15 febbraio 2024

Dall’audizione di Christine Lagarde, Presidente della BCE, alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo

Prospettive economiche

Dopo essersi espansa del 3,4% nel 2022, l’attività economica della zona euro è stata debole nel 2023, con una crescita del PIL reale che si è stagnata nel quarto trimestre. La debolezza dell’attività è diffusa su vasta scala tra i settori, estendendosi dalla costruzione e dalla manifattura ai servizi.

I dati in arrivo continuano a segnalare un’attività contenuta nel breve termine. Tuttavia, alcuni indicatori di sondaggi orientati al futuro indicano un aumento nell’anno a venire.

Secondo la stima flash più recente, l’inflazione è scesa al 2,8% a gennaio 2024 dopo essere aumentata di mezzo punto percentuale a dicembre. Il rimbalzo di dicembre era stato ampiamente previsto ma è stato più debole del previsto.

L’aumento rifletteva gli effetti di base nel componente energetico dovuti a misure di sostegno ai prezzi del gas una tantum in Germania e a una significativa diminuzione dei prezzi del carburante a dicembre 2022.

L’inflazione alimentare è scesa ulteriormente al 5,7% a gennaio a causa di un tasso di inflazione inferiore per gli alimenti trasformati, mentre l’inflazione energetica si è attestata al -6,3%.

L’inflazione di base (escludendo energia e alimenti) sta diminuendo gradualmente ma il suo componente dei servizi ha mostrato segni di persistenza.

La crescita dei salari

La crescita dei salari continua ad essere forte e ci si aspetta che diventi un driver sempre più importante delle dinamiche inflazionistiche nei prossimi trimestri, riflettendo i mercati del lavoro stretti e le richieste dei lavoratori di compensazione dell’inflazione.

Il monitoraggio salariale orientato al futuro della BCE continua a segnalare forti pressioni salariali, ma gli accordi indicano un certo livellamento nel quarto trimestre del 2023.

Le pressioni salariali per il 2024 dipendono particolarmente dall’esito dei turni di negoziazione in corso o imminenti che coinvolgono una grande parte dei dipendenti della zona euro.

Il contributo dei profitti unitari alle pressioni sui prezzi interni ha continuato a diminuire, suggerendo che, come previsto, gli aumenti salariali sono almeno in parte ammortizzati dai margini di profitto.

Confermato il processo disinflazionistico in corso

Nel complesso, gli ultimi dati confermano il processo disinflazionistico in corso e si prevede che ci porti gradualmente ulteriormente nel 2024, poiché l’impatto dei passati shock al rialzo svanisce e le strette condizioni di finanziamento contribuiscono a far diminuire l’inflazione.

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