15 febbraio 2024

La Commissione Ue taglia le stime di crescita per l’Italia

Il PIL reale è stimato in crescita dello 0,6% nel 2023, leggermente inferiore alle previsioni dell’autunno 2023, a causa del rallentamento dei consumi privati e degli investimenti, dovuti all’aumento dei costi di finanziamento e alla graduale eliminazione dei crediti d’imposta per la ristrutturazione delle abitazioni. Dopo essere diminuito dello 0,3% nel secondo trimestre, il PIL è leggermente aumentato nel terzo e nel quarto trimestre, fornendo un effetto positivo marginale per il 2024.

Si prevede che la produzione economica continui a crescere lentamente nel 2024, con il potere d’acquisto delle famiglie che dovrebbe beneficiare della disinflazione e dell’aumento dei salari, nel contesto di un mercato del lavoro resiliente.

Gli investimenti dovrebbero riprendersi, guidati da progetti infrastrutturali finanziati dal governo e dal PNRR, compensando il freno della minore spesa per le costruzioni abitative.

Si prevede che il PIL annuale cresca dello 0,7% in termini reali, leggermente inferiore a quanto previsto in autunno.

L’accelerazione degli investimenti è prevista per il 2025, con l’avanzamento dell’attuazione dei progetti sostenuti dal PNRR, che porterà a un aumento sia della spesa per le infrastrutture sia all’acquisto di beni materiali e immateriali delle imprese, che dovrebbe beneficiare anche del miglioramento delle condizioni finanziarie.

Questo aumento della spesa per i capitali dovrebbe tradursi in una crescita più forte delle importazioni, superiore alle previsioni di lieve miglioramento delle esportazioni.

Complessivamente, si prevede che il PIL reale aumenti dell’1,2% nel 2025, invariato rispetto alle previsioni autunnali.

L’inflazione si ridurrà più velocemente del previsto

L’inflazione misurata dall’IHPC (Indice armonizzato dei prezzi al consumo) è diminuita costantemente lo scorso anno rispetto al picco del 2022, a causa del rapido calo dei prezzi dell’energia che si è gradualmente ripercosso sugli altri beni, ma anche a causa dei limitati aumenti dell’inflazione dei servizi.

Nel quarto trimestre del 2023 l’inflazione è scesa all’1% a/a ed è rimasta inferiore all’1% a gennaio.

I moderati aumenti salariali hanno finora contribuito a tenere sotto controllo l’inflazione. Con il graduale rinnovo dei principali contratti collettivi di lavoro, i lavoratori dovrebbero recuperare la perdita di potere d’acquisto subita in passato.

L’inflazione misurata dall’IHPC è prevista al 2,0% nel 2024 e al 2,3% nel 2025, sulla base di un previsto aumento dei salari, guidato dal settore pubblico.

Rispetto all’autunno, questa previsione è stata rivista al ribasso per il 2024, ma rimane invariata per il 2025.

Spero che questa traduzione sia ottima! Ho apportato alcune piccole modifiche per migliorare la scorrevolezza e la chiarezza del testo, ma ho cercato di mantenere il più fedele possibile al senso originale.

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