L’incertezza del momento storico

In attesa del DEF le proiezioni per l’Italia nell’incertezza del momento storico

Il Documento di Economia e Finanza è atteso, oggi 9 aprile, in Consiglio dei ministri. Il ministro dell’Economia Giorgetti, parlando a margine di un evento a Trieste, alla domanda, viste le difficoltà legate al Superbonus, se ci sarà bisogno di una manovra correttiva, ha risposto: ‘No. Sicuramente vogliamo rispettare esattamente gli obiettivi della Nadef dello scorso autunno per una questione di credibilità: se c’è qualcosa da correggere la correggeremo ma sostanzialmente siamo in linea’ (QUI).

E certamente c’è attesa per le stime sul deficit, che intanto Banca d’Italia, nelle sue Proiezioni economiche per l’Italia, a calcolato in crescita dello 0,6% nel 2024, dll’1% nel 2025 e dell’1,2% nel 2026. L’inflazione è vista al ribasso e “diminuirebbe nettamente nel 2024”, all’1,3%, mentre a dicembre scorso prevedeva 1,9%. L’occupazione, invece, dopo il forte aumento del 2023, dovrebbe continuare a crescere “ma a ritmi inferiori”.

L’incertezza del momento storico

Fra le considerazioni più interessanti da tenere presenti in queste stime di Bankitalia, è che sono “affette da un’incertezza elevata, con rischi orientati principalmente al ribasso, legati al contesto geo-politico, alle tensioni internazionali e alle difficoltà dell’economia cinese”.

In Europa

I risultati dell’indagine BCE sulle aspettative dei consumatori. Mostrano che l’inflazione è percepita in diminuzione. Le aspettative per la crescita del reddito nominale sono aumentate all’1,4%, dall’1,2% di gennaio. L’aumento è stato osservato in tutte le fasce d’età. Le aspettative per la crescita economica rimangono invariate. In lieve calo il volume del commercio al dettaglio sia nell’Area euro che nella Ue, secondo Eurostat. Stabile invece il tasso di disoccupazione.

Lavoro in Italia

In Italia, dato Istat, cresce l’occupazione (+0,2%, pari a +41mila unità) tra gli uomini, i maggiori di 24 anni e i dipendenti permanenti; cala invece tra le donne, i 15-24enni, i dipendenti a termine e gli autonomi. Il tasso di occupazione sale al 61,9% (+0,1 punti). Sale anche il tasso di disoccupazione totale al 7,5% (+0,2 punti) e quello giovanile al 22,8% (+0,7 punti).

Continua la frenata per il disagio sociale

A febbraio il MIC, l’indice Confcommercio che misura il disagio sociale, si è attestato a 12,8 punti, il livello più basso da agosto 2009. “Il ridimensionamento registrato nell’ultimo mese è sintesi di un rallentamento dell’inflazione per i beni e i servizi ad alta frequenza d’acquisto e di un moderato aumento della disoccupazione estesa”, scrive l’Ufficio studi di Confcommercio.

In frenata le rimesse dei lavoratori stranieri

Interessanti i dati della Banca d’Italia relativi alla frenata per le rimesse degli immigrati in Italia verso l’estero. Al rallentamento economico del Paese nel 2023 ha di fatto coinciso la diminuzione delle somme di denaro che gli stranieri che lavorano in Italia hanno inviato nel proprio paese.

Imprese e sostenibilità

Secondo l’Asseprim Focus il 68% delle imprese dei servizi professionali applica pratiche sostenibili sulle politiche di pari opportunità. Il 52% sui piani welfare. Sono alcuni dei dati che il presidente di Asseprim Umberto Bellini definisce incoraggianti, ammonendo che non bisogna fermarsi. Il 36% delle imprese dei servizi professionali si è già posta degli obiettivi o ha assunto impegni legati alla sostenibilità. Tra queste, il 59% ha già intrapreso azioni nei tre ambiti ESG. Il dato sale al 69% per le imprese lombarde. Il 12% delle imprese possiede certificazioni riconducibili alla sostenibilità. È quanto emerge dai dati d’aggiornamento di Asseprim Focus, l’Osservatorio economico dei servizi professionali all’impresa realizzato da Asseprim (la Federazione Nazionale dei Servizi Professionali per le Imprese) con Format Research.


(incertezza – tunnel foto da Unsplash)

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