Prospettive europee

Dopo il rallentamento dell’economia dell’UE, dovuto, tra gli altri fattori, all’alto costo della vita e all’aumento dei tassi di interesse, la Commissione europea, nelle previsioni economiche dell’autunno 2023, scrive che l’attività economica si riprenderà gradualmente e l’inflazione continuerà a scendere. Nel complesso, si prevede una ripresa della crescita, con il PIL previsto in miglioramento nel 2024, all’1,3% nell’UE e all’1,2% nella zona euro. Per quanto riguarda il nostro paese, è scritto che il PIL reale ha toccato il fondo nel terzo trimestre per poi riprendere nell’ultimo trimestre del 2023, portando a una crescita annua dello 0,7% ed è destinato ad accelerare allo 0,9% nel 2024 e all’1,2% nel 2025. La stima del Governo italiano per il 2024 è il Pil al 1,2% e su questo dato, l’Ufficio parlamentare di Bilancio parla di un “obiettivo sfidante tuttavia raggiungibile”. (QUI)

Inflazione

Il tasso di inflazione annuale dell’area euro (Eurostat) è stato del 2,9% nell’ottobre 2023, in calo rispetto al 4,3% di settembre. In Italia (Istat), a ottobre l’inflazione evidenzia un netto calo, scendendo a +1,7%, dato che non si registrava da luglio 2021 (+1,9%).

Crescita dell’economia italiana ferma

Scrive il Centro Studi di Confindustria nella sua consueta Congiuntura Flash che scende l’inflazione in Italia, ma i tassi sono alti e forse non ancora fermi, perciò il credito è troppo caro e meno disponibile. La crescita dell’economia italiana è ferma: i servizi sono in flessione e l’industria ancora debole. Gli investimenti vanno giù, i consumi sono quasi fermi, meglio l’export ma le prospettive non sono buone.

E sono ancora in calo i consumi elettrici industriali, secondo le rilevazioni di Terna: -3,3% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

In lieve aumento, nei primi nove mesi del 2023 rispetto allo stesso periodo del 2022, le liquidazioni giudiziali, secondo i dati forniti da Cribis. Il Commercio è il comparto che presenta maggiori difficoltà, seguito dai Servizi: Commercio (1.738); Servizi (1.374); Industria (941); Edilizia (923). Tutti e quattro i comparti, dopo la crisi pandemica, si trovano oggi colpiti dal rialzo dei costi delle materie prime e dei tassi di interesse.

Gli effetti della politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE

Scrive ABI nel suo Rapporto Mensile che i più recenti dati, relativi agli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana, continuano a mostrare che gli effetti della politica monetaria restrittiva avviata dalla BCE da oltre un anno si stanno manifestando (ad es. forte contrazione dell’indice PMI, riduzione annuale della produzione industriale). Gli effetti possono cogliersi anche nel mercato bancario in Italia.

Usura

Presentato nella sede nazionale di Confcommercio il libro di Mauro Bazzucchi e Lugi Ciatti “Sotto strozzo. Una storia vera”. La collaborazione tra istituzioni, associazioni d’impresa e forze dell’ordine è fondamentale per aiutare le vittime. Indagine con Format Research: per le imprese del terziario l’usura continua a crescere.

Il mondo della ristorazione e la narrazione dei media

Si è svolta il 15 novembre scorso l‘Assemblea annuale FIPE, dedicata quest’anno al “complesso” rapporto fra il mondo della ristorazione e la narrazione dei media spesso solo sensazionalistica. Tra i dati diffusi durante l’evento troviamo che sei imprese su dieci faticano a trovare personale.

Dal territorio

 Il tema della stretta creditizia e, con i rialzi dei tassi di interesse, il costo del credito per le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, sono al centro del focus sul fabbisogno finanziario delle imprese del terziario, che viene misurato in lieve miglioramento, e che Ascom Confcommercio Bergamo ha affidato a Format Research, nell’ambito del suo ultimo Osservatorio Congiunturale (dati a fine ottobre). 

Presentato il 4° Report dell’Osservatorio congiunturale dell’Unione provinciale Confcommercio Treviso e di Banca Prealpi SanBiagio, realizzato da Format Research dal quale emerge che, in una situazione di “luci e ombre”, il terziario trevigiano– che alla data di ottobre 2023 conta 37.012 imprese, di cui 15.702 nel commercio, 4.326 nel turismo, 16.894 nei servizi – si conferma “resiliente” perché sui principali indicatori (ricavi e credito) si mantiene superiore al dato medio nazionale.

Con l’Osservatorio congiunturale Ascom Parma viene monitorato lo stato di salute delle imprese del Terziario. I dati dell’indagine Format Research, giunta alla sua 6° edizione, mettono in evidenza la crisi delle imprese colpite sempre più dall’aumento dei prezzi praticati da parte dei fornitori e il peggioramento della fiducia delle imprese del Terziario a Parma, settore che, lo ricordiamo, rappresenta oltre il 64% delle imprese attive nel commercio, nel turismo e nei servizi. In miglioramento invece la previsione a dicembre 2023 riconducibile alle festività natalizie.

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