L‘inflazione scende ma permane la politica restrittiva della BCE

La buona notizia è che l’inflazione continua a rimanere bassa: a novembre scende allo 0,7%, tornando a livelli prossimi a quelli del febbraio 2021. Il calo è dovuto principalmente all’andamento favorevole dei beni energetici, scrive Istat. E la BCE, questa settimana ha rilasciato le Decisioni di Politica monetaria, decidendo di mantenere ancora inalterati i tassi di interesse. Prosegue, dunque, la politica restrittiva della Banca Centrale Europea che, ribadisce l’ABI nel suo rapporto mensile di dicembre, è causa dell’aumento dei tassi su prestiti e mutui con la diminuzione del 3,4% dei prestiti a famiglie e imprese. In sostanza, scrive l’Associazione Bancaria, “gli andamenti dell’economia dell’area dell’euro e di quella italiana, continuano a mostrare che gli effetti della politica monetaria restrittiva realizzata dalla BCE si stanno manifestando”.

In sofferenza le attività economiche

I dati dell’indagine HCOB Flash PMI® di dicembre indicano una contrazione più rapida dell’attività economica nell’eurozona, concludendo un quarto trimestre in cui la produzione è crollata al tasso più rapido in 11 anni, escludendo i primi mesi di pandemia del 2020. Ancora una volta, il calo si è osservato sia nel terziario che nel manifatturiero.
Dal canto suo Confindustria, nella sua Congiuntura flash, giudica l’economia italiana in fase di stagnazione, “praticamente ferma”, e scrive che “l’inflazione è rientrata, ma i tassi sono ancora alti e l’economia è debole. Ancora in difficoltà sia i servizi, sia l’industria, che vede qualche luce. Il credito caro frena gli investimenti…”
I dati della Congiuntura di Confcommercio indicano che il 2023 si chiuderà all’insegna del rallentamento generalizzato anche se ci sono sprazzi di vitalità economica, seppure deboli e incerti. “Archiviato il 2023 – ha detto il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella – l’attenzione è tutta sul 2024. L’anno che sta per chiudersi lascia sia in positivo (inflazione) sia in negativo (crescita) scarse eredità statistiche: tutto dovrà essere costruito durante il prossimo anno. Certamente il permanere dei prezzi su dinamiche particolarmente contenute migliorerà potere d’acquisto e fiducia delle famiglie, consentendone atteggiamenti più favorevoli verso i consumi…” E un po’ di dinamismo lo troviamo nell’indagine Confcommercio con Format Research sui regali di Natale: per la prima volta dal 2019, aumenta, rispetto all’anno precedente, la quota di chi farà i regali.

Previsione della Banca d’Italia in un contesto geopolitico incerto

Banca d’Italia inquadra le Proiezioni macroeconomiche per l’Italia in questo scenario e nell’ipotesi che l’incerto contesto geo-politico non inasprisca troppo le tensioni sui mercati delle materie prime e finanziari internazionali e scrive che il quadro macroeconomico è influenzato dall’irrigidimento delle condizioni monetarie e creditizie a seguito del rialzo dei tassi di interesse. Dopo un leggero aumento estivo, il PIL sembra essersi stabilizzato nel trimestre attuale, con previsioni di espansione graduale a partire dal prossimo anno. Si prevede un aumento annuo del PIL dello 0,7% nel 2023, dello 0,6% nel 2024 e dell’1,1% nel 2025-2026. Le proiezioni indicano una crescita più debole nel 2024, ma un aumento nel 2025 grazie a ipotesi di tassi di interesse leggermente inferiori.

La popolazione in Italia

Ci sono molti altri spunti di riflessione questa settimana nei dati che riportiamo nella nostra newsletter: il lavoro, le pensioni, l’Export, ma ciò che troviamo particolarmente interessante sono gli abbondanti dati del Censimento Popolazione residente e dinamica demografica, per il 2022 (Istat). Al primo punto c’è il calo continuo della popolazione italiana, ma si sottolinea che la flessione è contenuta grazie alla dinamica positiva della popolazione straniera.

Legalità

Segnaliamo la ricerca di Ascom Bergamo con Format Research su legalità e sicurezza: l’usura è il maggior rischio percepito, ma preoccupano anche estorsioni e racket. Si rileva un peggioramento della sicurezza percepita rispetto allo scorso anno.

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