La geopolitica che permea l’economia

Si è concluso qualche giorno fa il B7 Italy 2024 organizzato da Confindustria e guidato da Emma Marcegaglia, che ha consegnato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni le raccomandazioni delle industrie G7 sulle principali sfide dell’agenda economica globale.
“Il successo del G7 dipende dalla forza economica di tutti i suoi componenti, dalla capacità di ridurre qualunque forma di protezionismo, valorizzare i benefici del multilateralismo e far convergere le politiche industriali dei singoli Stati verso una piattaforma integrata”.
Rimane strategica la questione geopolitica che permea l’economia. Alle tensioni geopolitiche fanno riferimento tutte le ultime e più importanti analisi economiche. Nell’introduzione alla “Revisione della Stabilità Finanziaria”, Luis de Guindos, Vicepresidente BCE, scrive che “le tensioni geopolitiche rappresentano una significativa fonte di rischio non solo per la stabilità finanziaria dell’area euro, ma anche per la stabilità finanziaria globale.
L’incertezza politica rimane elevata in tutto il mondo in un anno caratterizzato da molte elezioni importanti. In un tale contesto, la possibilità di sorprese economiche e finanziarie avverse è elevata…”
Si pensi anche alla grave questione Mediorientale con la crisi nel Mar Rosso e gli effetti sulle imprese italiane e sul commercio internazionale, analizzata recentemente da Allianz Trade in collaborazione con Format Research.
Pur essendo cresciute negli ultimi mesi le incertezze legate al protrarsi della guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e del conflitto in Medio Oriente, sono un rischio anche le generali tensioni geopolitiche: i rapporti con la Cina, la questione migranti, le prossime importantissime elezioni negli USA e nell’Unione Europea.
In questo contesto, secondo le Previsioni Economiche di Primavera della Commissione Europea, dopo la generale stagnazione economica del 2023, una crescita migliore del previsto all’inizio del 2024 e l’attuale calo dell’inflazione hanno preparato il terreno per una graduale espansione dell’attività nel periodo oggetto delle previsioni.
Non fa eccezione l’Italia con una graduale espansione: la crescita economica è rallentata allo 0,9 % nel 2023 ed è prevista allo 0,9 % nel 2024 e all’1,1 % nel 2025.

L’economia italiana, lenta ma in crescita e con un debito troppo alto

L’economia Italiana si è ripresa bene da pandemia e da shock energetici, ma sta rallentando, secondo la Dichiarazione Conclusiva della Missione dell’Articolo IV del Fondo Monetario Internazionale che ammonisce il nostro Paese sul debito eccessivo: “Anche se ha contribuito alla ripresa, la politica di bilancio espansiva ha mantenuto il deficit e il debito molto alti, elevando il premio di rischio dell’Italia” – ora – «è’ possibile ottenere un aggiustamento di bilancio più rapido del previsto per ridurre il debito con un elevato livello di fiducia e con costi limitati per la crescita ritirando misure di crisi inefficienti e temporanee».

Diverse velocità

Pur in crescita nel suo complesso, la nostra economia si muove a velocità differenti: il turismo è da record, bene servizi ed export netto, ma non va bene l’industria. Lo scrive, in estrema sintesi, Il Centro Studi di Confindustria nella propria Congiuntura Flash.

Nella sua Congiuntura Confcommercio, l’Ufficio Studi dell’Associazione e di categoria, evidenzia “un’Italia a due velocità”: se, da un lato, i servizi, soprattutto il turismo, confermano i positivi andamenti degli ultimi anni, dall’altro, l’industria continua a evidenziare qualche difficoltà nel lasciarsi alle spalle una lunga fase di stagnazione.
Le buone performance di gran parte dei servizi, settori ad alta intensità di lavoro, hanno largamente contribuito alla progressiva crescita dell’occupazione che ha puntellato i redditi, anche nella fase di elevata inflazione. Restano deboli i consumi.

Valori economici e sociali della tavola

Tra i settori strategici per la nostra economia c’è certamente quello della ristorazione e, i Valori economici e sociali della tavola, sono stati al centro della seconda Giornata della Ristorazione Organizzata da FIPE Confcommercio, che è stata presentata il 16 maggio in Parlamento alla presenza del Presidente della camera Fontana, dei ministri del Made in Italy e dell’Agricoltura.
Con l’occasione è stata presentata una proposta di legge per istituzionalizzare questa giornata, primo firmatario l’On Luca Squeri.

E sono proprio i Pubblici esercizi, bar e ristoranti, che stanno registrando un gran numero di aperture nella Capitale, lo conferma Confcommercio Roma che scrive: “Il 2024 sembra essere l’anno di rinascita della Capitale soprattutto dal punto di vista turistico.
Una crescita costante si registra anche per le aziende femminili e l’information technology. Boom di aperture di bar e ristoranti in centro ma resta ancora delicata la situazione riguardante la regolamentazione dei dehors”.

Terziario Bergamo, credito e liquidità

Emerge dall’ultimo Osservatorio su Credito e liquidità, indagine Confcommercio Bergamo-Format Research, che l’accesso a credito e finanziamenti e il rapporto tra banca e impresa continuano a rappresentare vere e proprie criticità per gli imprenditori di commercio, turismo e servizi bergamaschi.
L’unico dato positivo in tema di credito per le imprese del territorio che operano nel terziario è il miglioramento del fabbisogno finanziario.

I numeri del dettaglio orafo italiano

Numero delle gioiellerie in calo, fatturato complessivo in crescita. Andamento economico delle imprese, scelte dei consumatori, attrattività del gioiello sotto la lente in due provocatori incontri dal titolo “Se le gioiellerie non esistessero più” e “Se la comunicazione è un lusso”. L’Osservatorio sulla gioielleria Federpreziosi, condotto da Format Research, è stata la base di una serie di attente valutazioni su passato e presente del dettaglio orafo italiano.

(La geopolitica che permea l’economia – foto da Unsplash)

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