Politica monetaria restrittiva, inflazione e tensioni geopolitiche

La politica monetaria restrittiva in atto in più Paesi a contrasto dell’inflazione, l’incertezza per le tensioni internazionali ed i conflitti in corso, in particolare in Ucraina e in Medio Oriente, mettono a dura prova la crescita economica globale. “Stanno emergendo fratture geopolitiche a livello globale -ha detto il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta all’Assiom Forex di Genova –  che, se non affrontate, potrebbero compromettere le prospettive di sviluppo, l’integrazione tra paesi e l’architettura multilaterale che sorregge le relazioni internazionali dal secondo dopoguerra”. Ed ha aggiunto che, anche se l’economia in Europa non ha finora subito una recessione profonda, è comunque in una fase di ristagno da molti trimestri e non emergono segnali di ripresa.
Nel Bollettino economico n° 1 del 2024 della BCE si parla di stagnazione per l’Eurozona nell’ultimo trimestre del 2023. Segnali positivi arrivano da un mercato del lavoro che si mantiene comunque robusto. Preoccupa invece l’aumento della vulnerabilità delle imprese, pur nelle notevoli differenze fra Paesi e settori economici. Tra i quattro grandi paesi dell’area dell’euro, l’Italia e la Germania registrano la quota più alta di imprese vulnerabili, il 9%.

Impatto delle tensioni nel Mar Rosso

Di particolare interesse è l’analisi di Confcommercio sull’impatto delle tensioni in Medio Oriente, nel Mar Rosso, legate agli attacchi dei ribelli Houti dello Yemen, per la nostra economia e quella europea. È stata infatti compromessa la regolarità dei rifornimenti, i tempi di navigazione delle merci sono più lunghi e costi di trasporto più alti. Automotive, moda e alcuni comparti dell’alimentare sono fra i settori più penalizzati.

Produzione industriale

Pur con un piccolo avanzamento dell’1,1% a dicembre, la produzione industriale, riporta l’Istat, chiude il 2023 con una diminuzione rispetto all’anno precedente del 2,5%; la dinamica tendenziale dell’indice corretto per gli effetti di calendario è stata negativa per quasi tutti i mesi del 2023, quasi a testimoniare, diremmo, gli effetti di un anno complicato.

Italia resiliente

Pur nelle difficoltà di cui abbiamo accennato, l’Italia riesce a mostrare una certa capacità di resilienza, come scrivevamo anche la settimana scorsa, e lo testimonia lo studio su Crescita e reddito reale pro capite delle famiglie nell’OCSE. Secondo l’Istituto di Parigi, nel terzo trimestre 2023, il nostro paese ha registrato la maggior crescita del reddito pro capite segnando un +1,4%, mentre in quasi tutte le maggiori economie questa è addirittura negativa. Inoltre, l’Italia ha segnato anche una crescita dello 0,1% del Pil, essendo l’unica, fra le maggiori economie, ad avere entrambi i segni.

Ed è positiva la fiducia di imprese e consumatori secondo l’ultima rilevazione Istat. A gennaio 2024 il clima di fiducia delle imprese aumenta per il secondo mese consecutivo registrando il valore più elevato da aprile 2023. L’evoluzione positiva dell’indice è dovuta ad un miglioramento della fiducia in tutti i comparti economici indagati. L’indice di fiducia dei consumatori cresce, senza interruzioni, dallo scorso novembre e raggiunge la quota più alta da giugno 2023.

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