Un’analisi relativa alle liquidazioni giudiziali delle aziende italiane, dall’andamento dell’ultimo anno alle prospettive future.

Liquidazioni giudiziali in lieve aumento nei primi nove mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022. Il complesso quadro macroeconomico e una politica monetaria restrittiva hanno pesato sulla liquidità delle aziende italiane aumentandone la vulnerabilità, con il risultato che alcune si sono trovate costrette a chiudere i battenti e portare i libri in tribunale.

L’andamento degli ultimi anni delle liquidazioni giudiziali

 

In base all’Analisi sulle Liquidazioni giudiziali realizzata da CRIBIS e aggiornata al 30 settembre 2023, sono state 5.468 le liquidazioninei primi nove mesi del 2023 (+1,48% rispetto allo stesso periodo del 2022), di cui 1.563 nell’ultimo trimestre (+8,8% dal Q3 2022). 

Una situazione certo non rosea, ma se si guarda l’andamento dal 2010 a oggi ci si rende conto di quanto si sia, fortunatamente, lontani dai numeri registrati pre pandemia.

In Lombardia il maggior numero di liquidazioni giudiziali

 

Facendo un’analisi territoriale, sul podio delle regioni con il maggior numero di liquidazioni giudiziali troviamo:

  • Lombardia (316)
  • Lazio (194)
  • Veneto (157)

Il dato più sorprendente è quello dell’Emilia-Romagna che, pur essendo fra le regioni più vivaci del Paese dal punto di vista dell’imprenditoria, ha registrato solo 89 liquidazioni giudiziali.

Il commercio è il settore più in difficoltà

 

Andando ad analizzare i numeri settore per settore, il Commercio è il comparto che presenta maggiori difficoltà, seguito dai Servizi:

  • Commercio (1.738)
  • Servizi (1.374)
  • Industria (941)
  • Edilizia (923)

Tutti e quattro i comparti, dopo la crisi pandemica, si trovano oggi colpiti dal rialzo dei costi delle materie prime e dei tassi di interesse.

 

I concordati preventivi come alternativa alla liquidazione

 

Altro dato interessante riguarda i concordati preventivi, procedura concorsuale che permette alle aziende in difficoltà di continuare l’attività, liquidare il patrimonio per ripagare i debiti o trovare una soluzione alternativa allo scopo di risanare lo stato di crisi o insolvenza, evitando la liquidazione.

In base all’indagine CRIBIS, i concordati preventivi sono stati 292 nei primi 9 mesi di quest’anno e 60 nell’ultimo trimestre (in calo del 26,8% rispetto al 2022 e del 45% rispetto al 2019).

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