29 novembre 2023

Quasi mezzo milione i professionisti che in Italia non sono iscritti a Ordini

Convegno di Confcommercio Professioni con la presentazione di un’indagine realizzata in collaborazione con Format Research. Sono quasi mezzo milione i professionisti che in Italia non sono iscritti a Ordini. Sangalli: “Le professioni portano innovazione e nuove competenze”.  

Il mondo delle professioni non ordinistiche chiede più spazio e per farlo mostra i suoi “numeri”. Il convegno organizzato a Roma da Confcommercio Professioni, infatti, è stata l’occasione per presentare i risultati dell’Osservatorio sui professionisti non ordinistici 2023 (documento integrale in pdf), realizzata in collaborazione con Format Research. La presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni, ha sottolineato gli obiettivi della ricerca: “Indagare il quadro in cui operano i professionisti non organizzati in ordini o collegi,  le loro necessità ed aspettative anche per dare forza alle nostre proposte”.

Sono 445 mila i professionisti che in Italia non sono iscritti a Ordini e sono in continuo aumento (intorno ad un più 4% rispetto al periodo pre-Covid). Il 53,5% sono uomini, mentre il restante 46,5% donne. 6 su 10 hanno una laurea o un diploma. Oltre il 38% opera in area tecnico-scientifica, il 21,7% fa attività legate alla comunicazione, il 18,2% attività socio-sanitarie ed il 12% nell’area economico-legale. Il 19,4% di questi si colloca nella fascia di età compresa tra i 35 ed i 44 anni, il 35,3% tra i 45 ed i 54 anni ed il 27,4% tra i 55 e i 64 anni. Il 60% dei professionisti non ordinistici lavora da solo, mentre poco meno del 40% lavora con dei collaboratori. Lavorano principalmente con più committenti: il 35% lavora con oltre 10 committenti. Il 67% dei professionisti non ordinistici svolge un’attività individuale professionale con partita IVA. Il 73,5% dei professionisti non ordinistici che lavorano con la pubblica amministrazione o con la grande committenza ritiene che sia utile fissare un equo compenso nei confronti di questi committenti. Quasi 6 su dieci adottano il regime forfettario e ritengono che l’obbligo di fatturazione elettronica sia un adempimento giusto ed equilibrato.

Oltre il 73% dei professionisti non ordinistici è iscritto alla Gestione Separata INPS. Solo il 28% dei professionisti non ordinistici ha una pensione integrativa. Stiamo parlando di amministratori di condominio; designer; wedding planner; influencer; insegnanti Yoga; professionisti Benessere, Movimento, Pilates ed esercizio fisico; consulenti finanziari; consulenti e formatori di Management; erboristi; professionisti della prevenzione e sicurezza sul lavoro; professionisti ICT, optometristi, provider ECM; psicologi e psicoterapeuti liberi professionisti; odontotecnici, guide turistiche, informatori cosmetici qualificati. Le richieste sono trasversali per tutti i settori: maggiori tutele statali, incentivi, sconti su acquisto materiali. Maggior riconoscimento della professione e del lavoro intellettuale da parte dei committenti e dei cittadini. Miglioramento e aumento delle prestazioni assistenziali come maternità, malattia, ferie. Più facilità di accesso al credito.

Sangalli: “Le vie delle professioni sono infinite”

Ad aprire i lavori del convegno e a fare gli onori di casa è stato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. “Quello delle professioni non ordinistiche è un settore peculiare ma anche interconnesso al lavoro delle nostre imprese“. Secondo Sangalli, “l’iscrizione dei professionisti alle Camere di Commercio sarebbe un vantaggio per tutti: per i professionisti che vedrebbero riconosciuta la loro cittadinanza economica e per Confcommercio perché permetterebbe di pesare meglio la nostra reale rappresentanza o meglio la nostra rappresentatività”.

Il presidente ha sottolineato che “Confcommercio Professioni dà un luogo di aggregazione alle nuove professioni soprattutto a quelle che non hanno il cappello di un ordine professionale. Le professioni portano innovazione e nuove competenze nelle aziende in cui operano”. Resta il tema dell’equo compenso fortemente sentito: Sangalli in merito ha precisato che “garantire un equo compenso non è solo una questione di giustizia sociale ma anche di sostenibilità economica è un incentivo a mantenere alto il livello del lavoro svolto”. “Mi piace pensare – ha concluso Sangalli –  alle professioni come alberi di una foresta diversi tra loro che in qualche modo però producono valore aggiunto per l’ambiente che li circonda”.

Fioroni: “Le professioni chiedono risposte”

La presidente di Confcommercio Professioni, Anna Rita Fioroni, nel suo intervento ha fatto un quadro della situazione sottolineando i progressi fatti in questi anni e le criticità che ancora sono da affrontare. “Insieme – ha detto Fioroni – abbiamo raggiunto molti obiettivi. Innanzitutto, è stato approvato, nell’Assemblea dello scorso giugno, il nostro nuovo Statuto che permetterà alle Confcommercio professioni territoriali di essere socie effettive della Federazione. Le fondamenta di un nuovo assetto sono state gettate”.

“Ora, insieme – ha sottolineato –  costruiamo la nostra nuova Casa comune, più grande e in grado di raggiungere capillarmente tutti i nostri associati, con un’offerta più vasta di servizi ed opportunità. Ma per costruire questo nuovo edificio, ci vogliono le persone, con le loro idee e la loro determinazione, il coraggio delle scelte e la passione per il progetto comune. Le persone che fanno parte delle nostre organizzazioni e le persone, i professionisti, che rappresentiamo per i quali vogliamo risposte che tengano conto dei loro bisogni come protagonisti dell’economia e della società”.

ioroni è tornata a ribadire le richieste di Confcommercio Professioni: “Per i professionisti vogliamo risposte che tengano conto delle loro necessità come protagonisti dell’economia e della società. C’è sempre più bisogno di professionisti preparati che aiutino le imprese ad affrontare i cambiamenti in atto. Quindi servono più tutele, un welfare inclusivo, politiche attive mirate, incentivi e semplificazione fiscale, burocratica ed amministrativa”. “Alcune risposte – ha osservato Fioroni –  stanno arrivando a partire dalla manovra di bilancio che ha reso strutturale l’Iscro, indennità di continuità reddituale e operativa per i professionisti della gestione Separata INPS, ha rinviato il versamento della seconda rata di acconto delle imposte dirette, anche se solo per un anno”. “Confcommercio Professioni – ha detto la presidente  – presenta le sue proposte e partecipa a tutti i tavoli istituzionali anche come Forma aggregativa delle associazioni ai sensi della Legge 4/2013. Di questa legge si celebra nel 2023 il decennale e ci auguriamo che venga sempre più riconosciuto il ruolo delle associazioni per una rappresentanza che punta sulla qualità e sulle competenze dei professionisti associati”.

La voce della politica

Nella seconda parte del convegno si è tenuta una tavola rotonda animata dai parlamentari di vario schieramenti politici. Sono intervenuti Massimo Garavaglia, Presidente 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro) Senato della Repubblica, Luigi Marattin, V Commissione (Bilancio, Tesoro e programmazione) Camera dei deputati, Andrea Orlando, X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) Camera dei deputati, Marta Schifone, XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) Camera dei deputati, Luca Squeri, Segretario della X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) Camera dei deputati.

Bitonci: “Mettere in campo misure fiscali ed economiche efficaci”

A chiudere i lavori del convegno è stato il sottosegretario del Ministero delle imprese e del made in Italy con delega per le professioni, Massimo Bitonci. “Alla Legge 4/2013 abbiamo un po’ fatto un tagliando dopo dieci anni. Continuano le garanzie alle imprese e continuiamo ad ottenere grandi risultati, grazie anche all’impegno e al grande contributo di Anna Rita Fioroni e Confcommercio Professioni“. “Sul tema degli incentivi – ha detto Bitonci – abbiamo ottenuto un grande risultato nonostante le resistenze di molti ministeri tra cui quello economico. Nel ddl delega sugli incentivi abbiamo combattuto per estendere ai professionisti questi incentivi”. “In Italia – ha aggiunto il sottosegretario –  ci sono 5 milioni di partite il 98% sono micro imprese, il nostro Paese ha un tessuto produttivo con una grandissima elasticità. Completamente diverso da quello europeo, che non ha questa frammentazione. Di quelle partite Iva la metà sono ditte individuali”. “Continuando il lavoro con la delega alle professioni non ordinistiche – ha concluso Bitonci – insisteremo e punteremo i piedi per ottenere più diritti e tutele per questo mondo. Dobbiamo mettere in campo misure fiscali ed economiche efficaci”.

 

I numeri della ricerca

Forma contrattuale

Il 67% dei professionisti non organizzati svolge un’attività individuale professionale con partita IVA. Coloro che svolgono l’attività senza partita IVA sono il 14,8%. Circa il 56% dei professionisti non organizzati con la partita IVA adotta il regime fiscale forfettario. Di contro, il 44,2% adotta il regime ordinario. I professionisti non organizzati in regime forfettario prevalgono nelle regioni del Nord Italia, del Nord Ovest in particolare, mentre i professionisti non organizzati in regime ordinario prevalgono nelle regioni del Sud Italia e nelle aree tecnico-scientifica ed economico-legale.

Obbligo di fatturazione elettronica

Il 58,5% dei professionisti non organizzati che adottano il regime forfettario ritiene che l’obbligo di fatturazione elettronica, introdotto dal primo gennaio 2024 per tutti i forfettari, sia un adempimento giusto ed equilibrato. Munirsi dello SPID o della CIE (44,2%) e chiedere aiuto ad un commercialista (41%) sono i principali provvedimenti intrapresi dai professionisti non organizzati a regime forfettario al fine di adeguarsi alla fattura elettronica.

Coefficiente di redditività

Circa il 66% dei professionisti non organizzati a regime forfettario conosce il coefficiente di redditività applicato alla sua professione. Il 34,2% di questi ritiene che il coefficiente applicato alla sua professione non coincida con i costi effettivamente sostenuti nell’ambito della sua attività, ovvero i costi sostenuti sono superiori.

Regime forfettario

Il 62,2% dei professionisti non organizzati che adottano il regime forfettario ritiene che il limite di compensi pari a euro 85 mila per restare nel regime forfettario sia giusto, il 19,7% ritiene che andrebbe aumentato e il 18,1% che andrebbe diminuito.

Gestione separata INPS

Oltre il 73% dei professionisti non organizzati è iscritto alla Gestione Separata INPS. Di questi, il 56,9% è iscritto in via esclusiva, il 16,2% non in via esclusiva. I professionisti non organizzati iscritti alla Gestione Separata INPS in via esclusiva prevalgono nelle regioni del Nord Ovest e tra coloro che operano nelle aree economico-legale e socio-sanitario; i professionisti non organizzati non iscritti alla gestione separata dell’INPS prevalgono nelle regioni del Nord Est e presso coloro che svolgono le attività tipiche dell’area dell’informazione e della comunicazione.

Gestione previdenziale e casse professionali

Poco più del 21% di coloro che non aderiscono alla Gestione Separata INPS o che non vi aderiscono in via esclusiva, aderiscono a Enti di Gestione Previdenziale. Coloro che aderiscono prevalgono nelle regioni del Sud/Isole e tra coloro che operano nelle aree tecnico-scientifiche.

Pensione integrativa

Quasi il 28% dei professionisti non organizzati ha una pensione integrativa. Coloro che non hanno una pensione integrativa ma hanno intenzione di aderirvi sono il 34,5%.

Prestazioni assistenziali

Indennità di malattia o degenza ospedaliera (65%), piano di continuità operativa in caso di perdita temporanea del fatturato (47,4%) e invalidità (38,7%) sono le principali prestazioni assistenziali delle quali vorrebbero usufruire i professionisti non organizzati iscritti alla Gestione Separata INPS. Il 60% dei professionisti non organizzati iscritti alla Gestione Separata INPS sarebbe disposto a versare una contribuzione aggiuntiva per rafforzare le prestazioni assistenziali delle quali potrebbe godere. Coloro che sarebbero disposti a versare una contribuzione aggiuntiva prevalgono presso le regioni del Meridione.

Domanda e offerta di credito

Negli ultimi sei mesi, il 22,4% dei professionisti non organizzati ha richiesto un finanziamento ad una banca: di questi, il 58,1% ha visto accolta la richiesta, il 13,3% è in attesa di conoscere l’esito e per il 28,6% la richiesta non è stata accolta.

Andamento del fatturato

Nell’ultimo anno il fatturato dei professionisti non organizzati è perlopiù rimasto invariato (47,5%). Il 27,3% afferma che il fatturato sia aumentato e il 25,2% che sia diminuito.

Ritardi nei pagamenti dei clienti  

Oltre il 54% dei professionisti non organizzati afferma di aver avuto problemi o ritardi nei pagamenti da parte dei clienti negli ultimi due anni. «Difficoltà economiche dei clienti» la causa principale indicata dai professionisti non organizzati. Il miglioramento del fatturato è stato rilevato più frequentemente presso i professionisti non organizzati che operano nelle attività economico-legali e presso coloro che insistono con la propria attività nelle regioni del Nord Est. Il 62,1% dei professionisti non organizzati che lavorano con la PA e la Grande Committenza afferma di aver avuto ritardi nei pagamenti da parte dei suoi clienti. I professionisti non organizzati che non lavorano con questi clienti e hanno subito ritardi nei pagamenti sono, invece, una percentuale più bassa, ovvero il 51,9%.

Equo compenso

Il 73,5% dei professionisti non organizzati che lavorano con la pubblica amministrazione o con la grande committenza ritiene che sia utile fissare un equo compenso nei confronti di questi committenti.

Formazione

Il 73,6% dei professionisti non organizzati in ordini ha partecipato almeno una volta ad una attività di formazione per la sua professione. Coloro che affermano di non aver mai partecipato ad attività di formazione sono il 26,4%. I liberi professionisti non organizzati in ordini che hanno partecipato ad un qualche genere di attività di formazione sono coloro che operano nelle regioni del Nord Italia e coloro che operano nelle aree dell’informazione e della comunicazione nonché nelle aree tecnico-scientifiche. Circa il 73% dei professionisti non organizzati in ordini ritiene che la formazione possa rappresentare un fattore di crescita per la propria professione avendogli attribuito un valore compreso tra 7 e 10, su una scala da 0 a 10. Il 32,5% dei professionisti non organizzati iscritti alla Gestione Separata INPS afferma di essere disposto a destinare parte della contribuzione che già versa alla Gestione Separata INPS per sostenere la formazione continua come prestazione assistenziale. Costoro prevalgono tra i professionisti non organizzati in ordini che operano nell’area economico-legale. Il 16,7% dei professionisti non organizzati conosce e usufruisce dei corsi di formazione e dell’aggiornamento professionale promossi dalle associazioni professionali. Coloro che non ne erano a conoscenza ma vorrebbero usufruirne sono il 22,4%.

Incentivi pubblici

Circa il 9% dei professionisti non organizzati in ordini ha usufruito almeno una volta di incentivi pubblici per la propria attività professionale. Tra i principali, il Bonus Covid-19 e il Bonus Pc e voucher Digitalizzazione. Il 54,2% dei professionisti non organizzati che hanno usufruito di incentivi pubblici per la propria attività professionale ritiene che questi siano stati utili avendogli attribuito un valore compreso tra 7 e 10, su una scala da 0 a 10.

Digitalizzazione

I principali strumenti digitali utilizzati dai professionisti non organizzati in ordini sono le soluzioni per i processi amministrativi (50,1%) e soluzioni di pagamento (49,3%). Nel breve periodo i professionisti hanno intenzione di adottare soluzioni commerciali digitali (29,5%) e l’intelligenza artificiale (34,4%). L’utilizzo delle soluzioni digitali impatta positivamente principalmente sulla qualità del servizio al cliente (71,1%) e sulla tempestività nel rispondere alle esigenze dei clienti (71%). Il 27,3% dei professionisti non organizzati in ordini afferma che oltre il 50% dei propri clienti è ormai orientato a chiedere servizi tramite strumenti digitali. Soltanto il 25% dei professionisti non organizzati annovera una percentuale minimale di clientela orientata a ricevere il servizio per mezzo di soluzioni digitali.

 

 

a cura di 

Ugo Da Milano

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