24 novembre 2023

La direttrice generale del Fondo monetario internazionale intervistata da quattro grandi quotidiani europei, fra cui il Corriere della Sera (english version)

 

L’economia mondiale ha dimostrato una notevole resilienza

L’economia globale cresce, ma non come in passato. È la nuova normalità?
«L’economia mondiale ha attraversato tre choc: il Covid, la guerra in Ucraina e poi la crisi dell’inflazione — risponde la direttrice generale del Fondo monetario internazionale a quattro grandi quotidiani europei, fra cui il Corriere(english version). In tale contesto, ha dimostrato una notevole resilienza. Temevamo una seconda recessione dopo il 2020, ora prevediamo una crescita del 3% quest’anno e del 2,9% il prossimo. Ma si prevede che la crescita sarà lenta sia nel breve che nel medio termine. Siamo ben sotto al 3,8% medio dei due decenni precedenti». …

Le politiche di bilancio di Francia, Italia e Spagna sono adeguate?
«Questi tre Paesi hanno visto il loro rapporto fra debito e prodotto interno lordo aumentare in modo significativo. La loro risposta di bilancio al Covid è stata molto forte, giustamente, ma ha portato ad un aumento dei livelli di debito e deficit. Quindi ora devono davvero allacciarsi le cinture e procedere a correzioni di bilancio. Per l’Europa avanzata nel suo complesso, raccomandiamo correzioni più significative. Quest’anno prevediamo una stretta di bilancio dello 0,3%. L’anno prossimo dovrebbe arrivare allo 0,85%».

Può essere più specifica?
«Per l’Italia, il problema è aggravato dal rallentamento della crescita a seguito del ritiro delle misure di sostegno pubblico. Quindi le entrate non sono abbastanza forti e rendono più difficile l’aggiustamento. Riteniamo che ciò che è ora nel bilancio dell’Italia dovrebbe essere rafforzato: l’aggiustamento che l’Italia sta adottando non funzionerà abbastanza velocemente da ridurre i livelli di deficit e debito. È un momento difficile. Quando è necessario attuare una stretta, quando la pressione pubblica per avere maggiori aiuti è forte, è difficile farlo. Ma è necessario perché non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo, quale sarà il prossimo shock. Dobbiamo accumulare riserve per quando potremmo essere di nuovo colpiti». …

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