Un mondo di shock e incertezza crescente: occorrono buone politiche

La Banca Centrale Europea, giovedì scorso, ha comunicato di lasciare invariati i tassi di interesse. L’inflazione ha continuato a ridursi, soprattutto per effetto dell’andamento più contenuto degli alimentari e dei beni.
Tuttavia le pressioni interne sui prezzi sono forti e mantengono elevata l’inflazione dei servizi.
Nelle dichiarazioni della Governatrice Lagarde viene fatta un’analisi della situazione economica generale, la cui crescita, dice, “potrebbe risultare inferiore se gli effetti della politica monetaria si rivelassero più intensi delle attese”.
Sottolinea anche come i rischi per la crescita siano orientati al ribasso, vista la turbolenza del panorama geopolitico e, come possiamo vedere anche dalle ultime gravi notizie, con l’escalation del conflitto mediorientale.
Gli anni 2020 stanno disegnando un mondo di shock frequenti e incertezza crescente.
La Direttrice del FMI, Kristalina Georgieva, nel suo più recente intervento pubblico spiega come “Fare le scelte politiche giuste definirà il futuro dell’economia mondiale. Definirà come verrà ricordato questo decennio – passerà alla storia come ‘gli Anni Turbolenti’, un periodo di disturbo e divergenza nelle fortune economiche; ‘gli Anni Tiepidi’, un periodo di crescita lenta e scontento popolare; o ‘gli Anni Trasformativi’, un periodo di rapidi progressi tecnologici a vantaggio dell’umanità”?
Ciò a cui dobbiamo tendere sono “gli Anni Trasformativi”. Per raggiungere questo traguardo occorre perseguire buone politiche.

Tassi e prestiti bancari

Intanto, secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, scendono i tassi su mutui e credito al consumo e, nel Rapporto mensile di ABI leggiamo che Negli ultimi mesi si stanno manifestando primi segnali di diminuzione dei tassi di mercato rispetto ai precedenti valori massimi e rispetto ai tassi BCE.
Sono in calo anche i prestiti bancari e ciò è coerente con il rallentamento della crescita economica che contribuisce a deprimere la domanda di prestiti: a marzo 2024, i prestiti a imprese e famiglie sono scesi del 2,6% rispetto a un anno prima, mentre a febbraio 2024 avevano registrato un calo del 2,5%, quando i prestiti alle imprese erano diminuiti del 3,8% e quelli alle famiglie dell’1,3%.

Al rallentatore la produzione industriale

A febbraio, scrive l’Istat, la produzione industriale destagionalizzata cresce lievemente rispetto a gennaio, mentre nella media degli ultimi tre mesi registra una flessione nel confronto con i tre mesi precedenti. In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, l’indice complessivo prosegue la fase di flessione che si protrae da 13 mesi.
Il calo su base annua di febbraio riguarda tutti i principali raggruppamenti di industrie, salvo i beni strumentali.

Bene la ristorazione

Presentato a Roma il Rapporto Ristorazione 2024 di FIPE-Confcommercio (realizzato anche su dati Format Research) che mostra numeri decisamente positivi per il settore che può dichiarare ormai “alle spalle” la voragine generata dall’emergenza pandemica.
Ed è forte la spinta agli investimenti: nel 2023 circa un imprenditore su due ha investito nel rinnovo del parco attrezzature e nel potenziamento degli strumenti digitali.
E per il 2024 le imprese annunciano un piano di investimenti che sfiora i 4 miliardi di euro. Sostenibilità e innovazione, infatti, sono i trend che caratterizzano il settore
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Lavoro

Dai dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sono più di 446mila i contratti di assunzione (di durata superiore ad un mese o a tempo indeterminato) programmati dalle imprese ad aprile e oltre 1,5 milioni per il trimestre aprile-giugno, con un lieve incremento di circa 3mila unità rispetto ad aprile 2023 e una flessione di oltre 46mila unità sul corrispondente trimestre.
Persiste la difficoltà di reperimento di personale qualificato: ad aprile è difficile da reperire il 47,8% del personale ricercato dalle aziende.

Terziario traino dell’economia piacentina

Il settore terziario si conferma come il motore trainante dell’economia piacentina, contribuendo al 72% del valore aggiunto delle imprese sul territorio e rappresentando il 63% delle aziende attive. Questi dati emergono dall’Osservatorio Economico Confcommercio Piacenza, sviluppato da Format Research.

(Imprese lavoro architettura finestre foto da Unsplash)

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