settembre le immatricolazioni di autoveicoli sono calate, rimanendo ben al di sotto dei livelli di fine 2020.

(Palazzo Madama foto F Ascani Format Reseacrh)

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi