Segnali lievi di ripresa

Segnali, pur lievi, di una ripresa in corso in un Vecchio continente resiliente

Nonostante tutto, si potrebbe dire, ci sono segnali che il panorama economico globale si stia rischiarando. Si sta diffondendo un ottimismo cauto, sebbene resti presente il rischio geopolitico. L’inflazione sta calando e i mercati del lavoro sono solidi, con tassi di disoccupazione vicini ai minimi storici.  Rimangono preoccupazioni per le alte tensioni geopolitiche, soprattutto in Medio Oriente, che potrebbero destabilizzare i mercati energetici e finanziari, portando ad un aumento dell’inflazione e a una flessione della crescita.
Crescita che rimane modesta, scrive l’OCSE nel suo ultimo aggiornamento del Economic Outlook, con l’impatto delle restrizioni monetarie che si fa sentire, specie in settori dell’immobiliare e del credito, ma sostanzialmente l’economia si dimostra generalmente resiliente e, buona notizia, l’inflazione sembra diminuire più rapidamente del previsto.
Di economia e politica monetaria ha parlato in una recente intervista Philip R. Lane, membro del Comitato esecutivo della BCE, dimostrando fiducia che l’andamento dell’inflazione in Europa stia andando nella giusta direzione e che questo comporterà un allentamento della stretta creditizia. Del resto, bisogna riconoscere che gli alti tassi di interesse frenano gli investimenti. E la mancanza di investimenti nel tempo frenerebbe il potenziale dell’economia europea. Si rafforza in questo modo l’ipotesi di un taglio dei tassi a breve.
Un altro indicatore fornisce un segnale positivo per l’economia del Vecchio Continente, si tratta dell’€-coin che, sviluppato dalla Banca d’Italia, fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. Per il terzo mese consecutivo l’€-coin è in aumento, “segnalando – scrive Bankitalia – la ripresa dell’attività nell’area dell’Euro”.

Accelera l’economia italiana

Qualche buon punto lo mette a segno anche l’economia italiana. Secondo quanto comunicato dall’Istat nella sua Stima Preliminare del Pil, Primo Trimestre 2024, il Pil è aumentato dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, che si erano chiusi con un aumento dello 0,1% (dato rivisto al ribasso dal precedente +0,2%). Su base annuale, il PIL è quindi cresciuto dello 0,6%. La stima preliminare di questo trimestre riflette un aumento del comparto primario, di quello del settore industriale e di quello dei servizi. Dal lato della domanda, la componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, è in diminuzione, mentre si stima un aumento della componente estera netta. Con questo risultato, di cui si sottolinea la natura provvisoria, la variazione acquisita per il 2024 si attesta allo 0,5%.

Bene il lavoro

Continuano ad essere positivi anche i dati Istat sul lavoro. A marzo 2024, rispetto al mese precedente, aumentano gli occupati e gli inattivi, mentre diminuiscono i disoccupati. Il tasso di occupazione sale al 62,1%. Commentando i dati Istat sul mercato del lavoro, il direttore dell’Ufficio Studi Mariano Bella ha sottolineato che “il mercato del lavoro italiano continua a mostrare innegabili e importanti segnali di vivacità. I dati di marzo consolidano un trend di miglioramento del mercato del lavoro che prosegue in modo quasi ininterrotto dall’inizio del 2021. In più, il fenomeno è diffuso alle diverse componenti dell’occupazione”.

Rallenta ancora l’inflazione in Italia

Infine, per quanto riguarda l’inflazione annuale, nella zona euro, dovrebbe attestarsi al 2,4% nel mese di aprile 2024, in linea con il mese precedente, secondo una stima preliminare dell’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. In Italia, secondo le stime preliminari Istat, l’inflazione torna a scendere, portandosi a 0,9%. La lieve decelerazione risente perlopiù della dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati e dei Servizi relativi ai trasporti. Il valore italiano è uno dei più bassi d’Europa.

(Segnali lievi di ripresa Vetro cieli riflesso architettura Panorama Foto da Pixabay)

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