Europa nell’occhio del ciclone tra sfide complesse e dati economici

Il 2024, tra nazioni che si sono già espresse e altre che lo devono ancora fare, sta chiamando al voto 2 miliardi di persone in 76 Paesi. Ieri è stato il turno del Vecchio Continente, che presto avrà un rinnovato Parlamento che dovrà misurarsi con determinazione sugli eventi economici, sociali, geopolitici e ambientali che stanno segnando questi ultimi difficili anni. Questo e i prossimi anni si presentano ricchi di sfide, e l’Europa appare decisamente nell’occhio del ciclone. Dal punto di vista economico, i dati che abbiamo, anche questa settimana, restituiscono una visione complessa dello stato attuale.

Crescita moderata del PIL e dell’occupazione – BCE riduce i tassi di interesse

Nel primo trimestre del 2024, secondo l’Eurostat, il PIL dell’area euro ha registrato un aumento dello 0,3%, un segnale positivo che riflette una moderata crescita economica. Parallelamente, l’occupazione è cresciuta dello 0,3%, indicando una certa resilienza del mercato del lavoro, nonostante le sfide globali. Sono invece in calo i servizi. Nel confronto mensile Eurostat tra marzo 2024 e febbraio 2024, la produzione di servizi destagionalizzata è diminuita dello 0,4% nell’area dell’euro e dello 0,6% nell’UE.

Ma la notizia più importante, attesa e certamente la più prevista, è stata la riduzione di 25 punti base dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea. Una decisione spiegata dalla governatrice Lagarde sia in conferenza stampa che successivamente sul blog della BCE: “Ciò significa che per i cittadini diminuirà il costo del denaro e per le imprese sarà più conveniente indebitarsi a fini di investimento”. Tuttavia, Christine Lagarde ha anche precisato che “la strada è ancora lunga per eliminare l’inflazione dall’economia. E non sarà una strada del tutto facile da percorrere. Occorrono un atteggiamento vigile, impegno e perseveranza. I tassi di interesse dovranno quindi restare restrittivi finché sarà necessario per assicurare la stabilità dei prezzi su base duratura. In altre parole, per un po’ dovremo ancora tenere il piede sul pedale del freno, pur non spingendo forte come prima”. “La lotta all’inflazione non si è ancora conclusa”.

Produzione industriale, vendite al dettaglio, disagio sociale e prospettive economiche per l’Italia

Ad aprile 2024, in Italia, secondo i dati Istat, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha subito una diminuzione dell’1,0% rispetto a marzo, segnalando difficoltà nel settore manifatturiero. Le vendite al dettaglio (Istat) hanno mostrato segni di debolezza, con una variazione congiunturale negativa ad aprile 2024 sia in valore (-0,1%) che in volume (-0,3%) in Italia. Ma il segno negativo lo si trova anche in Europa (Eurostat).

Un aspetto positivo lo troviamo nella continua riduzione del disagio sociale, con l’indice Confcommercio che cala a 11,5 punti ad aprile 2024. Questo indica un miglioramento delle condizioni economiche, grazie anche a una diminuzione della disoccupazione estesa al 7,6%.

E sono buone anche le prospettive per l’economia italiana secondo Istat, che indicano una crescita dell’1% nel 2024 e dell’1,1% nel 2025, con un aumento dell’occupazione in linea con il PIL. Tuttavia, scrive l’Istituto di statistica, permane un’elevata incertezza dovuta alle tensioni geopolitiche globali.

Segnali contrastanti

In sintesi, l’economia europea e italiana stanno affrontando un periodo caratterizzato da segnali contrastanti. La crescita economica e l’occupazione mostrano segni di miglioramento, mentre la produzione industriale e il settore dei servizi affrontano difficoltà. Le politiche monetarie restrittive della BCE sono cruciali per combattere l’inflazione, ma richiedono un equilibrio delicato per sostenere la ripresa economica.

Allo stesso modo, tornando da dove eravamo partiti, le elezioni europee, gli imprenditori bergamaschi, secondo un sondaggio affidato da Confcommercio Bergamo a Format Research, ritengono che l’Unione Europea sia strategica e convengono sull’importanza che sia unita e coesa, ma allo stesso tempo non sono pienamente soddisfatti del suo operato. Vedremo come agirà il prossimo Parlamento, al quale hanno lanciato unitamente un messaggio anche gli industriali italiani e francesi, affinché l’industria europea sia priorità nell’agenda UE.

(Europa nell’occhio del ciclone – Parlamento europeo foto da Pexels)

Questo sito o gli strumenti di terze parti in esso integrati fanno uso di cookie necessari per il funzionamento e per il raggiungimento delle finalità descritte nella cookie policy. Per saperne di più o per revocare il consenso relativamente a uno o tutti i cookie, fai riferimento alla Privacy e Cookie policy. Cliccando su "Accetta" dichiari di accettare l’utilizzo di cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi