10 aprile 2024

L’inflazione OCSE è rimasta stabile

L’inflazione headline dell’OCSE è rimasta stabile al 5,7% a febbraio 2024, mentre l’inflazione dei prodotti alimentari continua a rallentare.

(Dato pubblicato l’8 aprile) Inflazione nell’OCSE: situazione stabile a febbraio 2024.

L’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo (CPI) nell’area OCSE è rimasta stabile a febbraio 2024 al 5,7%, dopo essersi attestata intorno al 6,0% da maggio 2023.

L’inflazione headline è diminuita in tre quarti dei Paesi OCSE, con i maggiori cali mensili registrati in Polonia e Svezia e l’aumento più significativo in Turchia.

L’inflazione headline è rimasta inferiore al 2,0% in sette Paesi OCSE ed è risultata negativa in Costa Rica.

L’inflazione dei prodotti alimentari

L’inflazione dei prodotti alimentari continua a calare per il 15° mese consecutivo, raggiungendo il 5,3% a febbraio dopo il 6,3% di gennaio, e aumentando solo in quattro Paesi OCSE.

Per la prima volta da novembre 2021, l’inflazione alimentare dell’OCSE è risultata inferiore all’inflazione headline.

L’inflazione energetica

L’inflazione energetica dell’OCSE è aumentata ma è rimasta moderatamente negativa a febbraio (-0,5%), nonostante la forte inflazione energetica in Turchia e Colombia.

L’inflazione core

L’inflazione core dell’OCSE (inflazione al netto di alimentari ed energia) ha continuato a diminuire, ma è rimasta alta al 6,4%, a causa della persistenza dei prezzi dei servizi.

Inflazione nel G7

Inflazione nel G7: rallentamento a febbraio 2024 Anche l’inflazione annuale nel G7 è rimasta stabile al 2,9% a febbraio, il livello più basso da aprile 2021.

È aumentata in Giappone, a causa di un effetto base, poiché i prezzi dell’energia erano diminuiti in modo significativo a febbraio 2023 con l’introduzione di sussidi energetici.

Al contrario, Regno Unito e Germania hanno registrato i cali più consistenti dell’inflazione headline a febbraio 2024.
L’inflazione core è stata il principale fattore che ha contribuito all’inflazione headline nella maggior parte dei Paesi del G7 (Figura 3).

Inflazione nell’area euro: flessione a febbraio 2024

Nell’area euro, l’inflazione annuale misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è scesa al 2,6% a febbraio, rispetto al 2,8% di gennaio.

Il calo dell’inflazione dei prodotti alimentari è stato circa il doppio di quello dell’OCSE, mentre l’inflazione core è diminuita a un ritmo simile a quello dell’OCSE.

A marzo 2024, la stima flash di Eurostat ha indicato un ulteriore calo dell’inflazione headline nell’area euro (al 2,4%) e dell’inflazione core (al 2,9% dopo il 3,1% di febbraio), con un rallentamento del calo dei prezzi dell’energia.

Inflazione nel G20

Inflazione nel G20: aumento a febbraio 2024 Nel G20, l’inflazione annuale è salita al 6,9% a febbraio rispetto al 6,4% di gennaio, raggiungendo il livello più alto da marzo 2023.

Questo aumento è stato causato in parte da un incremento dell’inflazione headline in Cina, diventata positiva per la prima volta da agosto 2023.

L’inflazione headline è aumentata anche in Arabia Saudita e Indonesia, con un balzo ancora più significativo in Argentina.

È rimasta sostanzialmente stabile in Brasile e Sudafrica.

(inflazione foto di Sara Kurfeß su Unsplash)

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