Il contesto macroeconomico resta incerto

È da poco terminato, mentre stavamo chiudendo questa newsletter, l’attesa audizione di Christine Lagarde, Presidente della BCE, presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.

“Mentre entriamo in una nuova era di crescenti tensioni geopolitiche e di crisi climatica in atto – ha detto -, dobbiamo intensificare i nostri sforzi per rendere le nostre economie più resilienti”.

“Guardando al futuro – ha sostenuto poi -, ci aspettiamo che l’indebolimento delle pressioni inflazionistiche continui, anche se l’inflazione complessiva potrebbe nuovamente aumentare leggermente nei prossimi mesi, principalmente a causa di alcuni effetti base.

Tuttavia, le prospettive a medio termine per l’inflazione rimangono circondate da notevole incertezza”.

Toni simili li troviamo anche nel Secondo Rapporto sulla Stabilità Finanziaria di Banca d’Italia, pubblicato pochi giorni fa: “L’economia globale sta rallentando e le prospettive di crescita sono condizionate dalle forti tensioni geopolitiche e dalla decelerazione dell’attività economica in Cina.

L’inflazione nei paesi avanzati è in calo ma ancora superiore agli obiettivi della politica monetaria, che permane restrittiva”.

Sui rischi per la stabilità finanziaria in Italia troviamo che questi  “beneficiano del miglioramento delle condizioni del sistema bancario e del basso livello di indebitamento del settore privato, ma il contesto macroeconomico resta incerto.

Oltre alla debolezza dell’economia globale, pesano l’alto debito pubblico – per il quale il quadro programmatico recentemente pubblicato dal Governo prevede un calo solo marginale nel prossimo triennio – e i timori di un ritorno a una condizione strutturale di bassa crescita”.

Il lavoro

I dati Unioncamere sul lavoro sono davvero molto positivi: oltre 5,5 milioni di assunzioni programmate dalle imprese nel 2023 con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per la durata superiore a 30 giorni.

Continua però a cresce il mismatch per tutti i profili ricercati, collocandosi al 45,1% delle assunzioni. Particolarmente grave appare la difficoltà di reperire operai specializzati.

Per più di 8 assunzioni su 10 i candidati dovranno possedere almeno un titolo di studio secondario: oltre 800mila i contratti per profili con una formazione terziaria (laurea o ITS Academy) e più di 3,5 milioni le posizioni offerte per professioni con un titolo tecnico-professionale e di istruzione e formazione professionale.

Difficili da reperire il 65,5% dei diplomati ITS Academy (scuole di eccellenza ad alta specializzazione tecnologica post diploma che permettono di conseguire il titolo di tecnico superiore. Ndr), il 49% laureati e il 46,9% dei qualificati/diplomati professionali.

Rimanendo in tema lavoro, è stato pubblicato oggi il Focus Istat sulla Domanda di Lavoro Intermittente, contratto che prevede che il datore di lavoro, nei limiti di legge, possa utilizzare la prestazione lavorativa del dipendente in modo discontinuo o intermittente, flessibile.

Interessante, tra i molti dati emersi, che nel secondo trimestre 2023, il numero di posizioni intermittenti raggiunge il valore massimo della serie storica, pari a poco meno di 312mila unità.

Trasporti e logistica, un settore strategico

Si è svolto, nei giorni del 22 e 23 novembre, l’importante Forum Internazionale di Conftrasporto, ormai giunto alla sua ottava edizione. Sono stati messi in luce le criticità del settore, si pensi al nodo infrastrutture, ma anche aspetti quali la crescita dei trasporti e della logistica.

Il Presidente di Confcommercio Sangalli, nel suo discorso introduttivo, ha sottolineato il ruolo strategico dei trasporti per l’economia: “la qualità delle infrastrutture e dei servizi di trasporto e logistica – ha detto –  da un lato riduce le distanze interne offrendo così ‘cittadinanza piena’ anche alle aree interne e periferiche, dall’altro lato contribuisce all’apertura globale del sistema Paese”.

Trasporti e logistica sono poi “indispensabili per ridurre le fratture storiche del Paese, tra regioni e territori, tra Nord e Sud” e per questo “è essenziale realizzare presto e bene gli interventi del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e del Piano Complementare, che davvero possono rappresentare una svolta decisiva”. Durante il Forum sono stati presentati i dati dell’Osservatorio ai Trasporti di Confcommercio.

Consumi, tra il Black Friday e le spese di Natale

Come ogni anno, Confcommercio e Format Research hanno indagato sulla propensione e sui comportamenti di acquisto degli italiani nella settimana degli sconti che porterà al Black Friday del 24 novembre fino al Cyber Monday del 27 novembre.

Tra le molte informazioni disponibili troviamo che sei italiani su dieci faranno shopping durante questo periodo, soprattutto donne, il 63,2%, e giovani fino a 34 anni.

Il Natale 2023 è alle porte eppure, secondo una ricerca messa in atto da Format Research per Confcommercio Roma, le attese dei consumatori romani verso il Natale 2023 non sono molto diverse rispetto a quelle che erano state registrate un anno fa.

Secondo i dati analizzati, infatti, per l’80% del campione il Natale sarà vissuto in maniera dimessa, ossia i romani faranno meno  acquisti. Ciò è dovuto ad una riduzione del potere d’acquisto dei consumatori: l’aumento della spesa alimentare, del costo delle bollette e i problemi economici delle famiglie.

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