25 aprile 2024

L’inflazione ha continuato a diminuire

Nella riunione dell’11 aprile 2024 il Consiglio direttivo ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE.

Le nuove informazioni hanno sostanzialmente confermato la precedente valutazione circa le prospettive di inflazione a medio termine.

L’inflazione ha continuato a diminuire, trainata dall’andamento più contenuto dei prezzi degli alimentari e dei beni.

La maggior parte delle misure dell’inflazione di fondo è in calo, la dinamica salariale è in fase di graduale moderazione e le imprese stanno assorbendo parte dell’incremento del costo del lavoro nei loro profitti.

Le condizioni di finanziamento rimangono restrittive e i rialzi dei tassi di interesse stabiliti in precedenza continuano a gravare sulla domanda, contribuendo a ridurre l’inflazione.

Le pressioni interne sui prezzi sono forti

Tuttavia, le pressioni interne sui prezzi sono forti e mantengono elevata l’inflazione dei servizi.

Il Consiglio direttivo è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine.

Esso ritiene che i tassi di interesse di riferimento della BCE si collochino su livelli che forniscono un contributo sostanziale al processo di disinflazione in atto.

Le decisioni future del Consiglio direttivo

Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di interesse di riferimento della BCE restino sufficientemente restrittivi finché necessario.

Se una valutazione aggiornata circa le prospettive di inflazione, la dinamica dell’inflazione di fondo e l’intensità della trasmissione della politica monetaria dovesse rafforzare ulteriormente la fiducia del Consiglio direttivo in una stabile convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo, sarebbe allora opportuno ridurre l’attuale livello di restrizione della politica monetaria.

In ogni caso, per determinare livello e durata adeguati della restrizione, il Consiglio direttivo continuerà a seguire un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono definite di volta in volta a ogni riunione, senza vincolarsi preventivamente a un particolare percorso di fissazione dei tassi.

Valutazione del rischio

I rischi per la crescita economica restano orientati al ribasso. La crescita potrebbe essere inferiore se gli effetti della politica monetaria si rivelassero più forti del previsto.

Anche un’economia mondiale più debole o un ulteriore rallentamento del commercio globale peserebbero sulla crescita dell’area euro.

La guerra ingiustificata della Russia contro l’Ucraina e il tragico conflitto in Medio Oriente sono le principali fonti di rischio geopolitico.

Ciò potrebbe comportare che le imprese e le famiglie diventino meno fiduciosi riguardo al futuro e che il commercio globale venga interrotto.

La crescita potrebbe essere più elevata se l’inflazione scendesse più rapidamente del previsto e l’aumento dei redditi reali significasse che la spesa aumenta più del previsto, o se l’economia mondiale crescesse più fortemente del previsto.

I rischi al rialzo per l’inflazione includono l’acuirsi delle tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente, che potrebbero spingere al rialzo i prezzi dell’energia e dei trasporti nel breve termine e perturbare il commercio globale.

L’inflazione potrebbe anche rivelarsi più elevata del previsto se i salari aumentassero più del previsto o se i margini di profitto si dimostrassero più resilienti.

Al contrario, l’inflazione potrebbe sorprendere al ribasso se la politica monetaria frenasse la domanda più del previsto o se il contesto economico nel resto del mondo peggiorasse inaspettatamente.

(Bollettino economico BCE immagine di copertina)

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