10 aprile 2024

Aggiornamento

A seguito dell’introduzione di innovazioni nelle procedure di invio dei dati doganali (scambi extra Ue) da parte degli operatori economici, i dati del quarto trimestre 2023 hanno registrato alcuni specifici problemi di corretta allocazione delle vendite all’estero secondo la provincia di provenienza della merce.

L’adozione di apposite soluzioni metodologiche ha permesso di migliorare la qualità dei dati territoriali con un impatto limitato sui valori e le variazioni già diffusi con il Comunicato stampa del 12 marzo.

I dati aggiornati sono disponibili su Coeweb. Si riporta di seguito la versione aggiornata del Comunicato stampa di marzo 2024 a supporto dell’analisi dei dati.

Le esportazioni delle regioni italiane

Disomogenee le esportazioni delle regioni italiane.  Nel quarto trimestre 2023 si stima una forte crescita congiunturale delle esportazioni per il Centro (+8,1%), un aumento più contenuto per il Sud e Isole (+3,5%) e il Nord-ovest (+2,1%) e una lieve flessione per il Nord-est (-0,7%).

Rispetto all’anno precedente

Nel 2023, rispetto all’anno precedente, l’export nazionale in valore risulta stazionario ed è sintesi di dinamiche territoriali molto differenziate: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Sud (+16,9%) e più contenuto per il Nord-ovest (+2,4%), mentre si registra una flessione per il Nord-est (-0,8%) e il Centro (-3,1%) e una netta contrazione per le Isole (-19,2%).

Le regioni più dinamiche all’export

Nel complesso del 2023, le regioni più dinamiche all’export sono Campania (+29,2%), Calabria (+22,7%), Molise (+21,0%), Abruzzo (+13,6%), Piemonte (+7,3%), Basilicata (+5,4%) e Toscana (+4,7%).

Quelle che registrano le flessioni più ampie, Sardegna (-24,2%), Valle d’Aosta (-21,5%), Sicilia (-16,6%), Friuli-Venezia Giulia (-13,6%), Marche (-12,3%) e Lazio (-9,7%).

Nel 2023, l’aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Campania e Toscana e di autoveicoli da Piemonte e Campania fornisce un impulso positivo (per 1,5 punti percentuali) alle vendite nazionali sui mercati esteri.

Un ulteriore contributo positivo di 0,9 punti deriva dalle maggiori vendite di macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) da Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto.

All’opposto, la contrazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna (per 0,7 punti percentuali) e di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Marche e Lazio (per 0,6 punti percentuali) contribuisce a frenare l’export nazionale.

I contributi positivi maggiori all’export nazionale

Nell’intero anno, i contributi positivi maggiori all’export nazionale derivano dall’aumento delle vendite delle Marche verso la Cina (+392,0%), della Campania verso Svizzera (+99,7%) e Stati Uniti (+54,5%), della Toscana verso gli Stati Uniti (+22,6%) e del Piemonte verso Francia (+15,2%), Germania (+9,3%) e paesi OPEC (+33,8%).

Quelli negativi più ampi dalle minori esportazioni della Toscana verso la Svizzera (-38,1%), delle Marche verso Belgio (-64,0%), Germania (-39,0%) e Stati Uniti (-29,6%), della Lombardia verso la Germania (-8,4%) e del Lazio verso il Belgio (-23,4%).

Le province che più contribuiscono a sostenere le vendite sui mercati esteri

Nel 2023, le province che più contribuiscono a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Napoli, Torino, Milano e Siena. Siracusa, Ascoli Piceno, Cagliari, Brescia e Roma contribuiscono negativamente.

Il commento – Le esportazioni delle regioni italiane

Nel quarto trimestre 2023 il Centro e il Nord-ovest sono le ripartizioni che sostengono maggiormente la crescita congiunturale dell’export nazionale; negativa la performance del Nord-est.

La stazionarietà dell’export in valore nel 2023 riflette dinamiche divergenti a livello territoriale.

La forte crescita per il Sud è trainata soprattutto dalle maggiori vendite della Campania, in particolare di prodotti farmaceutici e autoveicoli; quella più moderata per il Nord-ovest è sostenuta dal Piemonte – grazie anche alla positiva dinamica delle vendite di autoveicoli –, mentre è modesta la crescita dell’export della Lombardia.

Marche e Lazio contribuiscono alla flessione per il Centro; Friuli-Venezia Giulia e Veneto a quella per il Nord-est. La netta contrazione per le Isole si deve sostanzialmente alla riduzione dell’export di prodotti della raffinazione.

(Porto di Genova – Foto su Pixabay)

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