Al G20 incontro, Xi Jinping – Joe Biden

Il vertice geopolitico più importante dell’anno è quello del G20 che si svolge a Bali, in Indonesia e, mentre stiamo scrivendo, si è concluso da poche ore l’incontro tra i leader cinese e quello statunitense, Xi Jinping e Joe Biden. È stato un faccia a faccia di grande importanza, al termine del quale i due capi di stato hanno rilasciato dichiarazioni concilianti che, specie in un periodo così denso di tensioni, con la guerra sul suolo dell’Europa, hanno un valore enorme e possono donare un po’ di speranza. (approfondisci QUI)

Le previsioni economiche di fine autunno

Nelle previsioni economiche d’autunno della Commissione Europea, illustrate dal Commissario Gentiloni, viene fornito un quadro realistico della situazione in corso. “Dopo una prima metà dell’anno caratterizzata dalla solidità, l’economia dell’UE è ora entrata in una fase molto più difficile. Gli shock scatenati dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina lasciano il segno sulla domanda globale e rafforzano le pressioni inflazionistiche a livello mondiale. L’UE è tra le economie avanzate più esposte, a causa della sua vicinanza geografica alla guerra e della forte dipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia. La crisi energetica sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e grava sulla produzione. Nell’economia il clima di fiducia si è notevolmente affievolito”.

I dati Istat ed Eurostat

Intanto, come scrive Istat nella nota mensile sull’economia, l’elevata inflazione trainata dall’andamento dei prezzi dei beni energetici e l’intonazione restrittiva della politica monetaria nei principali paesi caratterizzano lo scenario internazionale, ponendo un freno alla crescita mondiale. Il Pil italiano ha mostrato un incremento più accentuato della media dell’eurozona, mentre la produzione industriale mostra una flessione di quasi due punti dopo la crescita che si era vista nei mesi precedenti. E leggendo la statistica di Eurostat sulla produzione industriale si può vedere che la produzione dell’area dell’Euro è invece in segno positivo con +0,9%.

La questione lavoro

Una delle questioni delle quali si è parlato di più in questi giorni in Italia è quella del lavoro, o meglio delle difficoltà di chi fa impresa di reperire le figure con le giuste competenze professionali. Secondo Unioncamere non arretra la difficoltà di reperimento che riguarda il 46,4% dei profili richiesti. E sono necessari quasi 4 mesi per la loro ricerca sul mercato. Si prevedono comunque 382mila assunzioni dalle imprese per il mese di novembre e 1,2 milioni quelle per il trimestre novembre-gennaio.

Quella delle imprese del terziario di riuscire a trovare nuovo personale è una questione affrontata anche da Ascom Confcommercio Bergamo che, su quest’argomento, ha affidato a Format Research una ricerca mirata dalla quale è emerso che, negli ultimi due anni, il 45% delle imprese del territorio ha ricercato nuovo personale. Non senza difficoltà: tra questi imprenditori, il 56% ha faticato nella ricerca di profili idonei (il 35% dichiara di aver incontrato molte difficoltà). Si parla di circa 6.050 imprese del commercio, turismo e servizi. La mancanza di personale tra le imprese del terziario è evidente ed è ormai un problema strutturale del sistema economico territoriale di Bergamo e provincia. E la questione, come vediamo, ha carattere anche nazionale ed è emersa, tra altri importantissimi punti, primo fra tutti quello del dei costi energetici, durante l’Assemblea della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, FIPE, dove si è sottolineata l’importanza del tema “lavoro”, per un settore che fa del servizio l’elemento premiante della sua offerta.

(autunno foto da Pixabay)

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