L’economia globale soffre l’elevata incertezza

Nella consueta Nota mensile dell’Istat leggiamo che l’economia globale soffre l’elevata incertezza dovuta alle tensioni geo-politiche. In Italia si è registrato un Pil a 0,9%, meno dell’anno precedente ma più del doppio della media dell’area euro, 0,4%. Dopo sei mesi, l’occupazione subisce un lieve calo.

Il lavoro (che c’è) e il difficile reperimento di personale qualificato

Secondo le stime di Unioncamere, sono 447mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e sono circa 1,4 milioni quelli previsti per il trimestre marzo-maggio, con un incremento di quasi 30mila unità rispetto a marzo 2023. Rimane importante la quota di assunzioni di difficile reperimento, pari al 47,8% del totale, soprattutto a causa della mancanza di candidati per ricoprire le posizioni lavorative aperte.
Una questione, questa, molto grave per tante aziende, che non possono rendere al cento per cento per mancanza di mano d’opera qualificata. In tal senso va la proposta di Confcommercio, presentata dal vicepresidente confederale con delega alla Internazionalizzazione, Riccardo Garosci, alla riunione della “cabina di regia” sul “Piano Mattei” a Pazzo Chigi. Il progetto è quello di formare persone in vari mestieri, con percorsi didattici in Italia, per poi trasferirle in Africa a fare a loro volta formazione: ciò garantirebbe l’opportunità di sviluppare una classe imprenditoriale locale ma permetterebbe anche di far entrare in Italia manodopera in modo regolare soddisfacendo così le richieste di tante attività commerciali.

Economia frenata, tassi e inflazione

La Congiuntura Flash del Centro Studi di Confindustria descrive l’economia come “frenata” e scrive: “L’economia italiana è sostenuta da inflazione bassa, fiducia delle famiglie in aumento e servizi in crescita, mentre l’industria sembra stabilizzarsi. Vari, però, i fattori negativi: si protrae il freno ai flussi commerciali nel canale di Suez, il petrolio continua a rincarare, il taglio dei tassi è rinviato ancora, il credito alle imprese resta in calo. Si prospetta un PIL debole nel 1° trimestre 2024”.
Certamente, un auspicato taglio dei tassi potrebbe togliere un po’ di freno a questa economia, che in Italia, è anche caratterizzata da un’inflazione fra le più basse di tutta l’area Euro, confermata da Istat a 0,8% su base annua. Del resto, il tasso di inflazione annuale dell’Area euro (Eurostat) è stato del 2,6% nel febbraio 2024, meglio rispetto al 2,8% di gennaio, ma ancora sopra al target del 2% stabilito dalla BCE.

Soldi di carta

Parlando di soldi non si può non citare l’interessante studio pubblicato oggi dalla BCE sull’uso del contante in Europa. Nonostante la crescente digitalizzazione, il contante rimane importante per diverse categorie di persone. Contrariamente alla percezione comune, l’uso del contante non è limitato solo a coloro che sono meno connessi digitalmente. Si evidenzia che la scelta di utilizzare il contante è determinata da una serie di fattori, tra cui preferenze personali, abitudini e vincoli pratici, anziché solo dalla mancanza di accesso ai metodi di pagamento digitali. I risultati mostrano che circa un quinto della popolazione dell’area euro non possiede carte di debito o di credito né conti di pagamento, suggerendo che l’influenza di questo gruppo sui pagamenti è significativa.

Un buon segno positivo dalla ristorazione

Nonostante le crisi e i tanti motivi di incertezza, il 2023 si chiude con un saldo positivo per il settore della ristorazione italiana: +787 nuove aperture rispetto alle chiusure. Lo rivela un’analisi di TheFork e Format Research. Nel 2022 il saldo era stato invece negativo per 1.277 unità.

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