31 ottobre 2022

Giornata Mondiale del Risparmio del 2022. Intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco

L’incertezza che caratterizza il quadro economico e finanziario internazionale è notevolmente aumentata

Negli ultimi mesi l’incertezza che caratterizza il quadro economico e finanziario internazionale è notevolmente aumentata. L’attività economica globale risente pesantemente delle conseguenze dell’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia.

Le ripercussioni più evidenti si osservano sul mercato dell’energia: il prezzo del gas consegnato in Europa ha registrato oscillazioni senza precedenti, toccando 340 euro per megawattora, da valori inferiori a 20 all’inizio del 2021; dalla fine di agosto, con il raggiungimento degli obiettivi di stoccaggio da parte dei principali paesi europei, è gradualmente sceso attorno a 100 euro, ma le quotazioni dei futures segnalano il suo permanere su valori elevati ancora per tutto il prossimo anno. Sono stati colpiti anche i corsi dei beni alimentari sui mercati mondiali, dove le tensioni si sono almeno in parte allentate dopo gli accordi di fine luglio tra la Russia e l’Ucraina che hanno sbloccato le consegne di grano dai porti del Mar Nero.

Il peggioramento delle prospettive di crescita è diffuso. Secondo il Fondo monetario internazionale il tasso di espansione dell’economia globale diminuirebbe dal 3,2 per cento stimato per quest’anno al 2,7 nel 2023, quasi un punto percentuale in meno rispetto a quanto previsto lo scorso aprile. Nell’area dell’euro la crescita del prodotto scenderebbe dal 3,1 per cento del 2022 allo 0,5 nel prossimo anno, un sostanziale arresto e una revisione al ribasso di quasi due punti percentuali in soli sei mesi.

I rincari delle materie prime hanno avuto straordinarie ricadute anche sui prezzi al consumo. A livello globale l’inflazione è salita da meno del 5 per cento nel 2021 a circa il 9 quest’anno. In risposta a tali pressioni, in quasi tutti i paesi avanzati e in molte economie emergenti e in via di sviluppo le banche centrali hanno avviato una fase di restrizione delle condizioni monetarie al fine di contrastare l’aumento dell’inflazione corrente e attesa, nonché il rischio di un possibile avvio di rincorse tra prezzi e salari.

In questo quadro di elevata incertezza, nel Bollettino economico della Banca d’Italia sono stati presentati due scenari di previsione per l’economia italiana. Il primo presuppone che i flussi di gas dalla Russia al nostro paese rimangano sui livelli osservati in media negli ultimi mesi e che gli andamenti dei prezzi delle materie prime siano in linea con quelli desumibili dai recenti contratti futures. In questo scenario la crescita del prodotto scenderebbe dal 3,3 per cento stimato per il 2022 allo 0,3 nel 2023. Il PIL calerebbe nella seconda metà di quest’anno, per poi riprendersi gradualmente dal secondo trimestre del 2023. La complessiva debolezza dell’attività economica rifletterebbe sia quella dei consumi, che si ridurrebbero penalizzati dalla diminuzione del potere di acquisto delle famiglie, sia quella degli investimenti in macchinari e attrezzature, che rallenterebbero per l’incertezza e per l’aumento dei costi di finanziamento. Vi inciderebbe inoltre il peggioramento degli scambi internazionali.

Nel secondo scenario, più avverso, si ipotizzano un’interruzione completa dei flussi di gas russo verso l’Europa dal trimestre in corso e prezzi delle materie prime energetiche significativamente più alti; vi si accompagnerebbe un più marcato rallentamento del commercio internazionale. In questo caso nel 2023 si registrerebbe una contrazione del prodotto dell’ordine dell’1,5 per cento e l’inflazione supererebbe il 9 per cento, circa 2,5 punti percentuali in più che nel primo scenario. …

Il risparmio in Italia: incertezza e crescita economica

Nell’attuale fase congiunturale l’andamento del risparmio riflette spinte contrastanti. Da un lato, è sostenuto dalla risposta di natura precauzionale delle famiglie all’elevata incertezza sulle prospettive economiche; dall’altro, è indebolito dal tentativo di mantenere adeguati livelli di consumo a fronte del notevole acuirsi delle pressioni sui prezzi.

In Italia, in linea con le tendenze registrate negli altri principali paesi dell’area dell’euro, è proseguita la riduzione della propensione al risparmio delle famiglie in atto dal secondo trimestre dello scorso anno, dopo l’eccezionale rialzo nella fase più acuta della pandemia, quando era salita con forti oscillazioni da meno del 10 per cento di fine 2019 al 18 per cento dei primi mesi del 2021. Nel secondo trimestre di quest’anno, per il complesso delle famiglie (che include quelle “produttrici”), la propensione al risparmio si è attestata all’11 per cento, due punti in meno rispetto all’ultimo trimestre del 2021. …

(Monete foto F Ascani F Research)

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