31 gennaio 2024

Aggiornamento sulle prospettive dell’economia mondiale

La crescita globale è prevista al 3,1 percento nel 2024 e al 3,2 percento nel 2025, con la previsione per il 2024 che è 0,2 punti percentuali più alta rispetto a quella del World Economic Outlook (WEO) di ottobre 2023 a causa di una resilienza maggiore del previsto negli Stati Uniti e in diverse grandi economie emergenti e in via di sviluppo, oltre al sostegno fiscale in Cina.

Tuttavia, la previsione per il 2024-25 è inferiore alla media storica (2000-19) del 3,8 percento, con tassi di politica monetaria centrali elevati per combattere l’inflazione, un ritiro del sostegno fiscale in mezzo a un debito elevato che pesa sull’attività economica e una bassa crescita sottostante della produttività.

L’inflazione sta diminuendo più rapidamente del previsto

L’inflazione sta diminuendo più rapidamente del previsto nella maggior parte delle regioni, in mezzo alla risoluzione dei problemi di offerta e a una politica monetaria restrittiva. Ci si aspetta che l’inflazione globale scenda al 5,8 percento nel 2024 e al 4,4 percento nel 2025, con la previsione del 2025 rivista al ribasso.

Con la disinflazione e una crescita costante, la probabilità di un atterraggio brusco è diminuita e i rischi per la crescita globale sono sostanzialmente bilanciati.

Sul lato positivo, una disinflazione più veloce potrebbe portare a ulteriori agevolazioni delle condizioni finanziarie.

Una politica fiscale più accomodante di quanto necessario e di quanto previsto nelle proiezioni potrebbe implicare temporaneamente una crescita più elevata, ma a rischio di un adeguamento più costoso in seguito.

Un maggior slancio nella riforma strutturale potrebbe rafforzare la produttività con effetti positivi sui confini.

Sul lato negativo, nuovi picchi dei prezzi delle materie prime da scosse geopolitiche, incluso il continuo degli attacchi nel Mar Rosso, e interruzioni della fornitura o una inflazione sottostante più persistente potrebbero prolungare le condizioni monetarie restrittive.

Ulteriori problemi nel settore immobiliare in Cina o altrove, un improvviso ricorso ad aumenti delle tasse e tagli alla spesa potrebbero anche causare delusioni di crescita.

La sfida immediata per i responsabili delle politiche è gestire con successo il declino finale dell’inflazione verso l’obiettivo, calibrando la politica monetaria in risposta alle dinamiche sottostanti dell’inflazione e – dove le pressioni sui salari e sui prezzi si stanno chiaramente dissolvendo – adattandosi a una posizione meno restrittiva.

Necessario un rinnovato focus sulla consolidamento fiscale

Allo stesso tempo, in molti casi, con l’inflazione in diminuzione e le economie in grado di assorbire meglio gli effetti del restringimento fiscale, è necessario un rinnovato focus sulla consolidamento fiscale per ricostruire la capacità di bilancio per affrontare futuri shock, aumentare le entrate per nuove priorità di spesa e frenare l’aumento del debito pubblico.

Le riforme strutturali mirate e attentamente sequenziate rafforzerebbero la crescita della produttività e la sostenibilità del debito e accelererebbero la convergenza verso livelli di reddito più elevati.

È necessaria una coordinamento multilaterale più efficiente per, tra le altre cose, la risoluzione del debito, per evitare il dissesto finanziario e creare spazio per investimenti necessari, oltre che per mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Pil Italia

Per l’Italia il Pil stimato per il 2023 è 0,7%. Le proiezioni per il 2024 e 2025 sono rispettivamente a o,7% e 1,1%.

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