4 marzo 2024

Sondaggio congiunturale IV trimestre 2023

Domanda debole difficoltà di ottenere un mutuo

Dinamica dei prezzi degli immobili rimane moderata

Secondo l’indagine condotta presso 1.501 agenti immobiliari dall’8 gennaio al 5 febbraio del 2024,
nel IV trimestre del 2023 la dinamica congiunturale dei prezzi degli immobili sarebbe rimasta
moderata: la percentuale di operatori che ha riportato un aumento delle quotazioni si è ridotta al
9%, ben al di sotto del massimo registrato a inizio 2022.

Domanda debole

La domanda è rimasta debole, come mostra il calo tendenziale della quota di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione e l’accumulo di incarichi inevasi fra il III e il IV trimestre.

La maggior parte delle vendite ha riguardato immobili preesistenti e con classe energetica bassa, in particolare nelle aree urbane.

Circa il 40% degli agenti ha registrato una riduzione sia dei nuovi incarichi a vendere sia dei potenziali acquirenti.

Costo elevato dei mutui

Le condizioni restrittive e il costo ancora elevato dei mutui ne scoraggiano la richiesta e frenano
l’acquisto di abitazioni.

Tuttavia, secondo gli operatori vi sono segnali che l’evoluzione del mercato immobiliare nei primi tre mesi del 2024 sarebbe meno sfavorevole, sia in relazione al proprio mercato di riferimento sia a quello nazionale.

Mercato delle locazioni resta teso

Il mercato delle locazioni resta teso: le pressioni al rialzo sui canoni sono sostenute da una domanda robusta e da un calo dell’offerta, anche talvolta connessa alla preferenza dei proprietari per gli affitti brevi.

Continuano a prevalere i giudizi di stabilità dei prezzi delle abitazioni

Nel IV trimestre del 2023, sulla base delle valutazioni degli agenti, la dinamica congiunturale dei
prezzi delle abitazioni sarebbe rimasta moderata.
Hanno continuato a prevalere i giudizi di stabilità (espressi dal 65% degli agenti), mentre la percentuale di operatori che ha riportato un aumento delle quotazioni ha continuato a ridursi, scendendo al 9% (tavola 1 e fig. 1), circa 15 punti percentuali in meno rispetto al massimo registrato nel primo trimestre del 2022.

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