Inflazione, tassi invariati. Debito globale alle stelle

Proprio come ci si aspettava, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di interesse al 4,50% e le decisioni future del Consiglio direttivo della Bce “assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario”. Nel frattempo, gli analisti della Banca Centrale, hanno rivisto al ribasso l’inflazione, in particolare per il 2024, principalmente per effetto del minore contributo dei prezzi dell’energia. Le proiezioni collocano ora l’inflazione in media al 2,3% nel 2024, al 2,0% nel 2025 e all’1,9% nel 2026.
Secondo l’OCSE, il volume totale del debito globale si è attestato a quasi 100mila miliardi di dollari, raggiungendo dimensioni simili al PIL globale. Il rapporto debito pubblico-PIL nei paesi OCSE ha raggiunto l’83% alla fine del 2023. È un contesto complesso nel quale, secondo l’Istituto di Parigi, la spesa pubblica deve essere altamente mirata e concentrarsi maggiormente sugli investimenti in settori che guidano aumenti di produttività e crescita sostenibile, che favoriscono rendimenti di scala nonché una crescita duratura.

Diminuiscono i prestiti al settore privato

Secondo la più recente stima della Banca d’Italia, nella pubblicazione “Banche e moneta”, a gennaio 2024 i prestiti al settore privato in Italia sono diminuiti del 2,6% sui dodici mesi.  I prestiti alle famiglie si sono ridotti dell’1,3, mentre quelli alle società non finanziarie si sono ridotti del 4,0 per cento (-3,6 nel mese precedente).

Il mercato del lavoro italiano – La questione del mismatch tra domanda e offerta

Tra il 2024 e il 2028 il mercato del lavoro italiano potrà esprimere un fabbisogno compreso tra 3,1 e 3,6 milioni di occupati, a seconda dello scenario macroeconomico considerato. Lo stock occupazionale 2023 potrebbe crescere nel quinquennio da un minimo di 238mila unità fino a un massimo di 722mila occupati. Commentando i dati, il Presidente Unioncamere Andrea Prete sottolinea che “la riduzione del mismatch tra domanda e offerta di lavoro rappresenta una delle priorità di politica economica da affrontare in questo momento”. Infatti, aggiunge “La stima per il 2023 del costo del mismatch è di 43,9 miliardi, cifra corrispondente a circa il 2,5% del Prodotto interno lordo italiano”.

La giornata della donna non è una festa

Lo scorso 8 marzo si è celebrata la Giornata mondiale della donna e per l’occasione il World Economic Forum ha diffuso il “Global Gender Gap Report”. I dati non sono confortanti né a livello globale, si stima che si raggiungerà la parità di genere (forse) tra 131 anni, né per quanto riguarda il nostro Paese che scivola in classifica dal 63esimo posto al 79esimo, tra Uganda e Mongolia.

Librerie indipendenti antidoto alla desertificazione

Presentata a Roma, all’inaugurazione del 18° Corso di Alta Formazione in gestione della Libreria, dall’Associazione Librai Italiani aderente a Confcommercio,  la ricerca realizzata con Format Research che mostra come le librerie stiano affrontando numerose sfide, tra cui l’aumento dei costi e la concorrenza delle librerie online. Le librerie indipendenti svolgono un ruolo importante nella vita culturale delle comunità, e sono “un antidoto alla desertificazione perché sono attività di qualità”, come ha detto Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio.

Diminuisce la fiducia delle imprese del bresciano

L’indagine sull’andamento economico delle imprese bresciane del commercio, del turismo e dei servizi, realizzata con Format Research per Confcommercio Brescia, mostra un generalizzato calo di fiducia da parte degli imprenditori del terziario nella provincia di Brescia nella seconda metà del 2023.

Stabilità per le imprese del torinese

Stabilità è la parola d’ordine delle 124 mila imprese del terziario torinese, che hanno affrontato l’ultimo trimestre del 2023 senza particolari variazioni rispetto al precedente e guardano ai primi mesi del 2024 all’insegna della continuità. L’andamento è diversificato tra imprese del turismo e ristorazione, che proseguono l’andamento positivo, e il commercio, soprattutto no food, che, al contrario, continua a soffrire. Emerge dall’indagine realizzata da Ascom Confcommercio Torino e provincia in collaborazione con Format Research.

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