19 giugno 2024

RAPPORTO ANNUALE SULLE COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE  Le dinamiche del mercato del lavoro dipendente e parasubordinato 2024

Nel 2023 creati 445mila posti di lavoro in più rispetto al 2022

SINTESI

Seguono alcuni degli elementi più significativi rilevati dalle Comunicazioni Obbligatorie del 2023:

  • Sono stati attivati oltre 13 milioni 72 mila rapporti di lavoro, in aumento di 445 mila unità rispetto al 2022, pari a +3,5%. Il tasso di crescita annuo risulta in calo rispetto al valore significativamente più alto registrato nel 2022, pari a +11,2%.
  • Sono cessati 12 milioni 224 mila rapporti di lavoro, in aumento dello 0,5% rispetto al 2022. L’incremento annuo è inferiore rispetto all’anno precedente (+14,5%).
  • La differenza tra attivazioni e cessazioni è risultata pari a 848 mila unità, in crescita rispetto a quella osservata nel 2022, pari a 461 mila unità.
  • Gli oltre 13 milioni 72 mila rapporti di lavoro attivati hanno coinvolto 7 milioni 384 mila lavoratori (+4,1%), con un numero medio di contratti attivati procapite pari a 1,77.
  • Le trasformazioni dei rapporti di lavoro da Tempo Determinato a Tempo Indeterminato sono state 749 mila, in aumento del 4,0% rispetto all’anno precedente.
  • I 12 milioni 224 mila rapporti di lavoro conclusi hanno coinvolto 6 milioni 840 mila lavoratori, con un numero medio di contratti cessati pro capite pari a 1,79.
  • L’83,5% delle cessazioni dei rapporti di lavoro ha interessato contratti con durata inferiore a un anno.

Notevole crescita del numero di attivazioni dei contratti di collaborazione

  • Si osserva una notevole crescita del numero di attivazioni dei contratti di collaborazione, che all’incirca raddoppia rispetto all’anno precedente (+97,7%), con un aumento significativamente superiore per la componente maschile (+159,1%) rispetto a quella femminile (+58,2%). L’aumento risulta molto più lieve per le attivazioni a Tempo Determinato (+1,0%), mentre per quanto riguarda il Tempo Indeterminato e l’Apprendistato si registra un calo, pari rispettivamente a -2,5% e a -5,0%.
  • L’incremento percentuale più elevato riguarda i giovani fino a 24 anni (+8,1%) e i lavoratori di 55 anni e oltre (+10,4%), mentre risulta molto più moderato per le classi di età intermedie (+1,2% per i 25-34enni e +2,0% per i 35-54enni).
  • Aumentano significativamente i rapporti di lavoro attivati nel settore relativo agli Altri servizi pubblici, sociali e personali (+22,5%) e, in maniera più moderata, nel comparto Alberghi e Ristoranti (+7,6%). Di contro, si registra un calo in particolare per le Attività svolte da famiglie e convivenze (-3,7%), per l’Agricoltura (-3,2%) e per l’Industria in senso stretto (-2,8%); continua a rallentare nel 2023 la crescita nel settore delle Costruzioni (+0,2%).
  • Il 43,1% delle attivazioni nazionali riguarda le regioni del Nord, il 32,3% interessa le regioni del Mezzogiorno e il 24,6% coinvolge le regioni del Centro.
  • Sono stati attivati 283 mila tirocini, in calo del 9,6% rispetto all’anno precedente.
  • Sono stati attivati 1 milione 416 mila rapporti di lavoro in somministrazione, in calo del 4,9% rispetto al 2022. Rispetto all’aumento registrato negli anni precedenti, nel 2023 si osserva un calo che interessa tutte le classi d’età, a eccezione della classe di età 55-64 anni e della classe di età over 65.

(Nel 2023 creati 445mila posti di lavoro in più rispetto al 2022 – foto da Pexels)

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