Istat 21 giugno 2024

LE COMPETENZE DIGITALI DEI CITTADINI

Decennio digitale e capitale umano: il ritardo dell’Italia nelle competenze

Nel 2023 il divario nelle competenze digitali tra i Paesi dell’Ue27 è elevato, con un campo di variazione di 55 punti percentuali. L’Italia si colloca in 23esima posizione, circa 10 punti sotto la media.

La quota più elevata di occupati con competenze digitali almeno di base si osserva nei Servizi di informazione e comunicazione e nelle Attività finanziarie e assicurative (circa 80%), mente i settori in cui si osserva il maggior ritardo sono quelli dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (32,5%) e delle Costruzioni (43,8%).

Nel settore ICT, più attivo nella formazione informatica, emergono ritardi da parte delle imprese italiane che durante l’anno 2021 hanno erogato formazione ICT al personale per il 54,7% verso il 65,3 di quelle europee.

La quota di personale che ha seguito attività di formazione in questo ambito tra il 2018 e il 2022 è passata dal 16,9% al 23,9%.

Il progresso in atto negli anni più recenti è stato notevole (155mila specialisti ICT, +19% rispetto al 2019), ma inferiore rispetto all’insieme dell’Ue27 (+24,1%)

In Italia la quota dei laureati nelle discipline ICT è passata dall’1,3% del 2019 all’1,5% del 2022, a livello europeo dal 3,9% al 4,5%.

Le competenze digitali dei cittadini

In coordinamento con gli altri Istituti europei di statistica, l’Istat da quasi vent’anni documenta lo sviluppo della società dell’informazione in Italia attraverso due indagini specifiche, una sugli individui e l’altra sulle imprese. Le stime prodotte sono utilizzate dalla Commissione europea per valutare i progressi degli Stati membri nella digitalizzazione e, dal 2021, rientrano nel sistema di monitoraggio del programma strategico europeo “decennio
digitale 2030”. Tale programma è articolato in quattro assi d’intervento: capitale umano, imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture. A ognuno di tali assi è associato uno specifico set di indicatori.

Questa nota si focalizza sugli indicatori utilizzati per il monitoraggio del capitale umano, il cui obiettivo è il potenziamento delle competenze digitali.

Competenze digitali della popolazione relativamente modeste

Uno degli obiettivi del programma europeo è di portare entro il 2030 all’80% la quota di popolazione tra i 16 e 74 anni con competenze digitali almeno di base in tutti e cinque i domini definiti dall’attuale Quadro di riferimento delle competenze digitali.

Nel 2023 nel nostro Paese solo il 45,9% degli adulti possiede competenze digitali adeguate, oltre un terzo (36,1%) ha competenze insufficienti e il 5,1%, pur essendo utente di Internet, non ha alcuna competenza.

Nel panorama europeo, l’Italia è uno dei Paesi con la quota più bassa di persone con competenze digitali almeno di base, con una distanza dalla media Ue27 di quasi 10 punti percentuali. Rispetto al 2021 aumenta lievemente la quota di cittadini europei con queste competenze (+1,6 punti percentuali), l’incremento più evidente si registra in Ungheria con +10 punti percentuali.

Tale andamento positivo non si rileva uniformemente visto che in 10 Paesi si riscontra una mancata crescita. In particolare, il decremento più forte si registra in Lettonia (-5,5 punti percentuali), quindi in Croazia, Slovacchia e Lussemburgo (-4 punti percentuali).

Tra le grandi economie si evidenzia una flessione in Francia (-2,3 punti percentuali), una stabilità in Italia e un aumento in Germania e Spagna (+3,3 e +2 punti percentuali, rispettivamente).

 

(LE COMPETENZE DIGITALI DEI CITTADINI – Foto da Unsplash)

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