Inflazione in calo in Europa, bene in Italia, attesa per le decisioni BCE

Sono attese per il 7 marzo prossimo le decisioni di politica monetaria della BCE e la conferenza stampa della Presidente Christine Lagarde. Secondo i dati Eurostat l’inflazione nel Vecchio continente dovrebbe attestarsi al 2,6% nel febbraio 2024, in ribasso rispetto al 2,8% di gennaio. Tuttavia alcuni componenti dell’inflazione quali il settore alimentare, bevande, tabacco e servizi hanno ancora un tasso piuttosto elevato, tra il 3,9% e il 4%. In Italia i prezzi al consumo, secondo i primi dati Istat (provvisori), registrano la stessa variazione del mese precedente, 0,8% su base annua. Giovedì sapremo se i dati, fondamentali per assumere la decisione di un taglio dei tassi, sono sufficienti, o se c’è ancora bisogno di tempo, per acquisirne di ulteriori e per poter decidere in tal senso.

Segnali (leggermente) positivi dall’occupazione

L’ €-coin, sviluppato dalla Banca d’Italia per fornire in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro, è rimasto in territorio negativo per il dodicesimo mese consecutivo, pur risalendo (a -0,31 da -0,56 in gennaio). A tale recupero hanno contribuito, in particolare, i segnali positivi sull’occupazione. Secondo Eurostat, a gennaio, il tasso di disoccupazione nell’area dell’Euro scende al 6,4%, diminuendo di uno 0,1%. In Italia, a gennaio, rispetto a dicembre (dato Istat), diminuiscono gli occupati e i disoccupati, mentre aumentano gli inattivi. Comunque il numero degli occupati, pari a 23 milioni 738mila, è superiore, rispetto ad un anno fa, di 362mila unità.

L’economia Italiana tiene: bene il Pil, spinta per la crescita. Fiducia segnali contrastanti

Sempre secondo Istat, questa settimana particolarmente generosa di dati, nel 2023 il Pil è cresciuto dello zero e nove percento, facendo registrare una crescita per l’economia italiana superiore alle stime del Governo, presentate nella Nadef, dove si parlava di un +0,8%. In miglioramento anche il rapporto deficit-Pil che si è attestato al 7,2%, a fronte dell’8,6% nel 2022. In questo caso le previsioni del governo nella Nadef erano di un deficit al 5,3% del Pil.
A febbraio segnali contrastanti dai dati Istat  sulla fiducia: quella dei consumatori aumenta da 96,4 a 97 mentre quella delle imprese scende da 97,9 a 95,8. Commentando i dati della fiducia di consumatori e imprese, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha sottolineato che “la fiducia rilevata a febbraio è lo specchio di una percezione dell’economia contraddistinta da profonda incertezza, né si può escludere che comincino a ispessirsi i timori di un deterioramento del quadro congiunturale”.

Il lavoro al tempo dell’Intelligenza Artificiale

Non c’è dubbio che l’intelligenza artificiale sia il tema del momento, anche nel mondo delle imprese. Secondo i dati Unioncamere presentati nel corso dell’evento “Il lavoro al tempo dell’Intelligenza Artificiale“, promosso da Unioncamere e Il Sole 24 ORE e tenutosi oggi (4 marzo 2024) a Milano presso i locali della Camera di commercio, meno del 10% delle imprese utilizza la IA ma il 15% intende investire in questa tecnologia nei prossimi tre anni. Le imprese stanno dimostrando maturità digitale e “hanno capito, come ha sottolineato il Presidente Andrea Prete, che l’Intelligenza Artificiale è uno strumento imprescindibile per la competitività”. Resta il problema del reperimento di lavoratori con le adeguate competenze.

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