6 dicembre 2023

La consueta ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio (anche su dati Format Research) su consumi di Natale e tredicesime è all’insegna di un rinnovato ottimismo: il totale delle tredicesime supererà i 50 miliardi, la spesa per i regali sarà di 8 miliardi contro i 7,2 del 2022. Sangalli: “fiducia rafforzata per i consumi di Natale”.

Sarà un buon mese di dicembre sul fronte degli acquisti e dei consumi delle famiglie

A dirlo è la consueta ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio su consumi di Natale e tredicesime (link al documento completo in pdf), che stima in poco più di 50 miliardi l‘ammontare del volume delle tredicesime edizione 2023 (erano pari a 47,4 miliardi l’anno scorso), che si tramuteranno in media in 1.882 euro di consumi a famiglia (1.598 euro nel 2022), comprensivi delle spese obbligate. È una crescita, quella delle tredicesime, che il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, imputa alla crescita dell’occupazione, agli effetti del taglio del cuneo fiscale e contributivo e alla diminuzione dell’inflazione, in particolare dei beni energetici.

Per quanto riguarda invece nello specifico i regali di Natale la previsione è di una spesa pari a 8 miliardi (contro i 7,1 del 2022), una somma che si traduce in 186 euro a testa.

Li farà il 73,2% degli italiani, pur in presenza di una propensione in calo al 40,1%. In realtà, attenzione, in molti potrebbero già averli acquistati, visto che il volume di acquisti durante la “black week” è cresciuto del 7% in volume, con la spesa complessiva salita a 4,31 miliardi, prevalentemente online (2,41 miliardi, +9,5%) contro i 4,03 del 2022. Sono stati venti milioni gli italiani ad approfittare delle offerte: “un bel segnale in termini di propensione al consumo perché vuol dire che la fiducia è tonica”, ha commentato Mariano Bella.

La situazione economica generale, infine: per il quarto trimestre Confcommercio pronostica una crescita dello 0,2% congiunturale e dello 0,5% tendenziale rispetto al +0,4% e +0,7% stimati rispettivamente dal Governo del governo. Per il 2024 la previsione è invece di +0,9% contro il +1,2% indicato dall’Esecutivo. Detto dell’inflazione, “praticamente scomparsa”, Bella ha evidenziato che “l’economia è in rallentamento, ma c’è tenuta dell’occupazione ai massimi storici, la produzione industriale ha smesso di scendere e i dati turistici estivi sono stati ottimi”.

Sangalli: “fiducia rafforzata per i consumi di Natale”

Crescita dell’occupazione, taglio del cuneo fiscale e contributivo, frenata dell’inflazione rafforzano la fiducia per i consumi di Natale. Anche i minori costi energetici contribuiscono a ridurre l’incertezza per il 2024, che sarà un anno certamente impegnativo soprattutto per la difficile situazione internazionale”.

CONSUMI E TREDICESIME 2022

Il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, ha illustrato nel corso di una conferenza stampa i risultati della ormai consueta indagine della confederazione su consumi di Natale e tredicesime (pdf). “C’è stata una splendida performance della nostra economia negli ultimi 21 mesi. Siamo andati più forte di Francia e Germania.

Un risultato – ha detto Bella – di cui dovremmo essere orgogliosi, con giudizio, merito di cittadini, imprese e lavoratori, grazie anche alla buona risposta della controparte istituzionale“. Secondo Bella poi, è stato “sottovalutato il boom del turismo che invece riesce ad attivare anche altri settori”. Quindi, secondo il direttore dell’Ufficio Studi, “arriviamo in buona salute alla recessione tecnica“.

Inflazione e caro bollette

Entrando nel dettaglio dell’analisi, inflazione e caro bollette peseranno per le famiglie per 13,5 miliardi sulle tredicesime. Un aumento considerevole rispetto al 2021 (9,3 miliardi) e al 2020 (6,7 miliardi). Numeri che si traducono in maggiori costi per le famiglie.

Il volume delle tredicesime segna un aumento per dipendenti e pensionati, sia per il buon andamento dell’occupazione, sia per i maggiori contributi e un Irpef più bassa, arrivando a quota 47,3 miliardi contro i 44,4 miliardi del 2021.

I consumi si riducono in termini reali

I consumi si riducono in termini reali, ai minimi da 15 anni, superando di poco i 1.500 euro a famiglia. “Questo non implica però necessariamente minori consumi a dicembre – ha spiegato Bella – tutto dipende dalla fiducia dei consumatori, molto cresciuta a novembre e dai nuovi sostegni in arrivo dal governo“. A questo si aggiunge l’effetto boom del turismo.

Nel 2022 si è registrato un incremento dei consumi al 4,5%, proveniente dal sostegno dell’eccesso di risparmio accumulato durante la pandemia, l’eventuale peggioramento delle fiducia però assesterebbe questo processo di trasformazione delle risorse liquide in maggiori consumi.

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