Ambiente. Si chiuderà nelle prossime ore la Cop28 in corso a Dubai già da alcuni giorni.

Come negli anni passati appare difficile il raggiungimento di un accordo che trovi il consenso di tutti e già è saltato, dalla bozza della relazione finale, il riferimento all’“uscita” dei combustibili fossili. (QUI) Si  riconosce la necessità di una riduzione profonda, rapida sia del consumo che della produzione di combustibili fossili in modo giusto, ordinato ed equo, in modo da raggiungere lo zero netto entro, prima o intorno al 2050, come raccomandato dalla scienza. Resta l’indicazione di triplicare la capacità di energia rinnovabile e raddoppio dell’efficienza energetica al 2030. La realtà è che sul clima siamo ormai “quasi fuori tempo massimo”, come ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres.
Intanto gli effetti catastrofici del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti e si aggiungono alle tensioni geopolitiche, alle guerre, alla frammentazione del nostro mondo in blocchi concorrenti. Tutti elementi che contribuiscono allo stato attuale di difficoltà, di incertezza e debolezza economica.
Le banche centrali stanno sempre più considerando i rischi legati al cambiamento climatico, che potrebbero minacciare la stabilità finanziaria e complicare il perseguimento dei loro obiettivi. Questi rischi potrebbero influire sulle prospettive economiche, i prezzi e la solidità patrimoniale delle banche centrali, mettendo a rischio la loro indipendenza. (QUI)
Non è un caso se BCE sta ponendo da tempo uno sguardo attento e costante all’ambiente, ed è di oggi lo studio sull’impatto ambientale delle banconote, dove il dato più sensazionale è che l’impronta ambientale delle banconote in euro utilizzate da una persona in un anno equivale a 8 Km percorsi in auto.

Prospettive economiche

Come scrive Istat nelle sue “Prospettive per l’economia italiana”, il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2023 sia nel 2024, in rallentamento rispetto al 2022. Anche in Italia, quindi, stiamo soffrendo della moderata decelerazione dell’economia internazionale: le più recenti previsioni della Commissione Europea mostrano un ulteriore rallentamento del Pil mondiale sia per il 2023 che per il 2024. Una situazione che certo non giova alla produzione industriale, stimata in lieve diminuzione da Istat nella sua ultima rilevazione. E come mostra il nostro Osservatorio Congiunturale sulle imprese, OCF, peggiora significativamente nel trimestre il clima di fiducia delle imprese. La situazione dei ricavi si conferma stabile. Rimane critica la situazione dei prezzi dei fornitori.

Il commercio

Migliore è la situazione del commercio al dettaglio per la quale si misura una crescita sia in volume che in valore (Istat). Secondo il Misery Index di Confcommercio, si registra un lieve calo del disagio sociale: il MIC di ottobre 2023 si è infatti attestato a 15,1, in calo di cinque decimi di punto su settembre. La riduzione registrata nell’ultimo mese è dovuta al rallentamento dell’inflazione e a un lieve aumento della disoccupazione estesa.
Ed è all’insegna di un rinnovato ottimismo la consueta ricerca dell’Ufficio Studi di Confcommercio (anche su dati Format Research) su consumi di Natale e tredicesime: sarà un buon mese di dicembre sul fronte degli acquisti e dei consumi delle famiglie. Così anche le previsioni elaborate dall’Osservatorio Federpreziosi Format Research: il Natale 2023 sarà ricco di atmosfera, regali e voglia di festeggiare – se pure all’insegna del risparmio – e stimano che tra gli italiani, il 73,2% del campione oggetto dell’indagine, che hanno manifestato l’intenzione di acquistare regali in occasione del Natale ben il 18,9% sceglierà gioielli, con un significativo aumento rispetto all’11% dello scorso anno.

Il territorio

Pubblicato l’Osservatorio Economico Confcommercio Piacenza: Diario Economico 2023 Terzo Trimestre, realizzato con Format Research. Vi troviamo, tra gli antri dati, che il terziario dà lavoro al 59% degli occupati della Provincia di Piacenza.

Di particolare interesse e da più punti di vista, l’indagine Ascom Bergamo con Format Research sul fenomeno dei negozi sfitti che, per il 46% degli intervistati si è aggravato negli ultimi anni. Viene fuori un quadro amaro in cui, “all’aumento del canone di locazione si spengono le luci delle veterine”.

Il terziario a Roma e provincia, lo scopriamo dai dati dell’Osservatorio Economico Confcommercio Roma in collaborazione con Format Research e con il contributo della Camera di Commercio di Roma, si conferma trainante sia dal punto di vista della composizione del tessuto imprenditoriale, sia per quel che riguarda la domanda di lavoro, sia per quanto concerne il contributo al sistema economico del territorio.

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