15 dicembre 2023

(sintesi del testo originale)

Il quadro macroeconomico

Lo scenario ipotizza che le ripercussioni economiche dell’incerto contesto geo-politico rimangano contenute senza particolari tensioni sui mercati delle materie prime e finanziari internazionali. Si prevede un aumento degli scambi internazionali del 3% in media nei prossimi tre anni, con una leggera riduzione dei prezzi delle materie prime energetiche. Il quadro macroeconomico è influenzato dall’irrigidimento delle condizioni monetarie e creditizie a seguito del rialzo dei tassi di interesse.

Il Pil rivisto al ribasso nel 2024

Dopo un leggero aumento estivo, il PIL sembra essersi stabilizzato nel trimestre attuale, con previsioni di espansione graduale a partire dal prossimo anno. Si prevede un aumento annuo del PIL dello 0,7% nel 2023, dello 0,6% nel 2024 e dell’1,1% nel 2025-2026. Le proiezioni indicano una crescita più debole nel 2024, ma un aumento nel 2025 grazie a ipotesi di tassi di interesse leggermente inferiori.

Consumi

I consumi delle famiglie dovrebbero crescere leggermente più velocemente rispetto al PIL, beneficiando del recupero del potere d’acquisto. Gli investimenti rallenteranno, soprattutto nel settore privato, a causa dell’aumento dei costi di finanziamento e delle condizioni più rigide di accesso al credito. Le esportazioni seguiranno la domanda estera, mentre le importazioni cresceranno in modo più contenuto a causa della debolezza degli investimenti in beni strumentali.

Occupazione

L’occupazione, in forte aumento nel 2023, continuerà a crescere ma a ritmi più lenti rispetto al prodotto. Il tasso di disoccupazione scenderà gradualmente al di sotto del 7,5% nel 2026.

Inflazione

L’inflazione al consumo sarà del 6,0% quest’anno, diminuendo successivamente e stabilizzandosi sotto al 2% nei prossimi tre anni. La discesa dell’inflazione riflette principalmente la riduzione dei prezzi delle materie prime, compensata solo parzialmente dall’aumento delle retribuzioni.

Incertezza elevata

Le proiezioni sono affette da un’incertezza elevata, con rischi orientati principalmente al ribasso, legati al contesto geo-politico, alle tensioni internazionali e alle difficoltà dell’economia cinese. I rischi per l’inflazione sono bilanciati, con possibili pressioni al rialzo da aumenti dei prezzi delle materie prime, ma anche rischi di impatto più marcato della restrizione monetaria.

 

Le proiezioni macroeconomiche per il complesso dell’area dell’euro vengono rese note sul sito della Banca centrale europea in marzo, giugno, settembre e dicembre di ogni anno. A giugno e dicembre tali proiezioni sono formulate dagli esperti delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema, sulla base di ipotesi comuni e in collaborazione con lo staff della BCE. La Banca d’Italia diffonde con cadenza semestrale (nei mesi di giugno e dicembre) una breve nota di commento delle proiezioni macroeconomiche per l’Italia.
Una più ampia discussione del quadro previsivo per l’economia italiana – con gli aggiornamenti resi necessari da eventuali mutamenti del contesto esterno e dall’acquisizione di nuovi dati – viene pubblicata nel Bollettino economico della Banca d’Italia, nei mesi di gennaio e luglio.

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